L’Europeo femminile del 2025 si è chiuso con un bilancio negativo di 35 milioni di euro. Un dato che non si può ignorare.
Ma accanto a questo, vi posso fornire altri numeri significativi. Più di 650.000 spettatori hanno riempito gli stadi svizzeri, battendo ogni record, persino quelli già molto positivi dell’edizione 2022. Le entrate sono quasi raddoppiate, raggiungendo i 128 milioni di euro, e il montepremi di 41 milioni ha segnato un traguardo storico perché per la prima volta è stata garantita una quota diretta alle giocatrici.
La Svizzera ha dimostrato che un grande evento sportivo può essere organizzato con intelligenza e sostenibilità. I biglietti includevano il trasporto pubblico gratuito, i rifiuti sono stati gestiti in modo efficiente e gli spostamenti delle squadre sono stati pianificati per ridurre al minimo le emissioni. Un po’ come il Mondiale per Club no?
Non si è trattato solo di un evento: è stata costruita un’eredità. Il progetto “Here to Stay”, attivo fino al 2027, punta a raddoppiare il numero di calciatrici e tecniche in Svizzera, lasciando un impatto concreto e duraturo sul territorio.
UEFA Women’s EURO 2025 non ha conquistato solo gli stadi, ma anche gli schermi di tutto il mondo. Le partite sono state trasmesse in oltre 200 territori, in più di 30 lingue, su emittenti come RAI, BBC, Amazon Prime e YouTube. Tutto in HD e Ultra-HD, con telecronache in varie lingue per far sentire ogni spettatore parte della narrazione. Durante quei giorni ero in vacanza in Spagna e sono rimasta colpita: ogni pub trasmetteva le partite su maxi schermi, ogni sera, non solo quelle della Roja. L’Europeo era ovunque ed era impossibile ignorarlo.
Come ha scritto The Guardian, è stato “l’Europeo che ha reso il calcio femminile mainstream”.
I numeri lo confermano: oltre 550 milioni di spettatori globali, con una finale seguita in diretta da 85 milioni di persone. Sui social, il fenomeno è stato virale con 800 milioni di visualizzazioni digitali, 400 milioni di impression su Instagram, 300 milioni di views su TikTok, hashtag in tendenza in 15 Paesi a ogni partita.
Eppure, nonostante tutto questo, quei 35 milioni di perdita restano. Da questi numeri però capiamo che non derivano da una mancanza di interesse, ma da una struttura commerciale ancora in fase di sviluppo. Se pensiamo che il calcio femminile è un fenomeno antico di nascita ma giovane per tipo di attenzione e investimenti allora ci accorgiamo subito dell’insensatezza di paragonare questi risultati con quelli dell’attuale calcio maschile. È più utile invece guardarne l’evoluzione interna per notare così una crescita esponenziale che lo rende uno dei settori più promettenti su cui investire.
E così torno su quei 35 milioni.
Ma il punto, per me, non è la cifra. È il fatto che la UEFA lo sapesse fin dall’inizio e abbia comunque scelto di investire in un evento di questa portata. Dopo la finale, la UEFA ha dichiarato:
“Stiamo investendo di più, anche se non guadagniamo nulla con gli Europei, perché è semplicemente la cosa giusta da fare. È un chiaro impegno a sostenere ulteriormente il calcio femminile.”
Chi si intende di economia parlerebbe di investimento strategico, costi capitalizzabili, capitale umano, ROI, ROP…
Io no. Non sono un’economista. Non me ne intendo. Ed è per questo che per me, tutto si riassume in una parola: etica.

BIO: LAURA ZUCCHETTI
Gen Z di nascita ma vintage nei modi, parlerei per ore di sport e questioni di genere. Vivo il calcio femminile da tifosa ma con lo sguardo da psicologa sociale per riflettere sulle sue contraddizioni e opportunità figlie della realtà nella quale siamo immersi.










Una risposta
Se vuoi creare dal nulla qualcosa devi investire. Sostanzialmente tutti gli investimenti inizialmente sono in perdita, questo è logico la crescita, se avviene, anche se in incremento del tasso di crescita, è negativa. Poi, raggiunge il punto di pareggio e diventa positiva.
Se cresce la base del calcio femminile, ovvero le ragazze che giocano a calcio e si interessano di calcio femminile, automaticamente (anche se solo per la componente femminile- come fatto minimale) cresce l’attenzione dei media e l’audience televisiva e frequenza dei campi di calcio.
Il deficit attuale, dati i numeri che girano nel calcio non mi sembra molto rilevante, per cui può essere considerato un investimento degno di essere perseguito.
Auguri per la crescita del calcio femminile.