IL GENIO E I COLPI DI GENIO

“La qualità principale del genio non è la perfezione ma l’originalità, l’apertura di nuovi confini.”
(Arthur Koestler)

Quando si parla di “Genio” si fa riferimento ad un concetto che può considerarsi trasversale rispetto alle situazioni della vita ed ai più variegati contesti. Un genio può essere tale in ambito scientifico, umanistico, ingegneristico, sportivo… Una delle sue caratteristiche principali è l’imprevedibilità delle azioni, generando fascino attorno a sé per via dell’originalità delle proprie idee ed alla differenziazione dei propri atteggiamenti rispetto a quelli comuni: è colui che ha il coraggio di prendere dei percorsi in direzioni differenti rispetto agli standard, con il risultato di riuscire a realizzare un qualcosa di enormemente straordinario.

La storia ci ha lasciato in eredità le realizzazioni dei più grandi geni dell’umanità. Pensiamo a Leonardo Da Vinci, Mozart, Einstein, Newton, Galileo, Aristotele, Platone. Ne ho citati solo alcuni, ma la lista diventa più lunga se pensiamo genericamente a coloro i quali hanno fatto delle scoperte straordinarie che hanno cambiato il futuro dell’umanità migliorandolo. Ma al di là delle singole realizzazioni, ciò che li accomuna è che sono tutti partiti da un fattore comune: il pensiero.

Perché dietro ogni “colpo di Genio”, un’azione risolutiva di un problema o un’azione che porta ad una nuova prospettiva inaspettata, di base troviamo un’intuizione, spesso considerata illogica sino a quel momento, e alle volte addirittura derisa. Questo principalmente grazie al fatto che il pregio del Genio è che riesce simultaneamente ad avere un’intuizione, a ragionare fuori dagli schemi, ad essere creativo e ad agire senza timore.

I Geni sono spesso personaggi affascinanti perché, nutrendosi e vivendo della loro passione, hanno il coraggio di rompere le regole, senza curarsi dei commenti altrui.

Il genio ed i colpi di genio nel calcio

Lungi da me nel paragonare personaggi del calibro di Leonardo o Einstein ai calciatori. Benché circolino quantità esagerate di denaro, il calcio è pur sempre uno sport e le giocate, al di là del fatto che possano contribuire alla produzione di emozioni nei cuori dei tifosi, di certo non sono equiparabili a scoperte straordinarie utili per il bene dell’umanità. Ma al di là di questa doverosa e a mio avviso scontata premessa, comunque, anche nel calcio, esistono dei calciatori che posseggono, nel loro mestiere, il tratto del Genio e sono dotati dei cosiddetti “colpi di Genio”.

Asserirei che non tutti i calciatori professionisti, seppur indubbiamente talentuosi, siano anche dei geni calcistici e/o dotati di colpi di genio. Infatti, il concetto di talento riconduce a professionisti dotati di bravura, di skills e sovente di costanza. Se pensiamo invece alla definizione di Genio calcistico nel gergo comune, spesso riconduciamo i suoi tratti distintivi a irregolarità ed incostanza e, allo stesso tempo, al pregio di sapere scardinare situazioni di profondo stallo, di ribaltare situazioni di risultato che sono ormai compromesse, di illuminare il campo con delle giocate sopraffine, di vedere spazi e linee di passaggio dove nessun altro può vederle, di effettuare conclusioni a rete letali, scatenando una reazione di pura adrenalina nel corpo dei propri tifosi.

Soffermandomi su questo tema ho avuto modo di riflettere sul fatto che anche nella categoria dei geni esistono delle peculiarità sufficienti a poter affermare che anche tra di essi esistano delle diverse tipologie di genio calcistico. Ne sono la prova giocatori quali Pelé, Maradona, Platini, Zidane, Ronaldinho, Messi, Cristiano Ronaldo che sono stati dei “mostri sacri del calcio” in grado di coniugare la loro genialità ad un rendimento individuale più o meno costante nel tempo, probabilmente per via dell’influenza del loro background, della loro storia e del loro vissuto.

Per un’analisi più approfondita della tematica suggerisco delle interessantissime letture di articoli redatti da Alessio Rui e Filippo Galli e liberamente consultabili sul blog dai titoli “Il numero 10: la poesia del calcio” e “La qualità nel calcio: non solo tecnica”

Il mio Genio preferito

Se chiudo gli occhi e penso genericamente al Genio i ricordi riaffiorano dal passato, e come immagino per molte persone della mia generazione, mi viene in mente un famoso cartone animato della Walt Disney “Aladin” del 1992, dove uno dei protagonisti è un personaggio blu, il “Genio” per l’appunto, in grado di esaudire 3 desideri a favore di chi lo ha liberato dalla prigionia della lampada. Si tratta di un personaggio buffo, bizzarro, un po’ sopra le righe, ma in grado di realizzare l’irrealizzabile.

Tornando al calcio, se penso sempre a quegli anni, c’è stato un calciatore, idolo indiscusso durante la mia infanzia, che veniva definito “il Genio”. Ancora oggi è considerato il calciatore più forte della storia del Montenegro, un esempio di puro talento, classe sopraffina e allo stesso tempo creatività calcistica: mi sto riferendo a Dejan Savicevic.

Dejan è stato uno dei calciatori numero 10 più iconici degli anni 90. Un giocatore con un ruolo e caratteristiche che purtroppo gli allenatori tendono a non impiegare praticamente più nel calcio dei giorni di oggi: il trequartista. Il trequartista, lo dico a beneficio dei ragazzi più giovani che potrebbero non aver mai visto dal vivo questo tipo di giocatori leggendari, è una posizione tra il centrocampo e l’attacco, dietro le punte, ed ha la funzione di ricevere il pallone dai centrocampisti con l’obiettivo di giocarlo agli attaccanti, supportando la fase offensiva. Creatività, tecnica, visione di gioco e movimenti senza palla sono le caratteristiche principali che deve possedere un bravo trequartista. 

Dejan dopo essere esploso alla Stella Rossa di Belgrado, con la quale ha vinto la Coppa dei Campioni del 1990-1991, ha militato nel Milan vincendo 3 scudetti, 1 Champions League ed altri importanti trofei.

Savicevic con il pallone tra i piedi era poesia pura, un trequartista con caratteristiche uniche grazie al suo passo ondulatorio e attraverso le finte ingannava l’avversario sbilanciandolo. Tanti lo ricordano come poco disciplinato tatticamente e discontinuo. Tutto ciò gli attribuiva, per opinione di molti, quel tratto di sregolatezza tipico di chi ha il potenziale di effettuare giocate geniali. Non mi permetto di sindacare le opinioni altrui, ciò che ricordo è che quando era in campo e toccava la palla la magia aveva inizio e tutto poteva accadere.

Esiste un gesto iconico di Dejan, ancora nitidamente scolpito nella mia memoria, che ho il piacere di ricordare nonostante siano passati più di 30 anni.

E’ la finale di Champions League del 1994, si gioca ad Atene ed il Milan di Fabio Capello affronta il Barcelona di Romario, Stoichkov, Koeman, Guardiola allenati da Johan Cruijff. Alla vigilia della partita il “Dream Team” del Barcelona risulta favorito, complice anche l’assenza di Franco Baresi e Billy Costacurta tra i rossoneri e l’allenatore azulgrana appare certo della vittoria. Ma il Milan scende in campo giocando una partita sontuosa, solido, determinato, vicina alla perfezione. I rossoneri vanno in vantaggio con una doppietta di Daniele Massaro, ma è ad inizio del secondo tempo che avviene il colpo di genio, uno dei gesti tecnici più belli degli anni ‘90. Dejan Savicevic, che fino a quel momento stava giocando una grandissima partita dal punto di vista tecnico e della sicurezza delle giocate, recupera palla a ridosso dell’esterno dell’area di rigore ed istintivamente la colpisce sotto con un colpo di piede sinistro delicato e calibrato, realizzando un pallonetto che supera il portiere del Barcellona, Zubizarreta,  andandosi ad insaccare dentro la porta. La palla, che viene calciata da posizione estremamente decentrata, assume una parabola perfetta, ad arcobaleno. Il goal è un mix di abilità tecnica, pensiero, calma in una situazione di alta pressione sportiva, come può avvenire durante una finale di Champions. La partita viene chiusa poi da Marcel Desailly che pone fine al match: 4 a 0. Nonostante i pronostici sfavorevoli e le chiacchiere prepartita, il campo ed il Genio hanno stabilito che la Champions doveva essere del Milan. Il campo non mente, non bastano le figurine, vince la Squadra.

Il mio pensiero

Per ricapitolare, si parla di geni nel calcio quando ci si riferisce a quei calciatori che, giusto per fare un esempio, inventano una giocata che sino a quel momento non era mai stata vista, oppure, era considerata impossibile, che può essere altresì definita “colpo di genio”.  Non vi sono mezze misure, proprio per la peculiarità delle proprie caratteristiche, i giocatori dotati di colpi di genio sono spesso amati o odiati, poiché, a differenza dei giocatori talentuosi essi possono apparire incostanti, irregolari, ribelli e ciò può generare irritazione nello stato d’animo dei tifosi. Ma chi non li apprezza non considera che il loro punto di forza sta spesso nella loro imprevedibilità, nella loro capacità innata di creare valore dove per gli altri è letteralmente impossibile farlo, cosa che li rende all’opposto amati in modo smisurato.

Se pensiamo alle numerosissime piccole realtà sportive che ci circondano è altamente improbabile identificare dei geni calcistici ma, oltre a ciò, personalmente credo che tantissimi ragazzi siano comunque dotati di “colpi di Genio”. Detto ciò, mi rammarica altresì constatare che i tentativi di questi ultimi vengano spesso smorzati sul nascere. È chiaro, pochissimi giocatori potranno raggiungere i traguardi che ha raggiunto Savicevic “il Genio” ma, altrettanti pochi, hanno anche solo la possibilità di esprimere liberamente le proprie abilità calcistiche individuali, per potere dare libero sfogo al proprio potenziale. Con ciò voglio dire che la standardizzazione delle caratteristiche individuali e di gioco che devono possedere i calciatori produce certamente dei benefici ma, se troppo spinta, si traduce in un limite incredibile allo sviluppo del potenziale di chi sarebbe in grado di effettuare giocate al di fuori del comune, azzerando conseguentemente la possibilità di utilizzare all’occorrenza un’arma in grado di creare delle situazioni straordinarie di vantaggio per il proprio Team.

Con l’auspicio che qualche allenatore coraggioso e rivoluzionario ripristini i trequartisti dando loro il giusto valore, concludo con una frase di Goethe che mi sento di consigliare a chiunque, aspiranti calciatori e non:

“Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.”


(Johan Wolfgang von Goethe)

BIO: LUCA INNOCENTI

Manager, Coach e Mentor. Ex giocatore di Calcio a 5 in campionati nazionali. Da ragazzo, nella stagione 2002/2003, ha vinto insieme al Seregno calcio a 5 uno storico scudetto Juniores, laureandosi Campione d’Italia. Ha collezionato alcune presenze con la Nazionale Italiana di calcio a 5 (Under 18 ed Under 21). 

Istruttore qualificato di scuola calcio, é ideatore da diversi anni di progetti calcistici (aventi un taglio “Futsal”) giovanili, anche collaborando con professionisti provenienti da altre nazioni europee. Tra le esperienze sportive, allenatore dell’attività di base dei Saints Milano (Serie A2 Élite Calcio a 5).

Ha scritto il libro “L’allenatore di Futsal nelle categorie giovanili”, è autore nel blog betterfutsalcoaching.wordpress.com e scrive per il blog “La complessità del calcio”, di Filippo Galli. 

Da decenni è attivo nel sostenere l’importanza dell’insegnamento del Futsal anche nei settori giovanili delle società calcistiche.

 

10 risposte

  1. Mi è piaciuto molto questo pezzo.
    Complimenti.
    mi permetto di suggerire una giocata di savicevic ancora più “geniale” secondo l’interpretazione del termine cara all’autore.
    27esima giornata 95-96 MIlan-Parma: il genio montenegrino che, da regolamento, avrebbe dovuto essere espulso qualche minuto prima, ispira la rete di Baggio dell’1-0 con un doppio dribbling sul lato sinistro in cui la “mossa” utilizzata per liberarsi del secondo difensore salatao (Apolloni) è frutto di un colpo di genio.
    E’ una partita con tante situazioni insolite:
    – Baggio che sbaglia malamente un rigore;
    – La linea difensiva Tassotti, Galli, Baresi, Maldini riproposta dopo più di un decennio dai tempi di Liedholm;
    – La giocata con Savicevic ispira l’1-0.

    1. Grazie Alessio, la ringrazio moltissimo. Complimenti anche a lei per gli interessantissimi articoli sui numeri 10 e le qualità del Calcio. Li ho trovati fantastici.

      Non riuscivo associare la giocata alla partita in questione. Sono quindi andato a rivedermela e mi è tornata alla memoria…un vero colpo di Genio, alla Savicevic! Mai vista una giocata simile prima di allora. Un saluto, Luca

      1. Grazie a lei.
        Anche uno come me, più attento al collettivo che al singolo, ha sempre impresso quel movimento.
        È un colpo di genio nel senso che Lei ha dato al termine, sia nella visione che nella preparazione che nell’esecuzione.

  2. Bellissimo articolo, ricordando un grande giocatore come Savicevic, che già in occasione di Stella Rossa Milan (ripetizione) inventa l’assist per Stoikovic(se non sbaglio). Grazie Luca per questo ricordo, ma Grazie anche alla segnalazione di Alessio: non me lo ricordo, ma appena posso vado a vederlo.

    1. Grazie mille Gian Paolo per aver dedicato tempo alla lettura ed aver apprezzato l’articolo.
      Savicevic è stato un vero Genio calcistico! 😊 più tardi vado a vedere l’assist a Stoikovic che hai citato. É bella la condivisione dei ricordi di queste giocate geniali.
      Un caro saluto,
      Luca

    2. Nella medesima partita con il Parma citata da Alessio ricordo un sontuoso assist di tacco del Genio per il gol di Donadoni

    1. Davvero un colpo geniale.
      Senza dimenticare che il Milan stava soffrendo, veniva da un breve periodo di relativa difficoltà ed il Parma lo stava mettendo alle corde in quel momento della gara.
      Questo per sottolineare come, oltre che bella, sia stata una giocata estremamente dirimente.
      Fu una vittoria determinante per allungare in classifica.

  3. Bellissimo articolo.
    Il gol di dejan in finale è ormai un cult ma non so se tutti ricordano il gol contro il psg portandosi avanti il pallone con il ginocchio.consiglio di andare a rivederlo…

    1. Grazie mille Domenico. Sono andato a rivedere anche il goal contro il PSG, un altro colpo geniale, controllo a orientare la palla di ginocchio. Giocatore stratosferico Dejan!
      Un caro saluto, Luca

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