HEART OF MIDLOTHIAN: IL DOMINIO DI CELTIC E RANGERS TREMA

In Scozia, qualcosa di storico sta accadendo. Dopo quasi quarant’anni di dominio incontrastato di Celtic e Rangers, l’Heart of Midlothian — più semplicemente gli Hearts — sogna di riportare il titolo nazionale a Edimburgo. Un’impresa che non riesce a nessuno dal lontano 1985, quando un giovane Sir Alex Ferguson guidò l’Aberdeen alla gloria prima che l’Old Firm riprendesse il monopolio del calcio scozzese.

IL FANTASMA DI ALBERT KIDD

Il nome di Albert Kidd, per i tifosi degli Hearts, è sinonimo di incubo. Il 3 maggio 1986, l’attaccante del Dundee, subentrato a mezz’ora dalla fine, segnò una doppietta negli ultimi sette minuti dell’ultima giornata di campionato, ribaltando la partita e strappando agli Hearts un titolo che sembrava già vinto. A esultare fu il Celtic, che superò i rivali per differenza reti dopo il 5-0 sul campo del St. Mirren.
Da allora, nessun club al di fuori di Glasgow è più riuscito a vincere la Premiership: 22 titoli al Celtic, 18 ai Rangers. Un’egemonia che dura da quasi quattro decenni e che ogni anno viene ricordata dai tifosi con una certa ironia come l’“Albert Kidd Day”.

UN NUOVO INIZIO: GLI HEARTS DI TONY BLOOM

Oggi, 39 anni dopo quella beffa, gli Hearts sono tornati a sognare. Dopo nove giornate di campionato, guidano la classifica con 29 punti su 33 disponibili, nove in più del Celtic e addirittura quattordici sui Rangers.
Dietro questa rinascita c’è anche l’ingresso in società di Tony Bloom, già proprietario di Brighton e Union Saint-Gilloise, che la scorsa estate ha acquistato il 29% del club. Con lui è arrivata una rivoluzione silenziosa: una rete di scouting più moderna, strategie di mercato mirate e una mentalità vincente.

GLI UOMINI CHIAVE DEL MIRACOLO

Il mercato estivo ha portato a Edimburgo due colpi a basso costo ma ad altissimo rendimento: il greco Alexandros Kyziridis, esterno offensivo arrivato a parametro zero e già a segno contro il Celtic, e il portoghese Claudio Braga, costato appena 400.000 sterline e oggi capocannoniere della squadra. Due scommesse che stanno pagando dividendi inaspettati.

GLASGOW IN CRISI

Il successo degli Hearts è reso ancora più eclatante dalle difficoltà delle due grandi di Glasgow.
Il Celtic, eliminato ai play-off di Champions dal Kairat Almaty, ha perso il proprio allenatore Brendan Rodgers, dimessosi dopo un’estate di tensioni con la dirigenza. Il malumore serpeggia tra i tifosi e la squadra sembra smarrita. Infatti, i punti di distacco dalla squadra di Edimburgo si stanno accumulando: ad oggi sono ben 9 (il Celtic ha comunque un match da recuperare).
Sull’altra sponda, i Rangers non se la passano meglio, anzi. Dopo l’esonero di Russell Martin, durato appena quattro mesi, il club ha affidato la panchina a Danny Röhl, ma i risultati tardano ad arrivare. I punti di distanza dagli Hearts sono ben 14 (anche i Rangers hanno una partita da recuperare).

IL SOGNO DI UNA CAPITALE

Per i tifosi degli Hearts, il pensiero torna inevitabilmente a quell’ultimo titolo sfumato nel 1986. Da allora, 65 anni senza scudetti e una storia costellata di alti e bassi, tra retrocessioni e un fallimento sfiorato nel 2013.
Ma oggi, con una squadra solida, un progetto serio e una città che crede nel miracolo, Edimburgo può davvero tornare a sognare.

E chissà che il 2025 non possa essere ricordato come l’anno in cui gli Hearts — proprio loro, beffati da Kidd 39 anni fa — riusciranno finalmente a spezzare il sortilegio e riportare il titolo lontano da Glasgow.

BIO: Federico Locarno, 21 anni, studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrivo articoli da circa un anno e mi dedico con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Inoltre, condivido i suoi miei approfondimenti sul calcio attraverso lo story-telling sui miei profili Instagram e LinkedIn.

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