MONDIALI 2026 – GRUPPO B – CANADA: PROVE DI MATURITÀ

Il Canada è forse la squadra più debole delle tre nazionali ospitanti. Tuttavia, alcuni dei suoi calciatori sono impegnati nei campionati europei e conoscono la pressione e la competitività del calcio nostrano. La Nazionale canadese non ha, quindi, giocato il torneo di qualificazione, ma disputato diverse amichevoli per prepararsi al più grande evento sportivo della sua storia, dopo le Olimpiadi estive di Montreal 1976.

A Cinquant’anni dalle Olimpiadi di Montreal, il Canada torna ad essere uno degli epicentri dello sport mondiale. Ma tralasciamo gli aspetti tipicamente organizzativi per parlare di una squadra che comunque ha una sua identità e che per la terza volta parteciperà a una fase finale della Coppa del Mondo FIFA.

Tutto era iniziato nell’86 in Messico.

L’esordio alla massima competizione mondiale fu contro la Francia che battè i canadesi con un gol di Jean-Pierre Papin. Seguirono due sconfitte contro l’Ungheria e l’Unione Sovietica. Zero punti ma prestazioni dignitose, considerando che i sovietici rifilarono ben sei reti all’Ungheria. In Qatar le cose non sono andate secondo le aspettative. Il girone era proibitivo. Croazia e Marocco hanno chiuso sul podio il loro Mondiale e il Belgio, una delle delusioni del 2022, era comunque una squadra superiore ai canadesi. Il talentuoso Alphonso Davies del Bayern Monaco ha avuto comunque l’onore di entrare nella storia, realizzando il primo gol del Canada a un Mondiale.

L’esperienza in Medio Oriente è stata utile per il Mondiale che verrà.

Il Canada non ha disputato l’impegnativo torneo di qualificazione CONCACAF e ha giocato amichevoli con squadre di fascia medio-bassa. Nell’ultima amichevole contro l’Uzbekistan ha vinto 2 a 0, grazie alle reti di Osorio e Nelson.

Jesse Marsch è il commissario tecnico dei Canucks. L’allenatore americano ha passato la sua carriera di calciatore nella MLS. Da allenatore ha conosciuto l’Europa entrando nel circuito Red Bull, diventando prima vice nel Lipsia, poi allenatore del Salisburgo. È un tipo cerebrale e cerca di imporre l’indole intellettuale anche dal punto di vista tattico. Non a caso Jesse si è laureato a Princeton. Ha criticato l’approccio offensivo e istintivo di Herdman, suo predecessore. Les Rouge o i Reds, così chiamati in base alle due lingue ufficiali del Paese, ricalcano i principi del gegenpressing: pressione asfissiante e intensità. Marsch predilige anche il gioco sulle fasce offrendo soluzioni offensive alternative. Alphonso Davies e Tajon Buchanan sono due frecce rapide di cui è fornita la faretra di Marsch,  e hanno il compito di servire la punta Larin. L’equilibrio è garantito dalla coppia di centrocampo, il palleggiatore Stephen Eustaquio e la diga Ismaël Koné. Marsch sembra piuttosto fiducioso sui giocatori a sua disposizione: “Siamo riusciti ad aumentare notevolmente il livello del bacino di giocatori, e questo è merito del livello del calcio nel Paese. Ma credo che sia merito anche del nostro staff tecnico e della squadra in generale, che si impegna affinché i nuovi arrivati vengano integrati il più rapidamente possibile. La competizione all’interno della squadra è più agguerrita che mai.”

Dal punto di vista dell’analisi tattica delle partite giocate, il Canada è una squadra che segna poco su azione, ma che ha un’ottima struttura difensiva. Ecco cosa ha detto su World Soccer il tecnico canadese: “Ai Mondiali, non subire gol è la cosa più importante se si vuole fare un buon torneo. Se si vuole superare la fase a gironi, se si vuole fare strada, bisogna essere una squadra solida in difesa che non concede quasi nulla. Noi permettiamo raramente alle squadre di entrare in area. Se si guardano i tocchi in area nelle ultime partite e i tiri [degli avversari], non concediamo quasi nulla.”

Abbiamo già citato i giocatori fondamentali della squadra.

Jonathan David non ha vissuto una stagione felice alla Juventus: 35 presenze, 6 gol e 4 assist. Dovrebbe operare dietro la punta Larin del Southampton.

Il giocatore-chiave dei Canucks è indubbiamente Davies. È reduce da diversi infortuni, tra i quali quello al crociato subito contro gli Stati Uniti nella finale per il terzo posto della Nations League lo scorso marzo. È il capitano, il jolly che Marsch può impiegare a centrocampo, anche se predilige utilizzarlo come difensore.

Molti occhi sono puntati sul giocatore del Sassuolo Ismaël Koné, che in Italia ha imparato tanto. È apprezzata la sua dinamicità e potrebbe essere una delle sorprese più gradite dell’intero Mondiale. Occhio ad Ali Ahmed che il The Guardian cita come un unsung hero. I suoi compiti sulla fascia sinistra sono fondamentali per l’economia della squadra.

L’attesa per le prestazioni dei canadesi è molto alta. Il girone è proibitivo e il precedente del Qatar, secondo Paese ospitante a fallire il passaggio del turno alla fase ad eliminazione diretta, è un monito. Svizzera e Bosnia saranno due avversarie ostiche sia per profondità della rosa che per assetto tattico. Raggiungere i sedicesimi di finale sarebbe già un ottimo risultato per un movimento calcistico che si appoggia molto sulla MLS e che prova a crescere. Un percorso graduale, ma costante.

Per Jesse Marsch, laureato a Princeton e architetto di questa nuova identità canadese, la Coppa del Mondo non sarà solo un torneo. Sarà la discussione della tesi. Per il Canada sarà la prova di maturità.

Il Canada debutterà nel Mondiale di casa contro la Bosnia-Erzegovina il 12 giugno. La sfida del 19 giugno contro il Qatar segnerà il crocevia delle ambizioni dei padroni di casa, che nell’ultimo match se la vedranno contro la Svizzera (24 giugno).

CONVOCATI

Portieri: Dayne St. Clair(Inter Miami), Maxime Crepeau(Orlando SC), Owen Goodman(Barnsley)

Difensori: Alistair Johnston(Celtic), Derek Cornelius(Rangers), Ritchie Laryea (Toronto FC), Niko Sigur(Hajduk Split), Joel Waterman(Chicago Fire), Luc De Fougerolles(Dender), Moise Bombito(OGC Nice), Alphonso Davies (Bayern Monaco), Alfie Jones(Middlesbrough)

Centrocampisti: Stephen Eustaquio(Los Angeles FC),

Ismaël Koné(Sassuolo), Tajon Buchanan(Villarreal), Mathieu Choiniere (Los Angeles FC), Ali Ahmed(Norwich City), Nathan Saliba(Anderlecht), Liam Millar (Hull City), Marcelo Flores(Tigres), Jacob Shaffelburg (Los Angeles FC), Jonathan Osorio (Toronto FC)

Attaccanti: Jonathan David(Juventus), Cyle Larin(Southampton), Tani Oluwaseyi (Villarreal), Promise David(Union Saint-Gilloise)

BIO: VINCENZO PASTORE

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

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