ALLA SCOPERTA DI ARDON JASHARI

Finalmente, nella giornata di lunedì 4 agosto, sembra essere giunta al termine la trattativa Milan – Club Bruges per Ardon Jashari. Il calciatore svizzero, dalle origini kosovare, è sul punto di trasferirsi al club rossonero sulla base di 33,5 milioni, più altri 4,5 milioni di bonus, per una valutazione complessiva da 38 milioni di euro.

Si parla di un esborso sostanzioso, da parte del Milan targato RedBird – Elliot, che, gioco forza, polarizzeranno l’ attenzione dei tifosi sul mediano svizzero. Vale la pena sottolineare come per il buon esito della trattativa tanto è pesata la volontà di Ardon, il quale ha anteposto il Milan anche ad alcune offerte inglesi e arabe.

Detto questo conosciamo meglio l’oggetto dei desideri rossoneri dell’ estate 2025. Ardon Jashari è nato in Svizzera, a Cham, il 30 luglio 2002 da una famiglia albanese proveniente dalla regione del Polog, in Macedonia. La sua carriera è iniziata nel Luzern, dove ha debuttato nella stagione 2019/20 il 31 luglio 2020, nella partita vinta per 2-1 contro l’ FC Zurich. Nelle successive quattro stagioni si segnala come uno dei prospetti più interessanti della Super League svizzera. L’ 1 luglio del 2024 passa al Club Bruges per 6 milioni di euro, e, con i nerazzurri, si segnala come uno dei mediani più interessanti del panorama europeo, Ardon ha segnato 4 goal con 6 assist e altrettanti cartellini gialli in 52 presenze stagionali al Bruges vincendo la coppa belga. Finora ha raccolto 4 presenze con la nazionale maggiore della Svizzera.

Jashari ha una struttura fisica compatta: essendo alto 1.81 m. per 81 kg, che lo rende molto dinamico in campo. Lo svizzero è un centrocampista dal moto perpetuo, di grande intensità, in ogni fase del gioco. Difficile da inquadrare in un ruolo: visto che non è un regista, non è un incontrista e non è nemmeno un incursore ma può svolgere egregiamente tutte queste funzioni. Nel gioco del Club Bruges, Jashari era un punto di riferimento sia nella prima costruzione sia quando la squadra riusciva a spostarsi nella metà campo avversaria. Queste qualità potrebbero risultare adatte al calcio proposto da Allegri.

In fase di costruzione dal basso Jashari, spesso, si abbassava sulla linea difensiva, aprendosi tra il centrale e il terzino che saliva. Era un meccanismo volto a sfruttare la sua qualità ma anche per permettere a Vanaken, il regista della manovra del Bruges, di abbassarsi, toccare palla libero e di scegliersi la posizione più congeniale. Questa attitudine potrebbe facilitare Ricci nella prima impostazione e aiutare comunque i centrali rossoneri, non molto predisposti all’ impostazione. .

Oltre ad aiutare il regista in costruzione, Jashari si è dimostrato abile anche ad uscire individualmente dalla prima pressione con piccole conduzioni o passaggi rapidi, mostrando una precisione nei tocchi del 93%. Una volta abbassato sulla linea difensiva lo svizzero si dimostra abile nel vedere il gioco frontale, situazione nella quale capisce come prendere controtempo chi lo aggredisce partendo palla al piede. Se poi leegge che non è proprio possibile condurre, lo svizzero scarica e attiva il suo dinamismo. Dopo il passaggio accompagna l’azione proponendosi in avanti, intuendo ed attaccando gli spazi lasciati dal pressing avversario. In questo modo, o anche direttamente con una triangolazione, Jashari riesce a far progredire la manovra evitando la stagnazione. Ma il contributo di Jashari allo sviluppo della manovra non si ferma al primo possesso. Una volta raggiunta la metà campo avversaria Ardon ama cercare i lanci, vedendo bene il campo anche su distanze lunghe, effettuando cambi di gioco con traiettorie tagliate sia verso destra che verso sinistra e sia sulla figura che sulla corsa. Soprattutto può anche alzare il pallone direttamente inprofondità, alle spalle della linea difensiva, per incaricarsi in prima persona di rifinire.

Nella passata stagione ha mostrato un 63 % di media nelle azioni da gol create dalle sue giocate. Il meglio di Jashari in fase di non possesso arriva quando può difendere in avanti, aggredendo i primi costruttori avversari.

Jashari non si risparmia mai ed è sempre disposto a scattare in avanti per saltare addosso all’avversario, sia in pressing che in riaggressione. La sua forza nelle gambe, il suo dinamismo e il suo sacrificio fanno sì che, in caso di ripartenza avversaria, riesca anche a correre all’indietro per equilibrare la squadra. Queste attitudini potrebbero essere cruciali per il Milan, visto che nessuno dei suoi centrocampisti è abituato a schermare la difesa e in pochi hanno mostrato una grande attitudine alle transizioni difensive.

Insomma, è evidente che di caratteristiche utili per il Milan Jashari ne ha tante. In alcune sue attitudini ricorda il Tonali versione scudetto, ovvero un mediano totale e intelligente in grado di “reggere il centrocampo”. A differenza dell’ ultimo dispendioso colpo rossonero proveniente dal Bruges, Charles De Keteleare, Jashari sembra essere un tassello perfettoper il mosaico idealizzato del tecnico rossonero, Max Allegri.

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *