Il gol su punizione di Roberto Carlos contro la Francia

ROBERTO CARLOS E IL POTERE DELL’ANAGRAMMA

“Se lo definisco “l’uomo proiettile”, o la “formica atomica”, è perché il gioco di Roberto Carlos mi suggerisce solo paragoni esplosivi. Terzino da un estremo all’altro del campo; vicino a una bandierina del corner toglie il pallone all’avversario e vicino all’altra bandierina crossa, tira, o le due cose insieme. La virtù di cui vive, che lo rende unico e della quale a volte abusa, è la potenza”.

Nella sintesi meravigliosa di Jorge Valdano c’è tutta l’essenza e il senso calcistico di Roberto Carlos, uno dei mancini più esplosivi di sempre, la cui cifra è e resterà per sempre non replicabile. Pennellate, colpi tagliatissimi, esterno iridato, bombe di collo pieno da fermo e in movimento: il modo di calciare dell’ex Real Madrid ha fatto scuola, quel tiro effettato a ricavare infiniti giri al pallone era “alegria e beleza”, frammento di nostalgia di un’epoca che non esiste più.

Carlos diceva che “attaccare è il miglior modo per difendere la propria porta” e aveva ragione. Perché nella sua testa, e soprattutto nel suo corpo, custodiva l’idea di un calcio attivo e propositivo, in chiave maggiore e mai in tono minore, privilegiando il gioco nella metà campo degli altri con l’intento di orchestrare azioni da gol e tenere a distanza di sicurezza gli avversari. Un credo radicato profondamente nel suo mondo verdeoro, il Brasile, dove il futebol è religione e divertimento, una balada a ritmo di samba, rapida e pizzicata. Praticamente sul posto, a nascondere la palla con movimenti e contro movimenti, finte e contro finte, coi rivali storditi e disorientati dal contesto.

Indimenticabile l’iconico gol “a tre dita” siglato in Francia-Brasile 1-1 il 3 giugno 1997 nel Tournoi de France, prologo del Mondiale transalpino dell’anno seguente. Punizione mancina con rincorsa chilometrica e missile terra aria di assoluta complessità balistica. Carlos segna una rete che nel 2010 diventa oggetto di analisi da parte di un gruppo di scienziati francesi.

In merito alla prodezza dell’Hombre Bala, nello studio pubblicato sul New Journal of Physics Christophe Clanet, ricercatore capo dell’Ecole Polytechnique di Parigi precisa (via Archistadia):

«Lo sviluppo della traiettoria descrive una curva che diventa visibile man mano che la sfera compie il suo tragitto: il tiro di Roberto Carlos fu scoccato da grande distanza e questo ci ha permesso di vedere chiaramente l’intera curva. Non si trattò di un caso, con la stessa forza impressa al pallone, la stessa distanza dalla porta e lo stesso effetto, quel tiro è perfettamente replicabile perché rientra a pieno nella curva naturale che compie nell’aria un oggetto simile. Potremmo dire che fu un caso-studio di fisica da manuale».

roberto carlos

ROBERTO LARCOS E IL MITO DI PES

Roberto Carlos non è stato solo uno dei migliori terzini della storia ma uno di quelli che ha spinto i confini del suo ruolo verso nuovi orizzonti, spesso scoprendo il fianco alle ripartenze o ai contropiedi avversari, ma incidendo nello sviluppo e determinando dalla trequarti in avanti.

Ed è proprio lì, nel castello delle difese avversarie, ben note gli amanti di Iss Pro, il predecessore di PES, che regnava sovrano il suo mirabolante alter-ego, Roberto Larcos, il non plus ultra di un videogame che utilizzava gli anagrammi per scavallare le licenze. Un idolo assoluto dei Millennials (io, presente), un grande rimpianto per le generazioni successive che non hanno avuto il privilegio di crescere col mito di Roberto Larcos punta fissa.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Nato lo stesso giorno di Bobby Charlton, cresciuto con il mito di Johan Cruijff e le magie di Alessandro Del Piero. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.

  • Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
  • Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema”; “Vanzina: una famiglia per il cinema”; “Noi che…le vacanze di Natale” e “Cult in campo: L’allenatore nel pallone…40 anni dopo”.
  • Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
  • Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
  • Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News, scrivendo le analisi delle partite dei biancorossi e partecipando alla trasmissione Binario Sport.
  • Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
  • Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017) e il saggio “Nel segno del doppio” nel libro “Mediaset e il cinema italiano. Film, personaggi, avventure” di Gianni Canova e Rocco Moccagatta.

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