Quando vedi una partita come quella a cui abbiamo assistito l’altra sera dovresti scrivere qualcosa di altrettanto superlativo per riuscire a descriverla compiutamente ma, confesso, trovare le parole non è per niente facile. Tradurre e mettere nero su bianco la bellezza corale del gioco vista all’Allianz Arena di Monaco da parte del Psg è impossibile. Tradurre la complessità del gioco del calcio è impresa ardua nonostante, agli occhi di tutti, tutto sia sembrato semplice, tutto sia sembrato facile.
Molti, oggi, sottolineano la qualità di ogni singolo giocatore del Psg, qualità tecnica sostenuta, badate bene, da atletismo, non da strutture fisiche imponenti. In mezzo al campo a dettar leggi abbiamo visto il portoghese Vitinha, 172 cm per 64 kg, tecnico, intenso e veloce, nel pensiero e nelle gambe; pochi o nessuno sottolinea la tranquillità emotiva e mentale con cui una squadra con età media molto bassa abbia affrontato una finale di Champions: 7 undicesimi nati tra il 2001 e il 2005 nella formazione iniziale e poi 2 nati nel 2006 nei minuti finali.
I giocatori sono stati i protagonisti ma se devo assegnare un oscar per la partita, la statuetta va a Luis Enrique, tecnico che nel lontano 2011 si era seduto sulla panchina della Roma e che poco prima del termine della stagione annuncerà le dimissioni. Da molti deriso, Luis Enrique stava costruendo, dopo l’esperienza di allenatore nel Barcellona B, il suo percorso di allenatore basandosi su un calcio di dominio, collaborativo, fatto di conoscenze condivise e comprese dai suoi giocatori. Certo non era ancora quello che conosciamo oggi, comunque un tecnico che portava idee nuove ma, lo sappiamo, noi vogliamo risultati immediati, non vogliamo filosofi, giochisti, teorici e quant’altro.
La proprietà del PSG, dopo aver raccolto figurine, acquistando per anni i giocatori più forti, ha finalmente capito l’importanza di avere uno stile di gioco e di come i giocatori pur con la propria individualità dovessero attenersi ai suoi principi, a quelli del gioco del calcio che sono quelli di Luis, senza soluzione di continuità, affidando il nuovo progetto proprio al tecnico di Gijón.
Una serata di gioia per i tifosi del Psg, per lo staff, per il Club, per chi ama il calcio e per lui, Luis Enrique!










3 risposte
Concordo anche sulle virgole! Intanto il fatto che il PSG abbia vinto già alla prima stagione dopo essersi liberato da Mbappé, dovrebbe chiarire molte cose. Mbappé è un calciatore fortissimo; ma non è un giocatore di calcio. Pensa prima per sé e solo in seconda o terza battuta, alla squadra. Il Real ha vinto molto la stagione passata e 0 questa. Nonostante il bottino di reti del francese. Perché lui segnerà sempre tanto, in quanto si prende tutte le conclusioni e “fagocita” giocate più sicure, che porterebbero lui a segnare di meno e la squadra a farlo di più. Il bilancio alla fine è chiaro. E spiace che in questo paese, al solito; si stia facendo passare il messaggio che “l’Inter ha perso perché non ha mostrato orgoglio; cattiveria; grinta”; quando invece la realtà è che il PSG ha vinto perché ha mostrato un calcio organizzato e pure capace di mettere ogni talento in condizioni ideali per esprimere le proprie qualità; la creatività di ciascuno. Solo che è molto più facile parlare di grinta o di “esperienza”, come avrebbero certamente fatto nel caso a vincere fosse stata l’Inter, con un 11 titolare dall’età media di oltre 30 anni; anziché parlare di quegli aspetti che si migliorano solo attraverso competenze; conoscenze e lavoro duro e costante. E così non evolveremo mai. E continueremo a pensare che sia stata l’Inter a perdere e non gli altri a vincere.
Grande Filippo! Hai reso in modo perfetto e sintetico la sublime prestazione del Paris S. Germain di sabato sera. Anch’io ho notato con ammirazione il centrocampo di questa squadra , senza veri interditori, né giocatori con una fisicità importante. Ma in grado lo stesso di surclassare l’Inter anche sul piano del dinamismo atletico, oltre che tecnico. Il calcio d’inizio che a molti è sembrato un errore grossolano con quella palla lanciata fuori vicino all’area di rigore dell’Inter era invece una minaccia! Vi aggrediremo fin dalla vostra area di rigore. E così hanno fatto. Gli attaccanti per primi, rincorrendo ogni giocatore.
Aggiungo solo un mio dispiacere personale: questa finale avrebbero dovuto giocarla Il Bayern o soprattutto il Barcellona. Queste due squadre avevano dimostrato di essere superiori all’Inter che è passata solo grazie a situazioni estemporanee, anche meritate se vogliamo, ma dovute al coraggio e al gesto individuale di qualche campione. Ma ogni sportivo credo debba riconoscere i dati oggettivi di quelle partite. Ogni tanto succede di vincere in questo modo, ribadisco lecitamente e con coraggio, cuore ecc, ma per fortuna poi il Paris ha rimesso le cose a posto. Il calcio migliore ha vinto.
Buongiorno Filippo e buongiorno a tutti. Sono dello stesso pensiero, se ne fossi stato capace avrei scritto le stesse cose. Il dominio del PSG è stato imbarazzante come quello della finale 1989, troppo spesso sottovalutata: Milan Steaua. La Steaua due anni prima(mi pare) sali’ sul tetto d’Europa. L’altra sera, ben prima della fine del primo tempo, ho pensato che sarebbe finita con un risultato storico….