IL PUNTO SULLA SERIE A – PARMA: SOFFRIRE UN POCHINO MENO

PREMESSE

Il Parma Calcio si presenta al via di questa nuova stagione con un obiettivo chiaro e definito: salvarsi, magari soffrendo un po’ meno dell’ultimo campionato quando la salvezza matematica arrivò solo all’ultima giornata in quel di Bergamo.

Per farlo ha scelto una strada decisamente coraggiosa; affidare i suoi giovani virgulti (l’età media più bassa della serie A) ad un giovanissimo allenatore spagnolo alla sua prima esperienza sulla panchina di un club professionistico.

Il suo nome è Carlos Cuesta, ha trent’anni ed è chiaramente una scommessa del nuovo Amministratore Delegato del Parma Federico Cherubini che conosce il mister iberico per i suoi trascorsi alla Juventus.

Questo non è un aspetto da sottovalutare. Il fatto che sia stato proprio Cherubini a volerlo garantisce per il Mister spagnolo quella “protezione”, quella tutela e quel supporto che ad esempio vennero a mancare clamorosamente ad Enzo Maresca nel suo breve e poco fortunato periodo a Parma. Allora la “piramide dirigenziale” era tutt’altro che chiara e con i primi risultati negativi il bravo allenatore italiano (ora sulla panchina di uno dei club più ricchi del mondo, il Chelsea) si trovò isolato e privo di supporto.

Cherubini è il “timoniere” che a Parma tutti attendevano dopo anni di tanta buona volontà, di apprezzabile entusiasmo ma anche di tanti soldi spesi e di una gestione societaria confusa e poco trasparente.

MERCATO

A livello di squadra sono state fatte scelte importanti e c’è stata una discreta “rivoluzione nella rosa”: tredici partenti (l’ultimo Balogh destinazione Turchia) ed undici arrivi. Mercato sufficiente? Come sempre sarà il campo a dirlo. Sono andati via giocatori importanti come Bonny e Leoni (e per cifre considerevoli) altri ormai “obsoleti” come Man e Mihaila e sono arrivati diversi giovani (la passione di Kyle Krause, al quale pare che fare acquistare un calciatore sopra i 27-28 anni sia un’autentica impresa … Milan Djuric l’eccezione clamorosa che conferma la regola!) di belle speranze e con già qualche campionato importante alle spalle. Al centro della difesa Abdoulaye Ndiaye e Mariano Troilo si giocheranno un posto a fianco di Circati e in concorrenza con Valenti e Del Prato e con Emanuele Valeri come “quinto” di sinistra è una garanzia assoluta specie in fase di spinta e costruzione. I suoi cross per la letale testa di Mateo Pellegrino (rivelazione autentica dell’ultimo tramo della stagione scorsa) sono una delle risorse più importanti di questa squadra. Qualche dubbio sul “quinto” di destra. Fino a questo momento ci ha giocato Mathias Lovik che è però un mancino puro (e di qualità, anche se a Parma qualcuno mugugna…) e da quella parte del campo non può obiettivamente rendere al massimo. Del Prato sarebbe la scelta apparentemente più logica ma il meno convinto, almeno fino ad oggi, pare proprio chi “decide”, ovvero Carlos Cuesta.

 Nella zona nevralgica del gioco il Parma è ricco di cursori, interditori e metronomi di grande efficacia (Keita, Ordoñez, Soerensen, Estevez) ma che a livello di qualità pura aveva, fino a pochi giorni fa, solo un calciatore davvero di spicco ovvero quell’Adrian Bernabè attorno al quale ruota la manovra del Parma.

L’acquisto di Benjamin Cremaschi è, a mio parere insieme a quello di Mariano Troilo, il “colpaccio” dell’estate del mercato del Parma.

Il ragazzo ha potenzialmente tutto quello che si può chiedere ad un centrocampista: dinamismo, forza fisica ed una ottima tecnica di base che anche se non arriva ai livelli di  Bernabè è in grado di alzare di parecchio la qualità del centrocampo del Parma.

In attacco, in attesa del ritorno ai suoi livelli pre-infortunio, c’è quel Adrian Benedyczak che può diventare una risorsa importante anche e soprattutto quando capiremo in quale ruolo sa esprimersi al meglio. Proprio su questo reparto c’erano le grandi perplessità della tifoseria ducale fino a poche ore dalla chiusura del mercato. Perso per qualche mese Jacob Ondrejka si faceva fatica ad immaginare CHI poteva affiancare Pellegrino in attacco e soprattutto garantire quei gol indispensabili per poter garantire la salvezza, anche considerando che difficilmente con questo sistema di gioco diventa difficilmente “collocabile” Pontus Almqvist, l’unico vero esterno alto rimasto in rosa

Poi sono arrivati Patrick Cutrone e Gaetano Oristanio, giocatori di valore che proprio a Parma potrebbero trovare l’ambiente ideale per          esprimere al meglio quel potenziale che tutti riconoscono a questi due ragazzi.

Detto questo rimane un dubbio: con quasi 41 milioni di utile tra entrate ed uscite (fonte Transfermarkt) non si poteva fare qualcosina di più? Sulla destra manca il cursore in grado di fare con egual bravura la fase difensiva e quella offensiva, fondamentale in una squadra che si dispone con la difesa con tre centrali e senza esterni alti di ruolo. Del Prato lo ha ricoperto spesso e al momento pare la scelta più logica anche se come detto nelle prima due partite di campionato Cuesta gli ha preferito un mancino puro quale Mathias Løvik.

A centrocampo, detto di Cremaschi che però non è un “regista”, manca ancora l’alternativa a Bernabè, l’unico in grado di dettare i tempi di gioco della squadra.

Il grande Brian Clough diceva che “i soldi di un Club devono essere sul campo, non in banca …” e speriamo che qualche soldino speso in più il Parma non lo debba rimpiangere.

LA TATTICA

Partiamo da una grossa novità: Carlos Cuesta è uno dei pochi, pochissimi allenatori spagnoli che predilige la difesa con i tre centrali.

Cosa davvero rara per gli allenatori nati a quelle latitudini. Perfino Xabi Alonso, che utilizzava spesso questo sistema al Bayer Leverkusen, si è convertito alla difesa a “4” una volta arrivato a Madrid. Ora, considerato che sempre meno squadre utilizzano due punte “pure”  giocare con tre centrali sembra in realtà un spreco. Un uomo in più in difesa e uno in meno in un’altra zona del campo. Come si compensa questo aspetto? Con almeno uno dei tre difensori centrali che “sappia giocare a pallone”, ovvero uscire dalla difesa palla al piede, impostando la manovra con criterio e lucidità e magari inserendosi in qualche scorribanda offensiva. Per quanto visto del ragazzo in azione con il Belgrano mi sembra che Mariano Troilo sia il più portato a svolgere questo compito anche se sinceramente mi auguro di vedere in più occasioni una più coraggiosa difesa a “4” soprattutto quando occorrerà “fare la partita” contro squadre del livello dei crociati … cosa che l’anno scorso si rivelò il Tallone d’Achille del Parma, grande con le “grandi” e piccolissimo con le “piccole”.

A centrocampo, dati per certi Bernabè e Keita, almeno all’inizio, c’è curiosità per sapere chi sarà il terzo centrocampista. Ordoñez è un peperino vivace in perenne movimento ma lui come Cremaschi avranno sicuramente necessità di qualche settimana per ambientarsi in un campionato come il nostro che, seppur scivolato indietro come qualità e livello di gioco, tatticamente rimane uno dei più complessi e richiedenti del panorama mondiale. Stesso discorso per Oliver Sørensen quello dalle più spiccate doti offensive della rosa ma anche lui da valutare fra qualche partita.

In attacco un trio con eccellenti caratteristiche complementari. Pellegrino con la sua abilità nel gioco aereo e quella capacità quasi unica di difendere il pallone e far “salire” la squadra, Cutrone, mobile, generoso che sa attaccare gli spazi e mettere sotto pressione la difesa avversaria e infine la qualità nell’uno contro uno di Oristanio fondamentale per trovare quella “superiorità numerica” che pare essere diventate l’ossessione di tutti i “mister” del creato.

… in attesa di Ondrejka e Benedyczak, che sono certo diranno la loro durante la stagione.

PRONOSTICO

Ci saranno le solite 6-7 squadre a lottare per la salvezza. Il Parma sarà una di queste ma con una qualità e soprattutto una profondità nella rosa che lo scorso anno non aveva.

Credo che i patemi dello scorso anno si possano evitare! 15mo posto.

La difesa potrebbe rivelarsi la forza di questa squadra. Un portiere eccellente e in continua crescita (Zion Suzuki) certezze come Del Prato, Circati e Valenti (quest’ultimo spesso al centro di critiche ma in realtà fondamentale nella seconda parte della scorsa stagione) con ragazzi dal potenziale riconosciuto come Ndiaye e Troilo dovrebbero garantire solidità e tenuta.

Sul centrocampo come detto si poteva forse fare qualcosa di più. Ma con Bernabè “sano” e magari scevro da troppi compiti difensivi il Parma ha fosforo e qualità.

L’attacco, pur non avendo un “bomber” da 15 reti garantite ha come detto calciatori facilmente assemblabili e in grado di integrarsi senza troppe difficoltà. Pellegrino può giocare sia con Oristanio che con Cutrone e lo stesso vale per l’ex attaccante del Como. … un po’ più difficile (anche se sarebbe bellissimo!) vederli in campo tutti e tre insieme.

In sostanza, ci saranno le solite 6-7 squadre a lottare per la salvezza. Il Parma sarà una di queste ma con una qualità e soprattutto una profondità nella rosa che lo scorso anno non aveva.

Da “parmigiano del sasso” qual è il sottoscritto credo (e spero!) che i patemi della scorsa stagione si possano evitare.

15mo posto finale.

BIO: Remo Gandolfi e’ nato e vive a Parma. Ha gia’ 9 libri all’attivo. Dopo “Matti miti e meteore del calcio dell’est” che aveva fatto seguito al precedente libro di gran successo intitolato “Matti, miti e meteore del futbol sudamericano”, Remo, in collaborazione con Cristiano Prati, figlio dell’indimenticato campione, ha scritto, pubblicato da Urbone Publishing: “PIERINO PRATI – Ero Pierino la Peste” . L’ultimo suo lavoro era: “IL CALCIO DIMENTICATO – Tragedie, leggende e follie del pallone”.

Ha una rubrica fissa sul popolare Calciomercato.com (“Maledetti calciatori”) e con gli amici di sempre gestisce un blog www.ilnostrocalcio.it . Quanto all’amato pallone, e’ profondamente convinto che la “bellezza” e “il percorso” contino infinitamente di piu’ del risultato finale.

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