IL MATCH PIÙ IMPORTANTE SI GIOCA FUORI DAL CAMPO

I soldi veri non si guadagnano giocando sui campi di calcio. Si costruiscono con ciò che si fa nel mentre e dopo. È questo il passaggio più delicato – e meno allenato – della carriera di un calciatore professionista.

La carriera agonistica, inevitabilmente, finisce, ma il patrimonio resta, o almeno dovrebbe. Il punto è che pochi calciatori sono davvero pronti ad affrontare “la seconda vita” con la stessa lucidità con cui hanno affrontato una finale. E invece, è proprio lì che si gioca la partita più importante.

Molti sportivi, arrivati al termine della carriera agonistica, sentono forte il bisogno di “fare qualcosa”. Può trattarsi di avviare un’attività imprenditoriale, sostenere un progetto condiviso oppure investire in immobili. La motivazione è sincera, ma spesso l’approccio è impulsivo, emozionale e disorganico.

E così, tra iniziative improvvisate, soci sbagliati, consigli raccolti al volo, quello che era un patrimonio solido inizia a sgretolarsi. Di esempi potrei farne molti: un ristorante che non funziona; una società creata “tanto per cominciare” o un immobile acquistato di fretta.

Oppure, all’opposto, può aversi una paralisi totale: tutto fermo per paura di sbagliare.

Il rischio più grande? Avere tanto da gestire ma nessuno che ti aiuti davvero a farlo con metodo e strategia.

Il problema non è cosa si vuole fare. È come si costruisce il futuro.

La verità è che un ex atleta – e in particolare un calciatore – vive oggi un’identità complessa: è un nome pubblico, un brand, un capitale umano ed economico, una figura che attira attenzioni, proposte e pressioni.

Dal mio punto di vista, non si tratta solo di “tutelare il patrimonio”. Si tratta di orientare le scelte con visione, senza perdere lucidità. E, soprattutto, si tratta di avere accanto qualcuno capace di guardare l’insieme, di costruire una regia strategica che metta in ordine idee, risorse, sogni e responsabilità.

In altri termini, è essenziale che il calciatore abbia, durante la carriera agonistica ma anche dopo, una guida professionale che non sostituisce l’agente, il consulente finanziario o l’assicuratore. Al contrario, li affianca, li valorizza e li coordina, affinché ogni professionista svolga il suo ruolo dialogando con l’altro.

Una sola direzione. Un’unica visione.

Quando si dispone di asset importanti (ad esempio, immobili, liquidità, investimenti o partecipazioni societarie), si ricevono proposte, si firmano accordi, si pensa di aprire un’impresa, è fondamentale che ogni decisione sia coerente con un piano più grande.

Quel piano si chiama visione, e non può assolutamente nascere per caso.

Serve una struttura – anche snella, “virtuale” – capace di mettere in relazione le varie aree della vita patrimoniale e personale. Una struttura che tenga traccia degli obiettivi, analizzi rischi e opportunità, monitori ogni aspetto fiscale e legale, mantenga riservatezza e controllo.

Una sorta di cabina di regia silenziosa, che lavora dietro le quinte per assicurare che tutto sia allineato, protetto e orientato nel lungo periodo. Una struttura che permetta di prendere decisioni in modo informato, senza ansia, e che filtri le proposte, eviti dispersioni.

Insomma, una regia che trasformi l’intuito in strategia, e la visibilità in valore reale.

Il capitale è solo il punto di partenza. Non la garanzia del risultato.

Chi ha guadagnato tanto sui campi di calcio, spesso pensa – comprensibilmente – di potersi permettere tutto. Tuttavia, una molteplicità di eventi più o meno recenti hanno dimostrato che il talento non basta per gestire efficacemente il successo sportivo.

Occorrono disciplina, pianificazione e consapevolezza. Ma anche qualcuno che ti aiuti a mettere ogni pedina al posto giusto, senza improvvisare. Il punto non è dire “no” alle opportunità che ti si presentano. È saper dire “sì” solo a quelle che parlano la lingua dei tuoi valori, dei tuoi obiettivi e della tua sostenibilità futura.

E tutto questo può nascere solo dentro un perimetro chiaro, ovvero un ecosistema costruito su misura che non si limita a gestire, ma governa con visione.

Bio Angelo Ginex:

Svolge la professione di avvocato ed è dottore di ricerca in diritto tributario. Vanta significative expertise in materia di pianificazione e protezione patrimoniale, diritto tributario e diritto d’impresa. Ha conseguito la certificazione TEP Full member of STEP e Qualified Family Officer, venendo nominato Presidente Puglia di ANCP – Associazione Nazionale Consulenti Patrimoniali.

Oltre alla laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha nel suo background, tra gli altri, il corso di alta formazione in “Protezione, gestione e trasmissione dei patrimoni familiari” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con STEP, il master in “Family Office” di AIFO, il master in “Diritto tributario” de Il Sole 24 Ore e il master in “Diritto d’impresa” dell’Università Luiss Guido Carli.

Da tempo affianca all’attività professionale un impegno costante in ambito accademico e formativo, partecipando in qualità di docente a master e seminari organizzati dalle principali scuole di formazione presenti in Italia. È autore di opere monografiche e abituale contributor di quotidiani e riviste giuridiche sui temi della fiscalità, della protezione patrimoniale e del diritto dei trust.

Aiuta le famiglie italiane e internazionali a gestire, controllare e proteggere i patrimoni rilevanti e complessi, coniugando asset reali, finanziari e intangibili in un modello integrato e sostenibile.

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