CAMPIONATO PRIMAVERA 1 – NAPOLI-MILAN 1-1: REGALO DI NATALE AI PARTENOPEI

Un rigore trasformato da Lontani dopo un buon primo tempo sembra poter bastare. E invece in pieno recupero arriva il gol del pareggio azzurro. Bene Longoni, Plazzotta e il nostro beniamino “Pandolfic”. Di contro, difesa troppo tenera sul gioco aereo e attacco poco concreto (con l’alibi delle assenze). Perché un solo cambio, a gara quasi finita, contro cinque degli avversari, più freschi nel finale?

Un buon (a tratti ottimo) centrocampo. Un attacco che concretizza troppo poco. Una difesa che concede troppo sui palloni alti. Se pensate che stia parlando del Milan, avete ragione solo in parte. Perché sempre di Milan si parla, ma di quello impegnato nel campionato Primavera. Che alla fine della diciassettesima giornata colleziona l’ennesimo pareggio (otto in totale, contro cinque vittorie e quattro sconfitte) e rimane a galleggiare a centro classifica con 23 punti quando con due punti in più avrebbe potuto non solo agganciare Genoa e Bologna, settima e ottava a 25 punti, ma addirittura scavalcarle in virtù della migliore differenza reti.

Il Milan di Renna si presenta in casa del Napoli, che ha due punti in meno, schierando una specie di 1-4-4-2 (così è parso, almeno in partenza) così composto: Longoni in porta, una linea difensiva formata dalla sorpresa Di Siena (che nasce attaccante esterno) e si adatta a terzino destro, la coppia Colombo-Cullotta in mezzo e Tartaglia a sinistra; a centrocampo i riferimenti centrali sono Pandolfi e Mancioppi, con Perera, un terzino sinistro avanzato di reparto, come era già successo specie a gara iniziata, e Plazzotta a collegare centrocampo e attacco; in avanti le due punte sono Lontani e Castiello.

Il Milan parte bene, è dinamico e ordinato, pressa alto e quando si distende nelle ripartenze la qualità tecnica dei centrocampisti fa la differenza, con Pandolfi e Plazzotta particolarmente ispirati e dotati di un’intesa peculiare. Ma anche Di Siena, come dicevamo prestato a un ruolo non suo, partecipa alla manovra, lavorando in pratica su tutta la fascia destra, quasi come un quinto di centrocampo. Al 16°, sugli sviluppi di una rimessa laterale di Di Siena arriva un tiro di Lontani che viene deviato e poi parato dal portiere del Napoli, Spinelli. Al 25° Plazzotta da calcio d’angolo la spedisce direttamente in porta: Spinelli non trattiene, dando l’illusione del gol, ma poi blocca in due tempi. Pochi minuti dopo c’è un bello schema del Napoli su punizione dal limite, ma la palla finisce fuori e il gioco era comunque fermo per offside. Al 44° Mancioppi regala la più bella giocata del primo tempo con un colpo di tacco che esce di poco. Ai punti, come si dice, il primo tempo è del Milan: peccato che il calcio non sia la boxe e che all’appello manchi il gol. Le nostre punte si allargano, svariano, si danno da fare, ma né Lontani né Castiello sono veri bomber da area di rigore, di quelli che sanno far salire la squadra lavorando di fisico (come la nostra prima squadra, insomma).

Il secondo tempo si apre senza grandi emozioni, fino a quando Tartaglia mette sui piedi di Plazzotta una palla perfetta che gli si ferma docile sui piedi. Il difensore del Napoli lo stende in area ed è rigore netto. Lo batte Simone Lontani, che non sbaglia. Siamo al 56° minuto e il Milan è in vantaggio di un gol contro una squadra che non sembra in grado di impensierirlo troppo. E invece a questo punto l’inerzia della partita cambia: il Napoli non ha nulla da perdere e diventa più intraprendente, sfruttando tutti e cinque i cambi a disposizione. Il Milan, viceversa, perde completamente l’iniziativa e per lunghi tratti non riesce a uscire dalla sua metà campo, salvo sporadiche occasioni. Al 73° su corner del Napoli il nuovo entrato Eletto colpisce di testa e ci vuole un miracolo di Longoni per sventare la minaccia; due minuti dopo, altro colpo di testa da posizione pericolosa, questa volta di Raggioli (altro subentrato), che finisce fuori, mentre Mancioppi è a terra per tutta la durata dell’azione, per quello che sembra essere un dolore a un polso: si rialzerà ad azione finita e anche qui, senza voler colpevolizzare il bravo Mancioppi, viene da chiedersi se l’inclinazione a buttarsi e a rimanere a terra non stia manomettendo il senso stesso di questo sport, dalle leghe più prestigiose fino ai settori giovanili. Chiusa parentesi.

All’87° Lontani, arretrato a difendere, tenta un rinvio su una palla che forse avrebbe avuto il tempo di controllare: il pallone, colpito male, sale in verticale e torna nella trequarti del Milan. Dall’azione nasce una punizione dal limite per il Napoli che dà la sensazione del gol. Un minuto dopo, finalmente, Renna fa il primo cambio: fuori Lontani, forse vittima di crampi e di certo molto affaticato, e dentro Cissé, un mediano, a dare sostanza al centrocampo, con Plazzotta che si alza a sostegno di Castiello (per quanto nella confusione finale abbia senso parlare di posizioni in campo). Il cambio, tuttavia è tardivo: Cissé, che abbiamo apprezzato quando ha sostituito Pandolfi assente per il Mondiale Under 17, non fa nemmeno in tempo a entrare in partita. Intanto, fra il 92° e il 93°, doppia sliding door della partita: dapprima un gran contropiede condotto da Castiello, che potrebbe scaricare alla sua sinistra per Pandolfi o, al limite, tirare, anche sul fondo. Invece l’ex-atalantino punta i due difensori che gli tolgono la palla e fanno partire l’azione da cui nasce il gol del Napoli: cross alla disperata dalla trequarti, sponda di testa e appoggio in rete del difensore Caucci, malgrado un intervento di Longoni che tocca il pallone con il braccio ma non tanto da deviarne la traiettoria. La beffa è servita. I restanti minuti di recupero, che erano quattro in origine e diventeranno sette, non offrono altro che scene di nervosismo in campo e in panchina, tanto che viene espulso un membro dello staff rossonero.

In sintesi, ci portiamo a casa la buona prova del portiere Longoni, che ha fatto tutto il possibile; l’intraprendenza di Di Siena da terzino destro, al posto di Nolli, rimasto in panchina (forse non al meglio); la classe e l’intesa del nostro “Pandolfic” e di Plazzotta a centrocampo. Da rivedere invece la tenuta difensiva (il Napoli ha colpito di testa tutte le volte che ha voluto) e la concretezza degli attaccanti: Lontani, è vero, ha colpito anche oggi ed è quarto in classifica marcatori a 8 gol totali; ma per il gioco sviluppato, specie nel primo tempo, il punteggio avrebbe dovuto essere messo in sicurezza con largo anticipo. Mancavano, è vero, Scotti (forse influenzato) e Ossola (convocato in serie D con il Milan Futuro), che sono rispettivamente il secondo e il terzo miglior marcatore della Primavera rossonera. Ci rimane comunque il sospetto che, operando qualche cambio fra il 70° e l’80° minuto, anche solo per spezzare il ritmo del Napoli (che aveva cinque giocatori freschi), la vittoria “di corto muso” si sarebbe potuta e dovuta portare a casa. L’appuntamento è ora per il 3 gennaio, quando i rossoneri ospiteranno la Roma prima in classifica. Buone feste ai nostri ragazzi in maglia rossonera e tutti i lettori di questo blog.

BIO: Luca Villani è nato a Milano il 31 gennaio 1965. Giornalista professionista, oggi si occupa di comunicazione aziendale e insegna all’Università del Piemonte Orientale. Tifoso milanista da sempre, ha sviluppato negli anni una inspiegabile passione per il calcio giovanile e in particolare per la Primavera rossonera. Una volta Kakà lo ha citato in un suo post su Instagram e da quel momento non è più lo stesso.

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