La stagione 2025/26 del Cagliari è cominciata l’11 giugno del 2025, quando, in una stanza di Palazzo Tirso, il presidente Giulini ha annunciato l’assunzione di Fabio Pisacane come nuovo tecnico dei rossoblù. Dopo aver lungamente elencato i meriti del Cagliari di Davide Nicola, il presidente dei sardi ha risposto, alle domande dei giornalisti incuriositi dall’annuncio, con un laconico «Questo è il momento di Pisacane e noi non potevamo permetterci di perderlo». La scelta di un tecnico esordiente, come il napoletano, da parte del Cagliari non è sorprendente, anzi lo può essere solo in un contesto come il calcio italiano, abituato alle programmazioni disattese. Per Giulini, Pisacane rappresenta un tassello nel percorso di crescita, nell’ottica una programmazione strategica che vuole vedere il Cagliari ispirarsi al modello identitario del Barcellona. Alle domande dei giornalisti riferite alle aspettative del Cagliari su Pisacane, Giulini ribadisce che il tecnico deve soprattutto valorizzare i tanti ragazzi giovani in Rosa, come Prati, o come gli ex Primavera Obert, Veroli, Pintus, Idrissi, Liteta, Cavuoti, Vinciguerra e Luvumbo. Già tutto questo rende il Cagliari una delle squadre più interessanti del panorama italiano, sempre restio a concedere chance agli esordienti.
Fabio Pisacane, tuttavia, ci ha messo del suo per meritare questa occasione, lavorando in modo eccellente con la Primavera rossoblù portata a vincere la Coppa Italia Primavera. Parliamo del primo trofeo di sempre vinto dalla Primavera sarda, secondo trofeo nazionale dai tempi di Gigi Riva. L’ottimo lavoro di Pisacane si è visto soprattutto nel lancio, in prima squadra di Luvumbo, ora spesso tra i titolari. La scorsa stagione il Cagliari Primavera si schierava, spesso, con un 3-5-2 passando, sovente, da una difesa a 3 a una difesa a 5 a partita in corso abbassando i due esterni di centrocampo. Nella fase offensiva molte volte ha rinunciato ad uno degli attaccanti per inserire un trequartista puro oppure una seconda ala, questo genere di cambi tattici si sono visti anche nella finale di Coppa Italia contro il Milan di Guidi, letteralmente affondato con contropiedi letali.
Nelle precampionato, e nelle prime giornate di campionato, si è avuta una chiara idea di come giocherà il Cagliari. In porta ci sarà Caprile, riscattato al Napoli e già nel mirino di alcuni grandi club. La difesa tendenzialmente parte da un posizionamento a 4: sulla destra in basso c’è Zappa, un po’ più bloccato, a sinistra Obert e al centro Luperto e Mina. Nel precampionato hanno giocato tanto i due prodotti della Primavera Nicola Pintus e Davide Veroli. Pisacane ha provato anche la difesa a 3, con addirittura il mediano Deiola centrale a destra, col fine di favorire la costruzione dal basso, esperimento poi abbandonato puntando sull’esperienza del duo Luperto – Mina, tuttavia il reparto nel complesso appare numericamente sguarnito. A centrocampo giocheranno tendenzialmente in 3, con 2 uomini pronti a dare supporto alla costruzione, di cui uno più playmaker come Prati o Mazzitelli e uno più verticale come Adopo, oppure Liteta che sa fare tutto. Un terzo centrocampista sarà da supporto all’attacco, più coinvolto nel primo pressing, come Folorunsho. Poggiate queste fondamenta, Pisacane potrà decidere di partita in partita, in base all’equilibrio da dare alla squadra, se inserire un esterno a tutta fascia più simmetrico a Zappa, oppure un giocatore più offensivo da inserire in un tridente d’attacco, dove come vedremo, le opzioni non mancano. Nel precampionato si è vista una costruzione dal basso, spesso resa inefficace e pericolosa perché lenta nel giro palla. In campionato Pisacane ha optato per la costruzione 4 più 2 mediani, con Felici quinto a sinistra che si porta all’altezza degli attaccanti e si propone per il lancio lungo. In attacco sono in tanti al momento: c’è grande attesa per Sebastiano Esposito, nella stagione che dovrebbe definire la consistenza del suo talento, c’è grande curiosità per Kılıçsoy, attaccante di 20 anni che ha già alle spalle 16 gol tra tutte le competizioni e 17 presenze nelle coppe europee con il Besiktas. Nel precampionato ha giocato sempre Luvumbo, che è molto utile tatticamente perché partendo da seconda punta si allarga e diventa difficile da leggere per le difese. È arrivato anche Borrelli, svincolatosi dal Brescia, un ragazzone di 1 metro e 94 che era partito come riserva di Piccoli e si è ritrovato a fare il titolare, utilissimo per il ruolo di attaccante perno con cui far salire la manovra. Il Cagliari di Pisacane, al di là della forma, sembra soprattutto attento alla distanza tra le linee. Accetta di pressare in inferiorità numerica pur di mantenere la squadra corta e aggressiva, con la linea medio-alta, pronta a creare gabbie in cui recuperare il pallone. Questa è un po’ la forma ideale, perché nelle amichevoli precampionato abbiamo visto spesso il Cagliari soffrire il palleggio avversario, senza avere troppe energie nel pressing per poi ripiegare nella propria area di rigore.
Alla luce degli esperimenti estivi, proverà molto di più a costruire dal basso rispetto al passato, ma i segnali finora non sono troppo incoraggianti. Caprile ha ottime statistiche nei lanci lunghi ma non è chirurgico, Mina è molto insicuro con il pallone tra i piedi, Prati deve crescere a livello di personalità e smarcamenti, Deiola è molto lento. Nella maggior parte delle amichevoli, quando la pressione saliva, la palla si imbottigliava sull’esterno e difficilmente ne usciva, o veniva proprio consegnata agli avversari. In fase difensiva il Cagliari accorcia notevolmente le distanze, portando addirittura 5 uomini in difesa, un sistema che ha messo in difficoltà le fasi offensive sia della Fiorentina che del favoritissimo Napoli.
Già contro il Napoli campione d’Italia, Pisacane ha mostrato quanto può essere camaleontico il suo Cagliari. Il tecnico ha modificato il modulo del suo Cagliari scegliendo su un 3-5-1-1 con l’idea di puntare ad un maggior controllo della mediana. Zappa è sceso tra i tre centrali, sulla fascia destra è stato lanciato il giovane Palestra, e in attacco si è affidato ad Esposito in appoggio al “falso nueve” Folorunsho. Pur lasciando il controllo della partita agli avversari, il Cagliari si è arreso solo al 95° minuto con il gol decisivo di Anguissa. Se con la Fiorentina Pisacane ha deciso di giocarsela quasi alla pari, contro la squadra di Conte ha pensato di mettere in difficoltà gli avversari puntando sulla densità e su un gioco difensivo.
Nel complesso, sia a livello societario che a livello tattico, il Cagliari sembra potersi evolvere in una realtà veramente interessante. La scelta di voler puntare sui giovani del vivaio, o su ragazzi alla ricerca della svolta (Folorusho, Esposito) sono un validissimo motivo di interesse per seguire il club rossoblù. Questo bivio stagionale, tra la continuità o la classica inversione a U del progetto, sarà inevitabilmente tracciato dalle scelte di Pisacane e del suo staff come dalla pazienza di Giulini nel supportare il tecnico.
Acquisti: Piccoli (12 mil, Atalanta), Caprile (8 mil, Napoli), Gaetano (6 mil, Napoli), Rodriguez (4 mil, Penarol), Ze Pedro (2 mil, Porto), Kilicsoy (prestito per 1 mil, Besiktas), Borelli (libero), Esposito (prestito, Inter), Idrissi (fine prestito, Modena), Veroli (fine prestito, Sampdoria), Di Pardo (fine prestito, Modena), Cavuoti (fine prestito, Feralpisalò).
Cessioni: Piccoli (25 mil, Fiorentina), Zortea (7,5 mil, Bologna), Marin (1.7 mil AEK), Makoumbou (1,5 mil, Samsuspor), Hatzidiakos (1,5 mil; Copenaghen), Scuddet (900mila Pisa), Augello (0, Palermo), Palomino (0, Talleres), Viola (libero), Vinciguerra (prestito, Pescara).
FORMAZIONE TIPO: Caprile, Zappa, Mina, Luperto, Obert, Adopo, Prati, Deiola, Folorunsho, Esposito, Borrelli.

BIO: STEFANO TERRANOVA
Stefano, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare.









