Sono passati più o meno quattro mesi da quando un’intera città ha vissuto il suo sogno più bello da qui a cinquant’anni, per capirci dai tempi del grande Bulgarelli, una sera così bella da passare in centomila in uno stadio, come direbbe Lucio Dalla. Non erano in centomila all’Olimpico il giorno della finale di Coppa Italia, che per noi milanisti si è iscritto di diritto nella lista dei giorni orribili, ma idealmente si era mossa tutta Bologna, con le piazze e i giardini e la gente nei bar, esplosa al gol di Ndoye, che ha regalato la terza Coppa Italia ai Felsinei.
È stato un ritorno tra le grandi del calcio italiano, dopo decenni difficili, caratterizzati anche da una dolorosa retrocessione in Serie C. Prima c’erano state ottime stagioni, una semifinale di Coppa Uefa nel 1999, ma anche discese agli inferi della B e veloci risalite. La svolta è arrivata con l’acquisizione della società da parte dei Saputo che hanno lavorato con serietà, programmando step by step gli obiettivi e alzando l’asticella dopo l’acquisizione di essi, come ha riferito in un recente intervento: “Quando arrivammo come obiettivo avevamo quello di salvarci, di superare quota 40 punti: adesso credo che gli obiettivi siano un pochino più alti.”
Oltre ad aver vinto la Coppa Italia, lo scorso anno il Bologna ha chiuso il campionato al nono posto, ma per gran parte della stagione ha galleggiato a ridosso della zona Champions. Merito della sapiente guida di Vincenzo Italiano, confermatissimo, che ha preso la difficile eredità di Thiago Motta, che tanto bene aveva fatto sotto le Due Torri, ottenendo la storica qualificazione alla Champions League. Dopo un inizio complicato, coinciso anche con alcune sconfitte in campionato e soprattutto in Europa che di fatto ne hanno compromesso irrimediabilmente il cammino, la squadra ha iniziato a raccogliere i frutti del lavoro del tecnico.
Come vedremo tra poco, Vincenzo Italiano adotta un 1-4-2-3-1.
L’hanno scorso il Bologna, pur privilegiando spesso la costruzione dal basso, ha sfruttato molto il gioco sulle fasce risultando la terza squadra ad aver crossato di più con 5,2 cross a partita (dati FotMob).
Sul mercato Sartori ha cercato di sostituire i pezzi pregiati che hanno lasciato la squadra, Ndoye, che è approdato nella ricca Premier League, e Beukema, grande colpo difensivo del Napoli di Antonio Conte. Al posto di Ndoye è arrivato nelle battute finali del mercato il marsigliese Rowe, per intenderci quello dello scontro epico con Rabiot (i due saranno avversari dopo la sosta in Milan-Bologna), e il ceco Vitik ha sostituito il forte centrale olandese. In attacco è stato acquistato dal Besiktas Ciro Immobile, un ritorno gradito nel nostro campionato, uno che ha segnato 201 gol, 36 dei quali in una sola stagione (2019/2020), il primo italiano che ha realizzato 25 gol in tre campionati di Serie A.
Una certezza.
Se Ciro starà bene, sarà un’arma in più a disposizione di Italiano. Il “se” purtroppo è d’obbligo perchè alla prima giornata l’attaccante campano è dovuto uscire per infortunio, una lesione al retto femorale destro che dovrebbe tenerlo fuori due mesi. Tatticamente il suo acquisto dà al Bologna la possibilità di giocare anche con le due punte, in coppia con Castro. Interessante sarà testare il ritorno di un altro grande protagonista del nostro campionato, Federico Bernardeschi, che ha finito la sua esperienza a Toronto. Dal Cagliari è giunto Zortea e sul fotofinish di mercato il Bologna ha chiuso per il prestito di Sulemana dall’Atalanta. Sartori ha dovuto resistere alle richieste giunte negli ultimi giorni di mercato per Lucumi, seguito dal Sunderland, e Fabbian, che invece era entrato in orbita Milan, ritenuti essenziali per il club. Non va dimenticato l’apporto che l’anno scorso ha dato Orsolini, senza dubbio leader tecnico e spirituale di questa squadra, uno che ha già “bussato” quest’anno alla seconda giornata contro il Como.
Il Bologna ha tre punti in classifica dopo due giornate.
Alla prima giornata ha perso all’Olimpico, nello stadio dell’ultimo trionfo, contro la nuova Roma di Gasperini. Pur subendo per lunghi tratti il ritmo e il gioco della squadra giallorossa, il Bologna ha fatto capire di poter essere sempre pericoloso e, prima del vantaggio di Wesley, aveva sfiorato il gol con Castro. A fine partita, Italiano aveva dato sfogo alla sua rabbia per il mercato ancora aperto: “Non so chi voglia il mercato aperto dopo le prime giornate di campionato. Per me è follia pura, non può essere. C’è gente che la mattina prima delle partite è al telefono con i procuratori, gente che vuole andare via e che non vuole fare allenamento. Non esiste. Il mercato deve essere racchiuso prima delle partite ufficiali, perché ci sono mesi e mesi per preparare le squadre. Una cosa del genere è improponibile.”
Un caso, forse no, ma alla seconda giornata con il mercato chiuso il Bologna ha messo a segno i primi tre punti della stagione vincendo in casa contro il Como, una squadra che alla prima aveva messo alle corde la Lazio, uscita sconfitta dal Sinigaglia per 2 a 0. Ha bussato Orsolini, come detto, l’arma in più di questo Bologna che, servito da Castro, ha segnato il primo gol in campionato. Le parole di Italiano a fine partita hanno sottolineato che a livello di palleggio il Como aveva fatto qualcosa in più rispetto alla sua squadra e che la sfida era stata decisa da una giocata individuale.
Nelle prime due giornate il tecnico di Karlsruhe ha schierato l’1-4-2-3-1 con Skorupski tra i pali, unica certezza del reparto arretrato, e con i quattro della linea difensiva cambiati ad eccezione di Lykogiannis (con la Roma avevano giocato Lucumi, De Silvestri e Casale, mentre contro il Como Heggem, Vitik e Zortea). A centrocampo Freuler è stato il titolare nella linea bassa con il quale si sono alternati Pobega e Moro. Orsolini e Cambiaghi sono state le prime scelte di Italiano che ha cambiato il trequartista centrale: Odgaard contro la Roma e Fabbian contro il Como. L’infortunio di Immobile, titolare con questo modulo, ha costretto il tecnico rossoblù a fare affidamento sulle enormi qualità di Castro, subentrato a Roma e titolare contro il Como.
Il Bologna sarà una delle protagoniste di questa stagione.
Oltre al campionato, la squadra si giocherà le sue chance in Europa League, un torneo che potrebbe riservare grosse soddisfazioni al club felsineo. L’esperienza maturata l’anno scorso in Champions League risulterà importante per questo gruppo che dovrà difendere la Coppa Italia conquistata nella scorsa stagione e che punterà sicuramente ad un piazzamento europeo.
Formazione tipo secondo la Gazzetta dello Sport
1-4-2-3-1
Skorupski, Heggem, Vitik, Holm, Miranda; Freuler, Ferguson; Orsolini, Rowe, Odgaard, Immobile (Castro)

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.










4 risposte
Bel pezzo Vincenzo sui simpatici Pretoriani!(un po’ meno per noi milanisti!) Indubbiamente i Rossoblu hanno fatto passi avanti dopo decenni di letargo.
Ed ora con l’arrivo di un attaccante di esperienza come Immobile unitamente alle sbocciature di Castro ed Orsolini, sicuramente Italiano e tutta la squadra faranno di tutto per avere ancora una valida voce anche in Europa.
Buona giornata.
Massimo 48
Bravo Vincenzo il Bologna mi piace , gli ruberei volentieri Ferguson che ammiro, Italuano fa un calcio propositivo
Grazie Stefano, io gli ruberei qualcuno in più, magari Orsolini pure. È una squadra che a me piace molto
Grazie Massimo! Ah Bologna, dolce e crudele al tempo stesso…mi piace il suo gioco propositivo e il gioco sulle fasce, ma non posso dimenticare che l’anno scorso ha scritto implicitamente una delle pagine più tristi della nostra storia recente…il campionato ci mette contro i Felsinei, vedremo…
Forza Milan
Vincenzo