Era il 1986 quando il gruppo sarajevese dei Bijelo Dugme pubblicava A Ti Me Iznevjeri (E anche tu mi hai deluso). Nel testo gli zumbuli, i giacinti, avevano smesso di profumare. La primavera era diventata triste, foriera di tradimenti. La recente primavera ha portato in Bosnia una ventata di freschezza sconosciuta. I giacinti sono finalmente sbocciati: si chiamano Alajbegović e Bajraktarević.
Terra di convivenze, la Bosnia da secoli si poggia su ponti destinati a diventare emblematici, luoghi di incontro tra diverse etnie, che Ivo Andrić ha ben raccontato nel suo più celebre romanzo Il Ponte sulla Drina. Il paese sta forse conoscendo una delle sue più belle fioriture calcistiche. La rivoluzione della nuova Mlada Bosna ha un nome e un cognome: Sergej Barbarez.
I bosniaci parteciperanno alla fase finale del Mondiale per la seconda volta nella loro storia. Nel 2014 i balcanici erano finiti in un girone complicato con Argentina, Nigeria e Iran. Dopo la sconfitta contro la Seleccion, l’1 a 0 subito dagli africani aveva decretato la fine del cammino iridato. La vittoria contro l’Iran ha avuto un valore storico essendo stato il primo successo della Bosnia Erzegovina al campionato mondiale.
Doloroso ricordare come sono arrivati al Mondiale Dzeko e compagni. La Bosnia è finita alle spalle dell’Austria che ha sbancato lo stadio di Zenica nell’andata delle qualificazioni. Determinanti sono state per gli Zmajevi (i dragoni) le doppie vittorie contro la Romania che hanno consolidato la seconda posizione nel girone. Nei play-off la squadra di Barbarez è stata sorteggiata in un tabellone tennistico ostico. Nella trasferta di Cardiff, il gol di James aveva illuso il Galles, raggiunti dal gol dell’eterno Edin Džeko. Ai rigori la freddezza di Alajbegović ha regalato alla sua nazionale il pass per la finale di Zenica contro l’Italia. L’orgoglio e la spensieratezza hanno avuto la meglio sulle paure ancestrali degli azzurri che hanno buttato alle ortiche la qualificazione al prossimo mondiale. Il gol di Kean ci aveva illuso. L’espulsione ingenua di Bastoni e il pareggio dello scorbutico Tabaković avevano rimesso in gioco i padroni di casa. Ai rigori, è stato l’altro ragazzino terribile, Barjaktarević, ha regalare un sogno atteso da dodici anni.
Si diceva di Sergej Barbarez.
Quelli sulla quarantina e oltre se lo ricordano biondo cotonato nelle sue prestazioni con l’Amburgo, con il quale ha giocato per ben sei anni, collezionando 174 presenze e segnando 66 gol. In Brasile non c’era per motivi anagrafici. Per un lungo periodo si è dedicato alla sua seconda passione, il poker, divenendo giocatore professionista. Ma la guida della nazionale era forse nel suo destino. Con Emir Spahić ha ricostruito la nazionale. Barbarez è riuscito a convincere i tanti talenti della diaspora a scegliere la nazionale bosniaca. La sua è una squadra poliglotta, cosmopolita e multietnica. D’altronde, i bosniaci sono abituati a questo melting pot. É stato bravo a sfruttare la freschezza dei giovani innesti ma anche l’esperienza dei più anziani, Džeko su tutti. Dal punto di vista mediatico è uno che tiene botta alle tensioni, come ha dimostrato nel confronto a distanza con Gattuso. Il suo esordio in panchina è stato tutt’altro che memorabile: nelle prime sette partite ha collezionato un pareggio e sei sconfitte, tra le quali il clamoroso 7-0 subito in Germania. La vittoria in Romania ha fatto capire all’ambiente che l’aria stava cambiando. Il suo principale obiettivo era quello di portare la sua nazionale ai campionati europei del 2028. Da buon giocatore di poker ha osato e puntato alto, riuscendo a sorprendere tutti con la qualificazione ai prossimi Mondiali americani.
Barbarez dovrebbe partire con 1-4-4-2, privilegiando il gioco sulle fasce che tanto male ha fatto agli Azzurri nella già citata trasferta di Zenica. Džeko ha dimostrato di essere ancora un terminale offensivo affidabile, nonostante la veneranda età di 40 anni. Nel ventaglio delle possibilità tattiche, Barbarez può anche adottare l’1-4-2-3-1 o l’1-4-4-3. Come ogni squadra che deve prima pensare a non prenderle, la Bosnia può adattarsi all’avversario rendendosi un cliente ostile e piazzando il pullman davanti alla porta.
Torniamo su Džeko: è indubbiamente la stella.
Giocatore elegante, non a caso ha meritato il soprannome di Cigno di Sarajevo, dopo una carriera vissuta ai massimi livelli, è stato uno degli artefici del ritorno dello Schalke 04 in Bundesliga. In carriera ha vinto tanto e dovunque. Leader spirituale, a quarant’anni suonati giocherà il suo secondo mondiale. Lui ascolta il suo corpo che gli dice di continuare. In difesa è stata sotto gli occhi di tutti la crescita di Muharemović. Il difensore ex Juventus, finito ora nel mirino di tante squadre importanti, ha giocato un’ottima stagione a Sassuolo. Abile di testa, prestante, capace di impostare da dietro e di dare sicurezza al reparto, l’avevamo già segnalato ad inizio stagione.
Già detto dei funamboli della Mlada Bosna, Alajbegović e Bajraktarević. La loro freschezza e intraprendenza mettono in difficoltà i terzini avversari, come avvenuto contro l’Italia, dove assieme ai terzini hanno piazzato la bellezza di sessantaquattro cross. Nel complesso, come ha detto Džeko in una recente intervista al Corriere della Sera, la Bosnia-Erzegovina è una squadra piena di talento, che vive sul voluto equilibrio di brio giovanile e ragionata esperienza.
I giacinti sono fioriti.
La generazione dei ragazzi che non hanno conosciuto l’assedio della Gerusalemme dei Balcani è pronta a regalare nuove gioie al paese.
Difficile dire dove può arrivare la squadra di Barbarez. Crediamo che possa giocarsi le sue carte per superare la prima fase e accedere ai sedicesimi di finale. Svizzera e Canada saranno le compagini con le quali dovrà contendersi uno dei due posti. Pronostico a favore contro il Qatar.
La Bosnia esordirà il 12 giugno contro i padroni di casa del Canada. Il 18 giugno ci sarà la sfida alla Svizzera, infine sfiderà il Qatar il 23 giugno.
I CONVOCATI DI BARBAREZ:
Portieri: Nikola Vasilj (Il St. Pauli), Martin Zlomislić (Rijeka) e Osman Hadzikić (Slaven Belupo)
Difensori: Sead Kolasinac (Atalanta), Amar Dedić (Benfica), Nihad Mujakić (Gaziantep), Nikola Katić (Schalke), Tarik Muharemovic (Sassuolo), Dennis Hadzikadunic (Sampdoria), Nidal Celik (Lens) e Stjepan Radeljic (Rijeka)
Centrocampisti: Amir Hadziahmetović (Hull City), Ivan Sunjić (Pafos), Ivan Basić (Astana), Dzenis Burnić (Karlsruher), Benjamin Tahirović (Brondby), Amar Memić (Viktoria Plzen), Armin Gigović (Young Boys), Kerim Alajbegovicć (Salzburg) ed Esmir Bajraktarević (PSV)
Attaccanti: Ermin Mahmić (Slovan Liberec), Ermedin Demirović (Stoccarda), Jovo Lukić (Universitatea Cluj), Samed Bazdar (Jagiellonia), Haris Tabaković (Monchengladbach) ed Edin Dzeko (Schalke).

BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.











2 risposte
Bell’articolo Vincenzo! Hai ben descritto la realtà crescente del calcio bosniaco. Dzeko qui a Roma è sempre ricordato con estremo piacere avendo avuto le movenze di gioco per molti versi simili a quelle di Van Basten.
Se in questa annata malamente conclusa il Milan lo avesse avuto in campo sicuramente avremmo centrato la quartina della Coppa dalle grandi orecchie!
Buon fine settimana!
Massimo 48 ❤️🖤
Grazie Massimo, sempre gentile!
Se avessimo avuto uno come lui, certamente saremmo qui a raccontare un epilogo diverso. Ma questo è il calcio, si spera in un’annata migliore. La Bosnia ha dei giocatori di talento che si basa sul buon lavoro del ct Barbarez. Le idee fanno la differenza. Quelle che mancano al Milan, quelle che mancano alla nostra nazionale.
Forza Milan ❤️🖤
Vincenzo