LA CREMONESE DI STROPPA TORNA IN SERIE A CON UN CALCIO DI QUALITÀ

Cremona. La vittoria del gioco. Che non è solo un’utopia e non è nemmeno la prima volta per Giovanni Stroppa. Con le sue idee, fatte di un calcio che parte dalla costruzione bassa, che si sviluppa per linee interne con centrocampisti offensivi e di qualità, che trova sfogo sugli esterni di gamba e dai piedi educati, che prevede quasi sempre (ma non sempre) una prima punta e un trequartista al suo fianco, il tecnico dei grigiorossi aveva già vinto a Crotone e Monza. E’ la terza promozione in cinque anni per l’ex trequartista del Milan di Berlusconi, che segnò anche un iconico gol nella finale di Coppa Intercontinentale nel 3-0 all’Olimpia Asuncion nel 1990.

Il controllo del gioco, la voglia di avere il dominio sulla partita sono tracce che gli ha indubbiamente lasciato Arrigo Sacchi. La Cremonese quest’anno è stata la seconda squadra del campionato di serie B per possesso palla, dietro solo al Mantova di Possanzini, e la prima per occasioni create, passaggi riusciti, pulizia nelle giocate. Non è stato facile per Stroppa, che già era entrato in corsa l’anno passato e si era dovuto fermare in finale con il Venezia, far passere le proprie idee. Eppure la sua Cremonese è sempre stata molto riconoscibile. Il roster era indubbiamente forte con giocatori del calibro di Johnsen, Vandeputte, Vazquez, De Luca, Nasti, Bonazzoli, Azzi, Ravanelli, Bianchetti, Fulignati e poteva anche puntare alla promozione diretta, ma l’obiettivo è stato raggiunto, stavolta vincendo la finale play off a scapito dello Spezia, e tanto basta. Dopo tre anni si è riproposto il duello Stroppa-D’Angelo. Allora Giovanni si era imposto con il Monza sul Pisa, si è ripetuto in Cremonese-Spezia con lo stesso collega rivale, che gli ha riconosciuto una manifesta superiorità. Dall’esperienza brianzola, il tecnico di Mulazzano si è portato a Cremona un paio di fedelissimi (il difensore Antov e il centrocampista offensivo Valoti, arrivato a gennaio). 

All’ottava giornata Stroppa ha dovuto lasciare la panchina per cinque giornate ad Eugenio Corini, ma poi è stato richiamato. “Quando fui esonerato eravamo a -5 dalla serie A, sono tornato ed eravamo a -10. Abbiamo difeso il quarto posto e in finale siamo stati più bravi dello Spezia, che aveva finito davanti a noi” ha fatto notare dopo la vittoria di domenica al “Picco”. Come per puntualizzare che se non ci fosse stata interruzione di lavoro avrebbe potuto anche far meglio. Ma non è questo il momento delle polemiche. Nella semifinale di ritorno con la Juve Stabia, dove è stata compiuta la rimonta con un 3-0 successivo alla sconfitta per 2-1 all’andata, e in gara 1 di finale (0-0 allo Zini), Stroppa ha proposto anche una Cremonese senza centravanti puri. Johnsen e Vazquez di punta, con il compito soprattutto dell’argentino di arretrare per svuotare gli spazi e consentire ai centrocampisti offensivi (Vandeputte e Collocolo) di inserirsi, ma anche dando profondità agli esterni (Barbieri e Azzi) permettendogli di entrare nel campo per andare a concludere. 

Un gioco moderno, propositivo e anche con innovazioni sul tema principale. Stroppa è in scadenza di contratto. “A fine mese sarò un affascinante disoccupato, reduce da un nuovo campionato vinto” ha detto scherzando, ma non troppo, a botta calda dopo la promozione. Che ha fatto impazzire di gioia la città di Cremona, rimasta a festeggiare fino alle 4 del mattino in un calda notte d’inizio estate, che da quelle parti non verrà dimenticata tanto presto. 

BIO: Cristiano Tognoli, 52 anni. Giornalista da quando ne ha 18. Per anni cronista e prima firma sul calcio de Il Giornale di Brescia, radiocronista per Radio Bresciasette, conduttore e opinionista di Teletutto. 

Attualmente è free lance. Collabora con Sky Sport, Tuttosport, LaBChannel Amazon Prime Video, è direttore del quotidiano on line Bresciaingol.com e opinionista per Cremona 1 Tv. 

2 risposte

  1. Gran bell’articolo Cristiano, Chapeau! Squadra simpaticissima la Cremonese, e poi da vecchio milanista con Stroppa in panchina si rinverdiscono gli anni magici del Diavolo quando un certo Braida, oramai a casa sua, metteva saggiamente tanta legna al fuoco per le copiose ed indimenticabili vittorie rossonere!
    Bentornata in Seri A alla Cremonese!

    Buona giornata!

    Massimo 48

  2. Ottimo omaggio all’ottimo Giovanni Stroppa, che dimostra da tanti anni di essere bravissimo nel suo lavoro. Sarebbe (stato) perfetto per il la ricostruzione del nostro povero Milan… ovviamente non accadra’. Nel calcio italiano la cosa giusta non accade quasi mai. Trovo sia importante ricordare che oltre che del grande Sacchi Stroppa e’ stato discepolo anche del grande Zdenek Zeman

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