Mentre tutti guardavano Mateta, nel mercato invernale la società rossonera ha portato a casa un bel gruppo di ragazzi dal 2005 al 2009. Dall’Africa alla Germania, dal Chelsea al Monza, da un Cissé a un altro, vediamo chi sono questi giocatori, che cosa si sa di loro e che cosa potrebbero dare al mondo Milan Futuro (inteso non solo come squadra, ma come ecosistema)
È sembrato un perfetto remake del caso Boniface: arriva il super-attaccante alto, grosso e veloce per azzannare le difese avversarie. Anzi, no, scusate: è rotto. E così Mateta non è diventato un giocatore del Milan. Non è arrivato neppure il difensore centrale esperto e pronto all’uso: “fiducia a De Winter”, hanno scritto i giornali. Benissimo, ma da quelle parti continuiamo a essere un po’ cortini, quattro giocatori per tre maglie, più Bartesaghi adattabile a braccetto, più l’oggetto misterioso Odogu, più qualcosa che mister Allegri si inventerà senza battere ciglio. Finestra invernale deludente, quindi, a parte il panzer Füllkrug subito entrato nel cuore dei tifosi? Dipende. Perché il Milan si è mosso molto sul mercato dei giocatori molto giovani, destinati – tranne forse in un caso – a quel Milan Futuro che, nel secondo anno della sua esistenza, sembra indicare più un progetto complessivo che la sola squadra che milita nel campionato nazionale di Serie D.
Vediamo, allora, quali e quanti sono questi ragazzi individuati in giro per il mondo dagli scout rossoneri, nella speranza di ricavarne, come sogniamo noi tifosi, dei veri giocatori da Milan o, come forse sogna qualcun altro, qualche plusvalenza da player trading.
ALPHADJO CISSÈ (il vecchio): dribbling e forza

Il più noto dei giocatori acquistati è sicuramente Alphadio Cissè, nato in Italia da una famiglia di origini guineane nel 2006. Lo voleva il PSV, anzi, era quasi fatta: il Milan si è inserito all’ultimo momento, per un esborso che tra fisso e variabile supera i 10 milioni. A vendere è stato l’Hellas Verona, che lo aveva ceduto in prestito al Catanzaro, in serie B, dove il Milan lo lascerà fino a fine stagione e dove ha già giocato 21 partite e segnato 5 gol. Alto 1,81, al Catanzaro (che gioca prevalentemente con un 1-3-5-2) viene schierato da mezzala, a volte anche da seconda punta e più raramente da esterno offensivo in caso di attacco a tre. In sostanza il suo ruolo è quello un giocatore prevalentemente offensivo, capace di puntare l’uomo e di passare sia a destra che a sinistra, in virtù di una buona tecnica ma soprattutto di una forza fisica e di una “gamba” impressionanti che gli permettono, nei dribbling, di reagire al ritorno del difensore e andarsene sgommando. Titolare in Serie B a 19 anni e già nel giro della Nazionale Under 21, è sicuramente un giocatore con ottime prospettive: il prossimo anno potrebbe assaggiare direttamente il Milan (idealmente da seconda punta) oppure andare in prestito, ma in serie A.
EL HADJ MALICK CISSÈ (il giovane): centimetri in difesa

Il secondo Cissè di questa lista (ne abbiamo anche un terzo, Maiga-Hamadoun Cissè, centrocampista centrale della Primavera: pensate se una volta giocassero tutti e tre insieme!) è El Hadj Malick Cissè, classe 2008, proveniente dalla Be Sport Academy in Senegal. È un difensore centrale di piede destro alto 1,92 (qui le fonti discordano un po’, trattandosi di un giocatore poco seguito dai media e probabilmente ancora in evoluzione fisica) e anche per lui il Milan ha dovuto superare la concorrenza di diversi club stranieri, fra cui il Barcellona: stando a Transfermarkt, per farlo ha sborsato 2 milioni di euro. Il suo palcoscenico più importante è la nazionale senegalese Under 17, che ha guidato da capitano nel recente mondiale di categoria. Da quello che si può vedere, è un giocatore molto sicuro delle sue doti fisiche, coraggioso nell’anticipo ma anche deciso nei contrasti, e che non ha paura di ricevere il pallone. Ovvio, fin qui è stato tutto facile: ora dovrà confrontarsi con il calcio vero. Non sarà aggregato al Milan Futuro di Massimo Oddo, dove avrebbe preso il posto in rosa di Matteo Dutu, ma alla Primavera di Mister Renna e speriamo di vederlo presto in campo.
MAGNUS DALPIAZ: il terzino eclettico

Sempre in difesa, c’è da registrare l’arrivo di Magnus Dalpiaz. Nato in Austria il 20 febbraio 2007 (attenti, fra poco è il suo compleanno) proviene dal settore giovanile del Bayern Monaco, che ha mantenuto una clausola di riacquisto: il Milan lo ha preso in prestito con diritto di riscatto. Dalpiaz giocava nel Bayern II, squadra che milita nella Regionalliga Bayern, di fatto la quarta serie del campionato tedesco, in pratica come la nostra Serie D: il suo destino è esattamente lo stesso, visto che completerà la stagione nel Milan Futuro. È un terzino destro alto 1,85: su di lui non ci sono molte informazioni ma appare come un giocatore forte fisicamente, tanto che finora si è facilmente adattato a giocare anche come difensore centrale.
JACOPO SARDO: pronto per l’uso

Spostandoci verso il centrocampo, incontriamo il giocatore più anziano dell’intero lotto. Si tratta di Jacopo Sardo, classe 2005, centrocampista centrale di 1,86 proveniente dal Monza, ma nato a Roma dove si è formato calcisticamente. La sua uscita dalla Primavera della Lazio nel 2024 per andare al Saarbrücken era stata un piccolo caso nel mondo del calcio giovanile, tante erano le aspettative su di lui. Rientrato in Italia, nella prima parte di questa stagione, a Monza ha collezionato una serie impressionante di presenze in panchina (dove avrà fatto amicizia con il nostro Kevin Zeroli, nel frattempo passato alla Juve Stabia, dove ha ritrovato il suo mentore, Ignazio Abate): evidentemente questo ragazzo si è incagliato in una fase del suo processo formativo ed è troppo maturo per il calcio giovanile e (forse) troppo acerbo per la prima squadra, cui sembrava destinato in maglia Lazio. Forse il passaggio dal Milan Futuro potrebbe aiutarlo a sbloccarsi: la prima buona notizia è che da quando è arrivato a Milano ha sempre giocato; la seconda è che è nel giro della Nazionale Under 20: qualcuno, evidentemente, ci ha visto della qualità.
ARON BABAJ: il centrocampista lungo

Aron Babai, per contro, è l’acquisto più prospettico di tutta la finestra di mercato. È nato nel 2009 a Prishtina, proviene da una squadra che si chiama Prishtine e Re e gioca nella massima divisione kosovara: il giovanissimo Aron, quindi, ha assaggiato la “Serie A” (con molte virgolette) addirittura quindicenne. Suo padre, per inciso, è un ex-giocatore ed è anche l’allenatore della squadra, ma confidiamo che Aron non abbia goduto di favoritismi e si sia guadagnato i gradi sul campo, come ha fatto peraltro nella Nazionale Under 17 del suo paese. Al Milan risulta aggregato alla formazione rossonera Under 18. Di lui sappiamo che è un centrocampista centrale alto 1,89 (e data l’età potrebbe crescere ancora), una tipologia di giocatore in linea con le istanze del calcio contemporaneo, che premia la fisicità e i centimetri.
YAHYA IDRISSI-REGRAGUI: tecnica e fantasia

Chiudiamo questa carrellata con Yahya Idrissi-Regragui, classe 2007, nazionalità marocchina, nato a Watford e, proveniente dal settore giovanile del Chelsea. Regragui, alto 1,79, è un giocatore di fantasia e tecnica, capace di giocare in tutti i ruoli della trequarti: esterno sui due lati, trequartista centrale, seconda punta. Il suo piede naturale è il destro (e ama quindi in modo particolare partire da sinistra), ma tira e crossa anche di sinistro se c’è l’occasione; ha movenze rapide, dribbling, visione di gioco. Formalmente risulta aggregato al Milan Futuro (inteso come squadra) ma possiamo immaginare che dia un contributo anche alla Primavera.
FILOSOFIA CAMBIATA?
Che cosa significa questo attivismo del Milan nel calcio giovanile? A mio avviso è un buon segno. Innanzitutto, come accennato in apertura, l’espressione “Milan Futuro” è mutata di significato rispetto all’anno scorso: il Milan Futuro è sempre la squadra Under 23, o la squadra B, come vogliamo chiamarla; ma è anche un concetto più ampio (lo si evince dal testo dei comunicati stampa ufficiali), un progetto che riguarda la selezione e la formazione di giocatori giovani da avviare al calcio professionistico. In questo senso va proprio la campagna acquisti fin qui descritta: un anno fa, il Milan Futuro (inteso come squadra) era stato rafforzato a gennaio con giocatori fuori quota per irrobustire la rosa e renderla più adatta a lottare nel calcio fisico della Serie C allo scopo di mantenere la categoria (obiettivo poi fallito).
Erano arrivati, ad esempio, l’attaccante Andrea Magrassi (1993) e il centrocampista Simone Branca (1992), entrambi ancora in rosa, oltre a Ettore Quirini e Simone Ianesi, più giovani ma già provenienti da squadre di Serie C. Quest’anno, al contrario, niente veterani e tante scommesse. Anche l’obiettivo è cambiato: il Milan Futuro non deve più lottare per la permanenza in una categoria e, anzi, il prossimo anno verrà comunque ripescato in Serie C. Ma, quel che mi pare di capire, è cambiata la filosofia: meno attenzione al risultato in termini di punti in classifica, più attenzione alla crescita dei giocatori. E basta ascoltare le parole di mister Renna dopo ogni partita della Primavera per capire che questa filosofia riguarda tutto il mondo Milan Futuro (inteso questa volta non come squadra ma come progetto).
Ora sarebbe bello sapere chi governa veramente questo ecosistema, nel quale come sa chi legge questo blog ho sempre creduto anche nei periodi più sconsolanti della passata stagione (e ogni volta che vedo giocare Davide Bartesaghi mi consolo): Jovan Kirovski, sport development director del Milan? Vincenzo Vergine, direttore del settore giovanile? Igli Tare? Allegri stesso? Qualcun altro? Purtroppo questa società non brilla per chiarezza degli organigrammi né per fluidità comunicativa (che le due cose siano collegate?), e non lo scopriamo oggi. Non ci resta che tenere d’occhio questi ragazzi, sperando di rivederli, a tempo debito, sul prato di San Siro.

BIO: Luca Villani è nato a Milano il 31 gennaio 1965. Giornalista professionista, oggi si occupa di comunicazione aziendale e insegna all’Università del Piemonte Orientale. Tifoso milanista da sempre, ha sviluppato negli anni una inspiegabile passione per il calcio giovanile e in particolare per la Primavera rossonera. Una volta Kakà lo ha citato in un suo post su Instagram e da quel momento non è più lo stesso.










3 risposte
Complimenti per l’articolo e grazie per aver fatto Cronaca. Di questi tempi, non è scontato!
Condivido a pieno il punto di vista dell’autore, il quale con intelligenza sposta avanti il focus dello sguardo non perdendo comunque di vista la realtà del presente e il contesto dal quale è scaturito.
Speriamo sempre il meglio per il nostro Milan, di certo mi sembra ben definito il percorso intrapreso, volto al mettersi in linea con le maggiori realtà europee attraverso un progetto con una linea chiara investimenti ricercati e coerenti. Speriamo bene .. Forza Milan
Complimenti per il pezzo, Luca, e grazie per aver passato in rassegna tutti gli acquisti “giovani” di questa sessione di mercato. L’unico che ho visto giocare è Cissé, dotato di una tecnica ragguardevole. Sono curioso di vederlo in pianta stabile tra le fila dell’under 21 di Silvio Baldini.
Mi incuriosisce Babaj. Vediamo quando sarà aggregato nell’under 23 rossonera, vale a dire Milan Futuro.
Complimenti e grazie per l’interessante rassegna. Quanto alla chiosa, conferma implicitamente che la testa del pesce (che puzza) resta comunque quella. Il “miracolo” Bartesaghi e’ stato la conseguenza della sciagurata scelta di Estupinian, senza la quale il miracolo non ci sarebbe stato. Ma e’ stata una casualita’. Il caso “tipico” di questa gestione e’ Liberali.
In sintesi, inutile farsi illusioni. Anche se son bravi quasi sicuramente se ne andranno senza aver lasciato traccia in prima squadra, magari con una clausola del 50% sulla rivendita…