NON SOLO UN’ALA: TRA DRIBBLING E DUTTILITÀ TATTICA, ECCO PERCHÉ IL MILAN HA SCELTO MOREIRA.

Tra gli uomini ai quali Rudi Garcia affidò le speranze di rimonta del Belgio contro il Senegal, agli ottavi dello scorso Mondiale, ci fu soprattutto Diego Moreira. L’esterno impressionò perché il suo ingresso in campo, contribuì a vivacizzare una manovra fin lì stantia dei Diavoli rossi mandando in tilt il Senegal.

Diego Manuel Jadon da Silva Moreira è nato a Liegi, in Belgio, il 6 agosto 2004. Il belga possiede un fisico ben strutturato, essendo alto 1,79 m  per circa 73 kg, ed è un calciatore che incarna perfettamente il multiculturalismo del calcio moderno: possiede infatti la doppia cittadinanza belga e portoghese, oltre ad avere radici nella Guinea-Bissau.

Figlio d’arte, Diego respira calcio fin dalla nascita. Suo padre è Almami Moreira, ex nazionale della Guinea-Bissau e leggenda del Partizan Belgrado (dove veniva chiamato ”Doktor Mo”), che giocava proprio allo Standard Liegi quando Diego è nato. Anche il ramo materno vanta una tradizione sportiva, essendo Diego nipote di Helmut Graf, ex calciatore austriaco.

Dopo i primi passi nello Standard Liegi, nel 2020 approda al Benfica. È qui che si rivela al mondo, trascinando l’Under-19 alla vittoria della UEFA Youth League 2021/22 con 4 gol e 5 assist (di cui due nella finale vinta 6-0 contro il Salisburgo). Esordisce in prima squadra nel maggio 2022, ma un contenzioso sul rinnovo contrattuale lo porta a lasciare il Portogallo a parametro zero.

Nel luglio 2023 firma per il Chelsea, ma viene immediatamente girato in prestito all’Olympique Lione. In Francia fatica a trovare spazio in una squadra in crisi di risultati e il prestito viene interrotto anticipatamente a gennaio 2024.

Nell’estate 2024 si trasferisce a titolo definitivo allo Strasburgo (club della galassia BlueCo) per 8,5 milioni di euro. Sotto la guida di Liam Rosenior prima e Gary O’Neil poi, Moreira fiorisce, trasformandosi da giovane promessa a pilastro della squadra, capace di giocare sia come ala pura che come esterno a tutta fascia. Dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili del Portogallo (fino all’Under-21), nel 2025 decide di rappresentare il Belgio a livello senior. Partecipa ai Mondiali 2026, dove pur partendo spesso dalla panchina, risulta, come detto, decisivo nei sedicesimi di finale contro il Senegal, propiziando il rigore della vittoria.

Diego Moreira è un mancino naturale di grande qualità tecnica, spesso paragonato a fantasisti come Nani per il suo stile di gioco elettrizzante.

La sua arma principale è l’accelerazione bruciante palla al piede, unita a un’eccellente capacità nel dribbling e nell’uno contro uno. Moreira è ampiamente riconosciuto come un’ ala “dribblomane”. Tuttavia, i dati mostrano un’efficacia che alterna spunti spettacolari a margini di crescita nella continuità. Durante l’ultima stagione, Moreira ha fatto registrare una statistica di dribbling riusciti pari al 42% . Questo dato è considerato positivo, sebbene non ancora “esaltante”, indicando che il giocatore punta molto sulla quantità e sulla ricerca costante dell’uno contro uno per creare superiorità numerica.

La heat map di Moreira evidenzia la sua natura di esterno “a tutta fascia”, capace di coprire ampie porzioni di campo su entrambi i lati. Sebbene sia un mancino naturale che predilige agire a centrocampo come laterale di sinistra (posizione occupata nell’85% dei casi), viene impiegato con ottimi risultati anche come ala destra (15%) a piede invertito, caratteristica espressamente richiesta da Amorim per la sua trequarti. Una caratteristica tattica distintiva è la sua capacità di gravitare nei cosiddetti mezzi spazi (half-spaces). Moreira non si limita a correre lungo la linea di fondo, ma effettua spesso  movimenti a mezzaluna  per accentrarsi, ricevere palla in zone centrali e puntare la difesa per provare la conclusione col sinistro. Sotto la guida di Liam Rosenior allo Strasburgo, ha ampliato il suo raggio d’azione trasformandosi da attaccante puro a esterno totale, partecipando attivamente alla manovra in tutte le fasi di gioco, sebbene la sua heat-map mostri una partecipazione molto più marcata quando la squadra è in fase d’attacco rispetto a quella difensiva

Tatticamente è un jolly: come detto può agire come esterno sinistro (piede naturale) per cercare il fondo, oppure come  ala destra a piede invertito  per accentrarsi e calciare o rifinire nei “mezzi spazi”.  In Alsazia ha dimostrato di poter ricoprire anche il ruolo di  esterno a tutta fascia  in un 3-4-2-1, migliorando sensibilmente nella fase di possesso e nella lettura dei tempi di inserimento. Per queste caratteristiche sembra un profilo perfetto per le esigenze tattiche di Amorim.

Il suo limite principale, evidenziato da alcuni analisti, è una certa  pigrizia nella fase di non possesso, in cui, a volte, tende a estraniarsi dal gioco. Anche la precisione sotto porta e la continuità nell’arco dei 90 minuti sono aspetti su cui sta lavorando.

In attesa di vederlo in campo, per giudicare la bontà dell’ operazione, dall’analisi delle caratteristiche del belga possiamo già dire che il ragazzo è congeniale al gioco di Ruben Amorim. Al di là dei costi, il Milan sembra finalmente intenzionato a fare mercato seguendo le linee dell’area tecnica e questo è decisamente un buon segno, rispetto al recentissimo passato.

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (MT) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare. 

2 risposte

  1. Complimenti per l’approfondita analisi. Tra tanti dettagli sembra però mancarne uno, decisivo. È un calciatore gestito da Jorge Mendes, così come Goncalo Ramos. In mancanza di professionalità interne adeguate, AC Milan ha completamente appaltato il mercato al suddetto. Che sia calciatore congeniale al gioco di Amorim lo vedremo, fin qui il gioco di Amorim consiste in una serie di dichiarazioni di intenti

    1. Ciao Alessandro, ho omesso volutamente il dato perché “effettivamente” la cosa desta più di una perplessità. Considerando che le cifre molto alte, tra i tifosi, c’è chi parla di Milan prossimo a fare la fine del Valencia e chi invece sospetta un ingresso prepotente di Mendes tra i finanziatori di RedBird (ergo prende cash e lo fa girare come meglio preferisce). Insomma…. Meglio soffermarsi sull’azione del goal di Ramos contro lo United..

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