THE OUT – SKIRT OF FOOTBALL – 19 – SWEET CAROLINE

Ci eravamo lasciati nel 2022 con le note di Sweet Caroline che riecheggiavano davanti a 7000 persone di fronte a Buckingham Palace e sentirle di nuovo oggi ci potrebbe far pensare che poco sia cambiato: il football era tornato a casa allora e lo ha fatto di nuovo.

Nella finale del 2022 avevamo visto le inglesi esultare dopo la rete di Kelly. Nella finale di quest’anno ancora Kelly con il goal decisivo. Cosa è cambiato?

È cambiato tutto. Questa volta non c’è stato il cammino trionfale che già dai gironi faceva presagire il lieto fine. Prima partita, subito una sconfitta sonora contro la Francia.

È così che le Lionesses hanno capito sin dal principio quanto pesa la corona di campionesse in carica quando perdi lo smalto e l’aura dell’imbattibilità, quando incominci a mostrare il fianco alle tue avversarie. Quando il mondo si aspetta che tu ti confermi, è lì che avverti il peso del titolo come un macigno.

Euro 2022 era stata la favola perfetta. Euro 2025 è stato un romanzo di formazione, uno di quelli in cui le protagoniste cadono, si sporcano e sbagliano. Le pagine di questo torneo ci hanno mostrato una squadra diversa, che non può più godersi il lusso della leggerezza e delle vittorie schiaccianti ma che ha imparato a convivere per 120 minuti con la fatica e il peso delle aspettative.

Questo percorso ha rivelato le Lionesses nella loro versione più antropomorfa possibile: hanno sofferto, rischiato, giocato male, perso la fiducia e suscitato critiche. La stampa aveva cominciato a dubitare. I social parlavano di ciclo finito. Le grandi eroine di tre anni prima sembravano ormai in decadenza. Le avversarie, per la prima volta, osavano sfidarle a viso aperto.

Eppure, complice la natura felina, sono sempre atterrate in piedi dimostrando di avere 7 vite.

E alla fine le inglesi quel trofeo lo hanno alzato di nuovo. È in questo ultimo capitolo che abbiamo potuto leggere di come le nostre protagoniste abbiano imparato e siano cresciute diventando autrici della propria maturità.

Non ci sono vittorie che valgono più di altre ma non tutte le vittorie sono uguali. Alcune sanno di naturale trionfo, altri di sofferta liberazione.

“Sweet Caroline, good times never felt so good.” Non è solo un inno ma una verità profonda. Perché il sapore del successo è ancora più dolce quando arriva dopo che hai rischiato di perderlo, quando hai sentito il gusto amaro della sconfitta e la paura di restare a mani vuote.

Ci eravamo lasciati nel 2022 con le note di Sweet Caroline che risuonavano davanti a 7000 persone. Oggi quelle persone sono 65 000. Molto è cambiato.

BIO: LAURA ZUCCHETTI

Gen Z di nascita ma vintage nei modi, parlerei per ore di sport e questioni di genere. Vivo il calcio femminile da tifosa ma con lo sguardo da psicologa sociale per riflettere sulle sue contraddizioni e opportunità figlie della realtà nella quale siamo immersi.

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