JUVENTUS – MILAN 1-1: UN PUNTO IN PIÙ, UN PASSO INDIETRO

Dopo le pirotecniche vittorie di Roma e Inter contro Atalanta e Napoli negli anticipi del sabato, la Serie A si accendeva ulteriormente con una delle sfide più gloriose e attese del calcio italiano. Juventus  e Milan si affrontavano l all’Allianz Stadium di Torino per agguantare punti che pesavano già tantissimo per il cammino in campionato delle due squadre, grandi deluse della passata stagione. Purtroppo, lo spettacolo fornito ieri sera dalle due formazioni non è stato all’altezza dei match appena descritti.

Il nuovo corso rossonero affrontava il suo primo vero e impegnativo test, dopo le belle vittorie nelle prime due gare (Torino, Venezia) del campionato. I nostri ragazzi, con Mister Amorin, andavano alla ricerca di una prestazione di spessore per dare un chiaro segnale alle pretendenti allo scudetto, già lanciatissime, insieme al Como ormai conclamata certezza.

Tanti spunti interessanti questa sera:i bianconeri di Mister Spalletti che puntavano sul fattore campo e su una difesa solida che voleva dimostrarsi imperforabile disinnescando le folate offensive avversarie, un Milan dal canto suo con l’obiettivo di imporre il proprio gioco, sfruttando  la qualità nei duelli individuali a centrocampo, porzione di campo  dove presumibilmente si sarebbe sviluppata la chiave tattica della partita. Un Milan  ancora in fase di completo assorbimento della nuova mentalità di Mister Amorim, che vuole una squadra capace di affrontare senza differenze di atteggiamento qualsiasi match, sempre con un unico solo obiettivo, imporre il proprio calcio.

Il tecnico portoghese, pur avendo pubblicamente promosso la campagna acquisti della dirigenza, deve fare i conti con alcuni colpi mancati proprio nelle battute finali della sessione estiva del mercato. Il club rossonero ha cercato fino all’ultimo di completare la propria rosa: Thiago Gabriel del Lecce per la difesa e il talento brasiliano Hendrik del Real Madrid per la trequarti erano gli obiettivi principali. Alla fine, è arrivato solo il giovane Hutchinson, prospetto tutto da scoprire, e il reintegro in rosa di Tomori, lasciando in tutti noi un po’ di amaro in bocca e un pizzico di delusione.

Le formazioni presentano alcune novità: la Juve di Spalletti, con assenze pesanti, opta per la scelta, in avanti, tutta estro e velocità, schierando sulla trequarti Conceicao, Nico Gonzalez e Alajbegovic, alle spalle di Kolo Muani. Per Amorim le novità sono Diego Moreira, sull’esterno destro al posto di Chukwueze e, sulla trequarti, Rabiot e Saelemaekers dietro a Ramos.

PRIMO TEMPO

Primo tempo molto deludente, con squadre apparse bloccate e poco coraggiose nel proporsi. I Rossoneri appaiono lenti nella manovra e poco mobili, con molti errori anche banali in fase di appoggio e scelta dei passaggi. In fase difensiva la disposizione diventa un 1-5-3-2, con l’arretramento degli esterni Moreira e Estupinan in linea con i tre centrali. Modric cerca di unire il gioco, trovando poco supporto sia da Rabiot che da Musah e Saelemaekers, particolarmente evanescente. Diego Moreira rimane fuori dal gioco e quando vi entra non riesce a trovare lo spunto, forse non sorretto da una condizione fisica accettabile. La Juventus, niente di trascendentale, prova se non altro con il fraseggio orchestrato da Locatelli ad accendere manovra, trovando nei tre trequartisti a sostegno di Kolo Muani le opzioni un po’ più convincenti. Due le occasioni per i bianconeri, al 24° minuto ed al 38°minuto, entrambe con Conceicao. Troppo poco lo spettacolo offerto da due squadre chiamate a dimostrare il proprio valore in questa stagione.

SECONDO TEMPO

La ripresa parte sulla stessa lunghezza del primo tempo, Juventus leggermente più intraprendente e Milan che non riesce a sbloccarsi. Siamo involuti come manovra ed iniziativa, con poco coraggio e soprattutto poco presidio nella metà campo avversaria, con un Ramos completamente abbandonato al proprio destino, senza alcun supporto, le poche volte che riusciamo a ripartire. Rischiamo grosso al 55° minuto con il solito Conceicao, lesto a recuperare palla su Musah, il cui tiro per fortuna si infrange sul palo alla destra di Maignan battuto. Il Milan non accenna reazione, lasciando l’iniziativa ad una Juventus tutt’altro che irresistibile, il credo di Amorim sembra completamente assorbito dall’abulia generale dei suoi interpreti, proviamo con i cambi: dentro Cisse e Loftus Cheek, fuori Moreira e Alexis decisamente insufficienti e dopo pochi minuti anche Chukwueze per Rabiot. Lo stesso fa la Juventus con Koopmeiners e Boga per Gonzalez e Alajbegovic.

Al 68° minuto, il Milan va in vantaggio, De Winter e Modric in pressione, rubano il pallone a Kolo Muani, palla a Chukwueze che con un preciso lancio pesca Cisse libero a sinistra, il rossonero stoppa magistralmente rientra sul destro e batte Vicario con un diagonale preciso. Il vantaggio rossonero però non genera certezze nei nostri ragazzi, che continuano a giocare con un atteggiamento rinunciatario. La Juventus con il passare dei minuti più con la disperazione che con costrutto, carica a testa bassa il Milan, confinato nei suoi ultimi venti metri, che sembra l’esatta fotocopia della peggiore versione della passata stagione.

I continui spioventi nella nostra area trovano il pertugio giusto al 92° minuto, con Koopmeiners che dalla sinistra, con un preciso cross, trova Gatti che di testa, prepotentemente, batte Maignan.

Finisce in parità 1-1 una partita oggettivamente brutta, con due squadre ancora convalescenti. Il Milan è apparso spento, mai capace di occupare con personalità la metà campo avversaria consegnandosi, una volta in vantaggio, al disordinato arrembaggio bianconero che nel recupero ha trovato un pareggio legittimo e alla fine meritato. Il lavoro da fare per Amorim è tanto. Davanti, le squadre più accreditate, hanno iniziato già a correre spedite. Prendiamoci questo punto comunque prezioso, cercando di ritrovare prima possibile quell’identità di gioco che abbiamo visto, seppur a tratti, nelle prime due giornate del campionato e che deve rappresentare il punto da cui ripartire.

FORZA MILAN!!!  

TABELLINO

JUVENTUS (1-4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì, Celik (88′ Gatti); Locatelli, Douglas Luiz (75′ Woltemade); Conceiçao (88′ Zhegrova), Nico Gonzalez (64′ Koopmeiners), Alajbegovic (64′ Boga); Kolo Muani. A disp.: Grabara, Pinsoglio, Rugani, Kelly, Owusu, Pagnucco. All. Spalletti

MILAN (1-3-4-2-1): Maignan; Gila (88′ Terracciano), De Winter, Pavlovic; Moreira (60′ Chukwueze), Musah, Modric (82′ Jashari), Estupinan; Rabiot (60′ Loftus-Cheek), Saelemaekers (60′ Cisse); Ramos. A disp.: P. Terracciano, Torriani, Tomori, Diawara, Bartesaghi, Comotto, Hutchinson, Pulisic, Camarda.

Marcatori: 68′ A.Cisse (M); 90 + 2′ Gatti (J)

Ammoniti: 79’Estupinan (M); 90′ De Winter (M); 90’+2′ Gatti (J) e Cisse (M)

Espulsi: nessuno

LA SQUADRA ARBITRALE

Arbitro: Maurizio Mariani di Aprilia
Assistenti: Bindoni – Alassio
IV uomo: Marcenaro
VAR: Fabbri
AVAR: Camplone

MINUTI ADDIZIONALI: +3 PT, +5′ ST

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

9 risposte

  1. Commento impeccabile, carissimo Stefano. Complimenti! Partita brutta, sono d’accordo. Il pari era il risultato più giusto. C’è molto da fare. Moreira impalpabile, un po’ come gran parte della squadra nel primo tempo. Dovevamo capitalizzare al meglio il gol di Cissè, che è una risorsa importante per tutto il calcio italiano. Amorim sa che deve lavorare molto, ma avrei firmato per un avvio di stagione del genere. Allo stato attuale vedo Inter e Roma di un livello superiore. Bisogna andare con i piedi per terra e credo che Amorim sia, come già ha dimostrato, una persona intelligente e lungimirante.

    Forza Milan

    Vincenzo ♥️🖤

  2. Buongiorno Stefano, premetto che non ho visto la partita, ma ho sentito soltanto una parte di radiocronaca; ho visto successivamente gli highlights e mi ritrovo come sempre con quanto hai scritto.
    La Juventus è poco ed un Milan un pochino intraprendente e costruito nel modo giusto, avrebbe fatto un gol per tempo, senza troppo soffrire; invece, anche il pareggio va stretto alla Juventus, per quanto visto.
    Personalmente non conoscevo Moreira, ma pensavo fosse uno da utilizzare sulla fascia sinistra (tipo Theo): così mi immaginavo alcune scorribande del ragazzo, magari non come Theo però per questo campionato mediocre sarebbe bastato ed avanzato.
    Rabiot, a corto di preparazione, è stato sostituito e Alexis, tirato via dalla sua zona di competenza, è stato nullo.
    Per certi aspetti capisco Amorin, che cerca di coinvolgere tutti i giocatori, anche perché certe conferme sono state avallate dallo stesso tecnico.
    Un’altra sostituzione per Gila: questo è un dato preoccupante, perché se ogni volta lo dobbiamo sostituire (e puntualmente prendiamo gol), significa che qualche problema il ragazzo ce l’ha.
    Comunque è inutile nasconderlo: la squadra è carente in diversi ruoli e questo non può farne una pretendente al titolo.
    Concludo con un’osservazione ed una curiosità.
    L’osservazione riguarda Jashari: il ragazzo mi sembra molto cresciuto rispetto alla scorsa stagione e personalmente lo farei sempre partire dall’inizio, anche perché, più gioca e più rende.
    La curiosità, riguarda il risultato della partita e la giornata di campionato: stagioni 1977/78 e 1991/92, il Milan gioca a Torino alla terza giornata, contro la Juventus con i risultati di 1a1.
    Nel 1977 un grandissimo Albertosi ci tenne in piedi tutto il primo tempo, nonostante un gol di Gentile dopo 90 secondi; nella ripresa Rivera fece il “Rivera” per Maldera III e portammo a casa un pareggio.
    In quella stagione arrivammo quarti senza un centravanti, perché Calloni andò così così: anche li una sola punta di ruolo, con vice Tosetto che punta non era.
    Allenatore Liedholm, che fece un capolavoro con quel quarto posto.
    Nel 1991 era il grande Milan di Capello, segnò Maldini Paolo allo scadere ed alla fine della stagione vincemmo l’undicesimo scudetto.
    Ecco, pur avendo segnato questa volta per primi, comunque, alla terza giornata e sempre a Torino, mi auguro che il piazzamento finale possa essere ripetuto: se non quello del Milan di Capello (francamente impossibile, attualmente), almeno quello di Liedholm.
    Ma Amorin ha veramente tanto da fare…
    Forza Milan.

  3. Ciao Stefano.
    La nostra formazione è un cantiere ancora aperto: rispetto allo scorso anno in formazione c’erano solo Maignan, Rabiot, Pavlovic De Winter, Saelemaekers e Modric, il resto sono giocatori nuovi inseriti in una organizzazione di gioco completamente diversa rispetto a quella di Allegri. Magari ci sta che qualche ingranaggio vada ancora oliato per bene prima del completo e corretto funzionamento, soprattutto quando incontri una squadra come la Juve che non è, con tutto il rispetto dovuto, nè il Torino nè il Venezia. Inoltre secondo me va considerato anche il calendario, che ci vede lontani da San Siro 3 volte nelle prime 4, con due trasferte a Torino e una a Roma con la Lazio. 7 punti su 9 disponibili mica è un brutto segno, anzi secondo me il pareggio di ieri sera ha fatto anche bene perché ha messo a nudo alcune lacune a cui mister Amorim, sono sicuro, vorrà porre rimedio, infatti già stamani era prevista una seduta di allenamento anche se di rientro da Torino.
    Qualcuno dice che non meritavamo la vittoria: può essere, ma di giocare bene e portare 0 punti a casa a me non interessa, e credo non interessi a nessun tifoso. Potevamo vincere con un solo tiro in porta? E quindi? Quante volte abbiamo fatto 19-20 tiri senza segnare o magari segnando un solo gol? Eppure nessuno ha avuto da ridire, anzi ho sentito parlare di “Milan sprecone” di “Milan troppo impreciso sotto porta”: ma se lo fanno gli altri allora “beh, ai punti doveva vincere la Juve”. Ma che vuol dire? Ha sprecato, amen, peggio per loro.
    Io credo in questi ragazzi, nel mister, anche se è evidente che in difesa manca un pezzo importante: speriamo che Gabbia risolva presto i suoi problemi alla caviglia. Infine un augurio, a me stesso: mi auguro di non vedere più Estupinan in un campo di calcio, almeno con la nostra maglia.
    Forza Milan sempre!!! ♥️🖤

  4. Ciao Stefano! Articolo bello e veritiero. Come di fronte ad uno specchio il match contro la Juve ha evidenziato i problemi attualmente in essere di un Milan molto diverso dalla gestione di Allegri. Se da un lato i nuovi elementi non stanno ancora carburando a regime, dall’altro purtroppo alcuni altri della vecchia guardia non sono al top, vedi Rabiot, Saelemaekers e persino l’inossidabile Modric. In difesa si va troppo spesso in affanno, manca un uomo di spessore e forse l’ex laziale Gila è stato sopravvalutato. Nel centrocampo c’è troppo traffico e si avverte la necessità di un acuto direttore d’orchestra. L’attacco soffre silentemente la vedovanza di un autentico Nr. 9, Gonzalo Ramos dopo il goal di esordio è scomparso dai radar.
    In questo quadro negativo emerge comunque un bicchiere mezzo pieno, e cioè il lavoro che sta diligentemente operando Amorin ed i 7 punti in classifica dopo tre gare. La vicinanza del patron Cardinale è senza dubbio un buon viatico ma in campo vanno pur sempre i giocatori…e la domanda più ovvia che mi sorge in mente riguarda la somma ingente spesa nella recentissima campagna acquisti ed in conclusione vorrei trovarne una risposta: ma è stato corretto aver speso quella cifra oppure ci si è imbarcati nella ennesima fregatura di mercato? Chissà se a Natale ne sapremmo qualcosa in merito!
    Buona serata!

    Massimo 48 ❤️🖤

  5. Ciao Stefano, grande analisi come sempre. Per quanto riguarda il proseguo del campionato il mio pensiero è che siamo un cantiere aperto e i lavori sono in corso, ma la chiave sta nel capire se abbiamo o meno giocatori con margine di miglioramento. Se si, credo che Amorim sia un allenatore in grado di tirare fuori il meglio dai giocatori e penso che potremo divertirci. Se il limite tecnico è questo dovremo accontentarci di lottare per stare tra i primi cinque. La sosta ci è utile.

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