Un difensore, oltre a Gila: quello di esperienza, quello capace di stabilizzare un reparto fragile e vulnerabile, non è arrivato. Sugli esterni ci sono a destra Chukwueze e nel caso Moreira e Saelemakers, a sinistra lo stesso Moreira e nel caso (finora solo loro) Estupinian e Bartesaghi. In mezzo Modric, Jashari, Rabiot, Loftus-Cheek e Musah. Il tutto farcito da giovani virgulti di belle speranze: Diawara, Vladimirov, Comotto. La speranza dei milanisti è che nel cumulo di trequartisti a disposizione di Ruben Amorim, avvengano esplosioni importanti: alle spalle di Ramos (“coperto” nel ruolo di centravanti dal solo Camarda) ci sono Cisse, Pulisic, Hutchinson, Saelemakers, gli stessi Rabiot e Loftus-Cheek.
In 6 per 2 posti: e pensare che il trequartista sembrava in disuso, se non addirittura in disarmo. I famosi numeri 10, i fantasisti capaci di inventare e di segnare: roba da anni Settanta con qualche strascico negli anni Ottanta… Assist e gol. Il fatto è che alla corte di Amorim, questi abbondanti “numeri 10” dovranno per forza avere caratteristiche particolari, essere capaci anche di difendere tanto per cominciare, perché lasciare i due in mezzo sulla mediana da soli, con una difesa a 3 che traballa ad ogni soffio di vento, non sembra molto indicato visto che anche gli esterni balbettano nelle coperture.Dunque si profila un Milan molto offensivo, che faccia pressing alto estremamente dispendioso, che occupi stabilmente la metà campo avversaria.
Il modulo dell’allenatore portoghese o comunque i suoi metodi, la sua visione di gioco, lo hanno portato a vincere a casa sua con le squadre di seconda fila, Braga e Sporting Lisbona che nel ranking nazionale seguono storicamente Benfica e Porto. E sembra davvero che 2 scudetti, 3 Coppe e una Supercoppa di Lega, siano un bel bottino se si considera come Amorim abbia arricchito questa sua bacheca tra i 34 e i 39 anni di età.
Il cantiere rossonero è tutto da scoprire. Sarà indispensabile che almeno un paio delle promesse, Moreira e Hutchinson su tutti, sboccino e fioriscano nei prati di Milanello. È fondamentale che il tecnico ottenga da alcuni giocatori, Chukwueze in primis, i risultati di applicazione che attende per poter plasmare una squadra compatta e solida, avvolgente ma coperta. Oggi i focus delle analisi e delle critiche riguardanti i rossoneri vertono soprattutto sugli sbandamenti arretrati, ma la coperta è un po’ corta anche davanti: si aspettano i gol dei centrocampisti (Rabiot e in qualche modo Jashari hanno già timbrato), ma soprattutto quelli dei trequartisti appunto (e pure Cisse a Torino ha fatto il suo), perché non si può caricare tutto sulle spalle di Ramos.
I trequartisti del Milan dovranno ispirare, segnare e difendere. Non è una cosetta da poco. Sono centrocampisti e attaccanti aggiunti: oltre alla tecnica, servono testa e gambe. Di Hutchinson mi hanno parlato come di un prospetto molto interessante, vittima a Nottingham dei chiari di luna di una squadra e di un club che hanno visto avvicendarsi ben 4 allenatori la scorsa stagione. Di Moreira so meno. Tocca fidarsi. Come sempre, però, resto convinto che – se i mezzi tecnici, umani e professionali saranno all’altezza di una maglia come quella rossonera – ad aiutare loro come gli altri giovani dovranno essere soprattutto i compagni, dovrà essere soprattutto il campo, più ancora delle lezioni e delle direttive dell’allenatore. Ci vorrà del tempo, i tifosi sperano che non sia troppo lungo.

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.











2 risposte
Analisi perfetta Luca! Centrocampo sovraffollato e difesa simile ad un Pronto Soccorso in crisi d’identità con la corretta gestione del triage. Non resta che sperare nell’esplosione di Ramos in stile Mallen!…dopo tutto come disse un maestro della panchina…per vincere basta fare un goal in più dell’avversario!
Buona giornata e buon Milan!
Massimo 48 ❤️🖤
Buongiorno Luca.
Nell’articolo si evidenzia giustamente, la costruzione di una rosa disomogenea.
Ci sono molti punti di domanda, ai quali ha contribuito anche il tecnico.
In alcuni ruoli c’è abbondanza, in altri si richiamano i diseredati…
Non aiuta la partita con la Juventus, una nobile decaduta: se perdiamo, balzeranno subito i dubbi di una calciomercato schizofrenico, se vinciamo, l’allenatore continuerà a lavorare serenamente, ma i dubbi su come è stata costruita la squadra persisteranno.
I miei forti dubbi, tra i centrocampisti, più che su Musah, coinvolgono RLC, giocatore di indubbie qualità, ma che ha troppi problemi fisici, mentre sarebbe stato opportuno andare su un centrale difensivo.
E magari un’altra punta, di quelle affidabili, ma che nel Milan “possono fare” tranquillamente panchina.
Insomma, non solo il sovraffollamento dei trequartista…