Dopo aver mandato un segnale fortissimo alla concorrenza con un roboante 5-0 contro l’Al-Ain, la Juventus si prepara a una alla sfida contro il Wydad Casablanca. Una partita dal sapore storico per il club marocchino, che sogna l’impresa negli Stati Uniti dopo aver lottato ad alti livelli nel calcio africano.
Dalle strade di Casablanca al tetto d’Africa
Fondato nel 1937 come simbolo della resistenza popolare contro l’occupazione francese, il Wydad non è solo la squadra più titolata del Marocco, è un vero e proprio movimento culturale. “Wydad” in arabo significa amore, e l’amore del popolo marocchino per questi colori si è tradotto in una storia fatta di successi, orgoglio e battaglie dentro e fuori dal campo. Con 22 titoli nazionali e 9 Coppe del Marocco, il Wydad è il re incontrastato della Botola Pro. A livello internazionale ha alzato 3 CAF Champions League (1992, 2017, 2022), oltre a numerosi altri trofei continentali e arabo-africani.
Una stagione di rilancio
Reduce da un’annata solida, il Wydad ha chiuso la Botola Pro 2024/25 al terzo posto, qualificandosi per la prossima Confederation Cup. Un campionato senza titoli, ma con la solita intensità. La squadra ha totalizzato 54 punti, con 14 vittorie, 12 pareggi e appena 4 sconfitte. Una macchina regolare che ha saputo cambiare passo nel momento più importante: la ribalta mondiale. Sulla panchina siede ora Mohamed Amine Benhachem, subentrato in primavera per dare una nuova identità alla squadra.
Il cuore pulsante del Wydad
Il Wydad è molto più di una squadra. È un popolo. Gli Ultras Winners 2005, il gruppo più numeroso e organizzato, colorano lo stadio di Casablanca, uno dei più infuocati del continente. Ma negli USA, questa spinta sarà inevitabilmente attenuata. Utopico pensare che il “dodicesimo uomo” possa seguire la squadra in massa oltreoceano, per motivi economici evidenti.
Un club che porta il peso della storia
Dietro ogni azione del Wydad, c’è la storia di un popolo. Dall’aneddoto del rifiuto di giocare in Algeria senza la bandiera del Marocco, al gesto leggendario del giocatore Abdeslam che insultò la Marsigliese, ogni partita del Wydad è una dichiarazione d’identità. Anche oggi, nel 2025. La sfida con la Juventus è la nuova frontiera. E se è vero che la Juve ha esperienza, forza e qualità, il Wydad ha la fame di chi non ha mai smesso di sognare.

BIO: Federico Locarno, 20 anni, è uno studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrive articoli circa da due mesi e si dedica con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Condividendo quotidianamente i suoi pensieri e approfondimenti sul calcio tramite Instagram e LinkedIn.
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