LA ROMA DI GASPERINI: UNA DIFESA DI FERRO PER UN PRIMATO INATTESO

A inizio stagione, in pochi avrebbero immaginato una Roma capace di arrivare alla pausa di novembre in testa alla Serie A. Eppure, i giallorossi guidati da Gian Piero Gasperini si sono presi la scena grazie a un dato che parla da solo: appena 5 gol subiti nelle prime 11 giornate e ben 6 clean sheet. Numeri che non solo rappresentano la miglior difesa del campionato, ma che trovano un riscontro europeo, dove soltanto l’Arsenal tiene lo stesso ritmo.

Chi conosce la carriera del tecnico della Roma sa quanto le sue squadre abbiano sempre brillato più in avanti che dietro. L’Atalanta gasperiniana, infatti, si è distinta per una produzione offensiva devastante, spesso accompagnata da qualche concessione di troppo nella propria metà campo. Con la Roma, però, l’allenatore ha completamente ribaltato la tendenza: ora la solidità difensiva è il punto di forza, mentre la produzione offensiva procede al rallentatore.

Pochi gol, ma non così pochi

I soli 12 gol segnati finora possono sembrare un bottino magro, soprattutto per chi ricorda l’Atalanta dei vari Papu Gómez, Iličić, Muriel o Lookman. In realtà, il dato va contestualizzato: la Roma ha segnato quanto il Como, solo due gol in meno della Juventus e quattro del Napoli. Anche la distribuzione delle reti conferma che l’apporto offensivo non manca del tutto: Soulé, Dovbyk e Dybala hanno totalizzato 6 gol complessivi, a cui si aggiungono i due di Pellegrini e cinque assist provenienti dal reparto avanzato.

Il vero segreto: una difesa ritrovata

La rinascita romanista passa dalla continuità e dalla maturità del reparto arretrato. Mancini e N’Dicka sono diventati garanzie assolute, mentre Hermoso e Çelik—giocatori che sembravano ai margini—hanno trovato nuova linfa nel sistema di Gasperini. A completare il quadro c’è la crescita sorprendente di Mile Svilar, diventato un riferimento sicuro tra i pali e simbolo della trasformazione difensiva della squadra.

La legge della miglior difesa

Massimiliano Allegri lo ripete da anni: “Lo Scudetto lo vince la miglior difesa”. E i numeri gli danno ragione. Dal 2007/08 solo la Juventus di Sarri, nella stagione del Covid, ha ribaltato questa regola, in un campionato già indirizzato in primavera. Gasperini sembra aver colto perfettamente il messaggio: per competere davvero per il titolo non basta segnare, bisogna subire poco. E la sua Roma, oggi, ne è la prova più convincente.

BIO: Federico Locarno, 21 anni, studente di Management dello Sport con una grande passione per il calcio. Scrivo articoli da circa un anno e mi dedico con entusiasmo e curiosità ad esplorare e analizzare il mondo del calcio, sia quello attuale che quello passato. Inoltre, condivido i suoi miei approfondimenti sul calcio attraverso lo story-telling sui miei profili Instagram e LinkedIn.

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Una risposta

  1. È vero, la difesa, tranne qualche eccezione, è fondamentale per arrivare davanti, se non sempre primi, almeno secondi: il Cagliari del ’70, la Juventus di Trapattoni, il Milan di Sacchi ’88 o Capello ’94 (credo), e magari altri casi di squadre i lotta per lo scudetto (Toro ’77 e Perugia ’79 per fare due esempi).
    Per cui, se dovesse continuare con questa “impenetrabilita’ “, la Roma potrebbe arrivare in alto.

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