Il Milan guarda avanti con un occhio vigile allo specchietto retrovisore. La battuta d’arresto contro il Parma, per certi versi clamorosa, ci ha sbattuto in faccia una realtà che facevamo fatica ad accettare, quella di non essere ancora attrezzati a fare quel salto qualitativo e di mentalità che occorre per puntare all’obiettivo tricolore. Mister Allegri con il suo staff, pur facendo un buonissimo lavoro, devono però convivere con le più che legittime critiche dell’opinione pubblica e di parte della tifoseria rossonera. Critiche che riguardano un atteggiamento di squadra rinunciatario, poco propenso alla conduzione del gioco e di conseguenza all’indirizzare le partite.
La nostra storia ci insegna come questo club abbia sempre guardato al raggiungimento dei propri successi attraverso il bel calcio e l’atteggiamento propositivo, possono starci momenti nel match dove è fisiologico attraversare alcune difficoltà e quindi ripiegare negli ultimi 20/30 metri, ma questi momenti non dovrebbero essere l’atteggiamento cardine del nostro approccio ai match. Vero è che gli infortuni di novembre abbiano condizionato i nostri mesi successivi, inibendo la nostra crescita come gruppo e determinando le difficoltà che ancora oggi ci trasciniamo soprattutto in attacco (Pulisic,Leao, Saelemaekers) ancora in difficoltà nel trovare quello smalto determinante che li aveva caratterizzati.
Cremona era uno snodo fondamentale per consolidare la nostra posizione e prepararci al derby, che si giocherà domenica prossima, con il cuore leggero ed un ritrovato entusiasmo, ma soprattutto era importante tenersi a debita distanza dal quinto posto, occupato adesso dal Como di Fabregas (la Juve giocherà stasera). Quattro giocatori rossoneri molto importanti diffidati ed a rischio squalifica: Rabiot, Fofana, Saelemaekers e Athekame. Mister Allegri non fa calcoli e schiera i migliori. Praticamente la formazione titolare per il consueto modulo 1-3-5-2, unica defezione in difesa con Gabbia sostituito da Koni De Winter schierato centrale nella linea difensiva con Pavlovic e Tomori, in mediana Rabiot, Modric e Fofana, esterni Bartesaghi e Alexis, davanti tutto il talento e la velocità di Pulisic e Rafa Leao.
PRIMO TEMPO
Buon avvio della Cremonese che approccia il match con personalità e grinta, il Milan sembra adattarsi ripiegando senza mai proporre azioni ficcanti. I ritmi bassi fanno il gioco dei grigiorossi che si rendono pericolosi al 26° minuto con Bonazzoli che, in anticipo su Bartesaghi, non riesce a deviare in rete un bel cross di Pezzella. Il Milan lento e privo di guizzi dei suoi uomini più talentuosi ,si sveglia improvvisamente, complice anche il calo della Cremonese e l’allungarsi delle due squadre in campo e, al 35° minuto, Fofana lancia nello spazio Rafa che davanti ad Audero manda incredibilmente a lato un’occasione colossale. I rossoneri alzano il ritmo del proprio gioco con Modric e Rabiot ed è evidente quanto ciò possa mettere in difficoltà la Cremonese, che rischia due volte di capitolare nel finale di tempo. Al 44° minuto con Pulisic (fino a quel momento assente dalla manovra) che, trovato ancora perfettamente da Fofana, calcia a botta sicura, Audero è bravo a deviare in corner. Sugli sviluppi del corner è Rabiot di testa a sfiorare la rete e, in chiusura di tempo, ancora Fofana con un tiro piazzato, chiama Audero alla parata.
Per l’ennesima volta un inizio gara approcciato male dai nostri ragazzi,. È evidente come quando alziamo la qualità e la velocità delle azioni salga anche la cifra tecnica e la nostra pericolosità. Purtroppo continuiamo a regalare porzioni consistenti di partita con un approccio poco determinato.
SECONDO TEMPO
La ripresa riparte sulla falsariga del primo tempo, con i nostri ragazzi che cercano un cambio ritmo che non arriva, Modric porta palla scuotendo spesso la testa sconsolato nel vedere i compagni troppo statici. Anche Rabiot non riesce a cambiare passo e a dare nerbo ai suoi proverbiali affondi. Solo al 60° minuto creiamo un brivido con Leao che anticipa Audero ma calcia alto. La Cremonese fa la sua partita, caparbia e attenta malgrado l’assenza importante del suo leader difensivo Baschirotto. È Luperto che dirige la difesa grigiorossa, sicuro ed autoritario. Davanti Bonazzoli è sempre pericoloso e appena gli si da spazio prova a fare male.
Ma è il Milan che manca totalmente quest’oggi e anche con i cambi di Ricci e Füllkrug per Fofana e per un nervoso Saelemaerkers, non riesce a prendere totalmente in mano la gara. Rafa con l’ingresso di Füllkrug torna esterno, nel suo ruolo abituale e in avanti diamo almeno la sensazione di poter creare pericoli maggiori. Il tempo passa inesorabile e Allegri si gioca il tutto per tutto, dentro Nkunku e Athekame per Tomori e Pulisic quest’ultimo ancora in evidente difficoltà.
Ci vuole un episodio, che arriva all’89° minuto quando un cross di Modric viene prima spizzato da De Winter e poi toccato verso la rete da Pavlovic: 1-0. Nel recupero la Cremonese si getta generosamente in avanti, esponendosi così al contropiede rossonero che, orchestrato magistralmente da Nkunku, al 93° minuto consolida la vittoria con il 2-0 di Rafa Leao.
Vittoria di importanza assoluta per la corsa Champions, molto sofferta… troppo, arrivata al termine di una partita giocata sotto ritmo e con poca velocità di fraseggio, con i centrocampisti spesso costretti a “trotterellare” con il pallone tra i piedi in attesa di un movimento da parte degli attaccanti. Nel finale è stato provato anche il tridente con Nkunku, Füllkrug e Leao, schieremento non sempre percorribile, ma che, senza dubbio, ha aumentato la nostra pericolosità.
Adesso ci aspetta il derby, una partita che non ha bisogno né di proclami né di spinte emotive. Affrontiamolo in maniera coraggiosa senza remore né blocchi mentali, a viso aperto. Il passato più recente ci dice che, quando vogliamo, sappiamo essere alla pari dei più forti, siamo il Milan, non dobbiamo dimenticarlo.
FORZA MILAN!!!
TABELLINO
CREMONESE-MILAN 0-2
Marcatori: 90′ Pavlovic (M), 94′ Leao (M)
LE FORMAZIONI
CREMONESE (3-5-2): Audero; Folino, Bianchetti (66′ Terracciano), Luperto; Zerbin (66′ Barbieri), Thorsby, Maleh, Vandeputte (82′ Grassi), Pezzella; Bonazzoli, Vardy (66′ Djuric). A disp.: Silvestri, Nava, Floriani, Ceccherini, Faye, Payero, Bondo, Sanabria. All. Davide Nicola.
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (78′ Athekame), De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (62′ Fullkrug), Fofana (62′ Ricci), Modric, Rabiot, Bartesaghi (89′ Estupinan); Pulisic (78′ Nkunku), Leao. A disp.: Terracciano, Pittarella, Odogu, Jashari. All. Massimiliano Allegri.
Arbitro: Massa della sezione di Imperia
Ammoniti: 76′ Terracciano (C), 85′ Maleh (C)
Recupero: 1′ 1T; 5′ 2T










11 risposte
E ora c’è il derby!
Intanto complimenti Stefano, per la tua puntuale disamina di una partita difficile da commentare nel pre-gara.
Importanti i tre punti.
Detto questo, giochiamo troppo sotto ritmo e in queste situazioni gli avversari vanno a nozze. Non è stata una partita dissimile da quella di domenica scorsa. La differenza l’ha fatta un episodio in nostro favore. Leao sprecone, ma perlomeno mobile. Pulisic non è quello che abbiamo visto fino al 28 dicembre, giorno del suo ultimo gol. Pavlović imperioso, Modrić il solito trottolino di classe lì in mezzo.
Ed ora il derby, partita che non merita presentazioni, partita che va vinta.
Forza Milan
Vincenzo ❤️🖤
Caro Vincenzo .. vero siamo lenti d con poco coraggio occorre domenica personalità e voglia feroce… rendiamo la vita ai più “forti “ un inferno rossonero
Commento ed analisi del match puntuale e condivisibile come sempre Stefano. Sottolinerei l’ennesimo primo tempo in gran parte sotto tono del Milan. È chiaro ed evidente che una simile replica nel derby la pagheremmo a caro prezzo.
Ma voglio essere ottomista e…sognare….e perché no ricordare un recupero di 9 punti in 8 gare sulla Lazio risalente allo scudetto di Zaccheroni…ma forse è ….e resta un sogno…e allora rimaniamo coi piedi in terra…o meglio in Champions League!
Buona serata e buon Milan!
Massimo 48 ❤️🖤
Grazie Caro Massimo… prendiamoci la Champions il prima possibile… e pianifichiamo il futuro
Purtroppo ora siamo questi, approcciamo e giochiamo le partite in un modo che può portare ad un risultato finale che può essere positivo o negativo a seconda di un episodio. Il confine tra vittoria, pareggio o addirittura sconfitta , come contro il Parma è sottilissimo
Grazie Gianluca … vero troppo sottile il confine … un Milan autoritario non può permettersi di trovarsi in queste situazioni limite
Ciao Stefano, analisi puntuale come puntuale è lo schema del Milan di Allegri: gestione della palla inizialmente lento, per poi ripartire velocemente verso la porta avversaria.
Ancora inspiegabile il fatto di non schierare il 4-3-3 con squadre che non sono forti, ma pericolose: vero che avevamo 4 diffidati, ma voglio essere onesto, non credo che se un diffidato avesse saltato il derby avrebbe potuto cambiare l’esito di domenica prossima, che sappiamo tutti essere o una sconfitta o un pareggio. Basti guardare la mancata espulsione contro il Genoa di calhanoglu come ultimo uomo: il “signor” Fabbri non ha esitato un attimo a fischiare un fallo (che non c’era) in Pisa Milan a Rabiot e ad espellerlo subito dopo, mentre ai futuri intoccabili campioni d’Italia va portato rispetto. Quindi io sono contento dei 3 punti di oggi perché erano molto importanti per la corsa Champions, e per domenica sono molto rilassato, tanto so già come andrà a finire.
Tornando alla partita di oggi, personalmente ho eletto MVP Rafa Leão, anche se mi sono piaciuti molto anche Fofana, Pavlovic, Modrić ça va sans dir, Füllkrug, Bartesaghi, insomma tutti tranne Tomori: oggi Fikayo sembrava distratto, molti errori in costruzione, anche cose semplici. Si vede che non era in giornata.
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Grazie luigi il 4-3-3 purtroppo non è attuabile sempre ma può essere considerato un corso di gara
Condivido pienamente che il gioco sviluppato non è certo soddisfacente ma a questo punto del campionato i punti sono più importanti. Comunque, cerchiamo di non dilapidare il gruzzoletto che ci separa dai quelli che inseguono.
Una raccomandazione, facciamo giocare ognuno nel proprio ruolo, Leao in primis. La prossima sarà una battaglia, ci vuole il migliore Max.
Saluti
Grazie Alessio ci vuole il vero Milan …. il Milan che ha come marchio di fabbrica l’approccio volitivo e co personalità … il Milan di settembre ottobre per capirci un caro saluto
Buongiorno Stefano, la tua cronaca è precisa, come sempre.
Il Milan è mediocre, come sempre.
L’unica consolazione è che siamo saldamente secondi, per il momento.
È un Milan così: Allegri fa quello che può, però la prossima stagione va affrontata con un parco giocatori differente.
Stamane leggevo l’editoriale di Mazzara e sono d’accordo sul discorso calciomercato: ci vogliono 4/5 calciatori già formati, altrimenti è inutile “iscriversi alla Champions “.
Aggiungo che, a mio parere, c’è il rischio di perdere sia Tare che Allegri.
Come ho sempre scritto dal giorno del loro ingaggio, erano stati presi per calmare la piazza, ma non per dare loro, autonomia e, soltanto la diplomazia di entrambi, ha fatto sì che le cose andassero avanti.
Ma è impensabile, sia per loro due, che per noi appassionati, fare un’altra stagione come questa.
Nei giorni scorsi, sentivo fare dei paragoni tra le varie dirigenze che si sono succedute nei decenni.
Non entro nel merito di quale sia la peggiore, ma questa con Scaroni, Furlani ed Ibra, è inadeguata.
Brutte figure, gestione dell’ambiente sportivo da barzelletta, assolutamente improvvisazione negli acquisti e nelle cessioni, così come nei tentativi dei prolungamenti di contratto.
Quando vanno sul mercato, guardano il prezzo più conveniente, senza tenere conto di mille fattori.
Questo per dire che, professionisti come Tare e Allegri, con questi atteggiamenti li fai scappare.
Non dimentichiamo perché è arrivato in tutta fretta Rabiot.
Ma come possiamo competere con l’Inter, che oltre ad esserci superiore sul campo, lo è anche dietro la scrivania e nelle stanze che contano?.
A proposito di questo ultimo pensiero, abbiamo subito anche questa stagione torti diretti e “trasversali”, compresi quelli dell’ultimo turno, tutti, ma proprio tutti favorevoli all’Inter, al punto che, non avrebbe senso proseguire il campionato, perché è stato evidentemente falsato.
Eppure, il Milan deve guardare alla sua mediocrità attuale e cercare di crescere: solo così possiamo dimostrare cosa significa essere una società di dimensione internazionale.