WORLD CUP ’26 MOMENTUM – IL PUNTO DOPO GLI OTTAVI DI FINALE: FEDELI AI PRECEDENTI

Minuto 79’ di Brasile-Norvegia. Carlo Ancelotti toglie Bruno Guimaraes e inserisce l’Atalantino Ederson. Il volto del calciatore del Newcastle è segnato da una malcelata tristezza. Ha sbagliato il rigore, parato da Nyland, che avrebbe potuto indirizzare la partita del Brasile su binari più favorevoli. Sa di avere sulla coscienza un peso da una tonnellata. In patria, certi errori si pagano a caro prezzo. Sugli sviluppi dell’azione Erling Haaland si è elevato sopra il suo marcatore, ridicolizzandolo, e di testa ha battuto Alisson. Il Brasile è capitolato ancora con una sua legnata dal limite dell’area di rigore. A nulla è valso il gol malinconico di Neymar, che si era punzecchiato con Nyland durante tutta l’attesa che aveva preceduto l’esecuzione del rigore. La Norvegia è la bestia nera del Brasile. Nei precedenti tra le due squadre, i norvegesi sono rimasti imbattuti.  Finisce nel peggiore dei modi l’avventura mondiale della Seleção. Era da Italia 90 che i verde-oro non riuscivano a varcare la soglia degli ottavi di finale.

I precedenti insegnano sempre qualcosa. Nel bene o nel male.

La Norvegia lo sapeva e va avanti. Haaland sembra uno di quei capoclasse attorno ai quali si radunano tutti gli scolari. Lo coccolano e lo venerano come se fosse il miglior attaccante del pianeta. Effettivamente, lo è.

La prossima sfida dei quarti di finale sarà per lui una sorta di derby. Lo attende l’Inghilterra, terra in cui è nato. La nazionale dei Tre Leoni sembra esaltarsi con gli avversari più ostici. Sulle alture dell’Azteca ha sconfitto un Messico reduce da un percorso netto. Quello stadio, poi, non rievocava momenti esaltanti. L’ultima volta che gli inglesi avevano calpestato quel manto erboso era finita con un trionfo per Maradona e l’Argentina. Jude Victor William Bellingham, nobile del centrocampo inglese, è stato determinante per violare lo stadio avverso e per sovvertire il pronostico che non era favorevole. La sua crescita è esponenziale e può essere l’uomo della provvidenza.

Gli ottavi di finale si erano aperti con Canada-Marocco. In Qatar 2022 era finita con la vittoria dei magrebini per 2 a 1.

Per un tempo i Leoni dell’Atlante hanno sofferto la dinamicità dei canadesi che sognavano di scrivere un’altra pagina memorabile della loro storia calcistica. Invece, a questo punto del torneo, la superiorità tecnica ha il sopravvento e così il Marocco ha risolto agevolmente la pratica segnando tre reti nel secondo tempo. Per Jesse Marsch e i suoi ragazzi non c’è stato nulla da fare. Peserà per gli africani l’assenza di Saibari nel prossimo turno.

La Magnifique France ha dovuto faticare più del previsto per avere la meglio dell’arcigno Paraguay di mister Alfaro. Per il Paraguay c’era poco da inventare: difesa a oltranza fino all’intervento del VAR che ha assegnato il rigore. Mbappé ha realizzato il suo settimo gol nella competizione mandando i Galletti alla fase successiva.

I francesi non temevano sorprese: stessa partita, stessa fase del torneo e stesso risultato di Francia 98.

Le coincidenze sono di buon auspicio. Il fuoriclasse francese che ha deciso la disputa ci ha tenuto a dire che la sua squadra non è solo il reparto offensivo, ma è un collettivo che si sa ben difendere. Vogliamo crederci ma ci vorrà una verifica più attendibile dello spuntato Paraguay.

Non tutti sanno che il termine inglese precedent (il precedente) costituisce uno dei cardini della common law. Si fonda sul principio dello stare decisis: quando un giudice decide una controversia, tiene conto delle decisioni già adottate in casi analoghi.

Anche il sistema giuridico degli Stati Uniti si basa su questo principio. Trump lo sa. Ha chiamato Infantino per intercedere in favore di Balogun. La FIFA ha revocato, quasi senza batter ciglio, la squalifica e così il modesto attaccante del Monaco ha giocato contro il Belgio. Un precedente pericoloso che apre una voragine nel sistema legale del calcio. La UEFA non ha risparmiato critiche. E il campo cosa ha sentenziato? Si partiva dal precedente del 2014. Nell’ottavo di finale del Mondiale brasiliano il Belgio della nascente Golden Generation vinse 2 a 1 contro gli Stati Uniti. La versione più attempata di quella straordinaria sfornata di campioni ha letteralmente asfaltato i padroni di casa guidati da Pochettino. Il 4-1 non ammette repliche. Né sentenze. Il Belgio ha fatto razzia nell’imbarazzante difesa americana: De Ketelaere si è preso la scena, Lukaku è stato implacabile.

Bye bye, soccer!

Il Portogallo ha la sua bestia nera: la Spagna. Negli ultimi precedenti ad eliminazione diretta – Sudafrica 2010 ed Euro 2012 – hanno sempre passato il turno successivo gli spagnoli. La storia recente arride sempre alle Furie Rosse. Ed è forse per questa incrollabile fede nel passato che, anche questa volta, gli uomini di De la Fuente hanno superato i loro vicini di casa. È bastato un gol di Merino nei minuti finali per staccare il pass per i quarti di finale. È stata l’ultima partita di Cristiano Ronaldo in una fase finale di un Mondiale. E poteva esserla anche di Messi. Sul 2 a 0 per l’Egitto, molti argentini avranno ripensato al precedente di quattro anni fa contro l’Arabia Saudita. È stata l’ultima sconfitta dell‘Albiceleste nella fase finale. L’Argentina aveva due partite per rimediare a quel clamoroso tonfo. Ieri, in una ventina di minuti, è passata dall’umiliante eliminazione ad una galvanizzante rimonta. Messi ha sbagliato il suo secondo rigore in questo Mondiale, ma ha segnato il gol del pareggio. Enzo Fernandes ha suggellato la rimonta argentina. Poco prima Salah aveva reclamato un fallo di Julian Alvarez, ma l’arbitro Letexier non è andato nemmeno al VAR. Hassan, ct egiziano, ha tuonato nel dopo partita. Può comunque essere orgoglioso dei suoi ragazzi, la cui impresa resterà nella storia.

Svizzera-Colombia è stata la classica partita in sala d’attesa in vista dei rigori. La Colombia avrebbe potuto fare molto di più. Esce una squadra dal livello tecnico alto. Questa volta i rigori sorridono agli elvetici che hanno sfatato un tabù. I precedenti non fanno più paura. Lo ha ribadito anche il ct della Svizzera, Murat Yakin: «Finalmente siamo riusciti a scrollarci di dosso questa maledizione dei rigori».

Si entra nella fase decisiva del torneo.

Marocco-Francia è la rivincita della semifinale del 2022. Sarà una partita affascinante che vede leggermente favorita la squadra di Didier Deschamps.

Kane contro Haaland sarà il leitmotiv di Inghilterra-Norvegia. Sono due nazionali che alzano l’asticella di rendimento quando lo richiedono le sfide. Gli inglesi stanno ritrovando il miglior Bellingham, reduce da una stagione complicata con il Real Madrid. I norvegesi non vogliono fermarsi. Re Haaland è pronto ad andare alla conquista dell’Inghilterra.

Spagna-Belgio è una sfida intrigante. La Spagna parte favorita, ma occhio alla squadra di Garcia. Nella storia dei Mondiali  tante volte le squadre che hanno provato il sapore dell’eliminazione si sono rese protagoniste di cammini memorabili.

Svizzera-Argentina fu l’ottavo di finale in Brasile nel 2014. Viste le recenti fatiche degli argentini, è una partita che potrebbe riservare sorprese. La Svizzera è una squadra che si adatta agli avversari e che potrebbe portarla anche ai rigori.

Siamo ad un passo dalla storia. Da ora in poi, i precedenti conteranno poco. Saranno un esercizio di memoria. O forse no. Perché, da buoni amanti di questo sport, restiamo ancorati alle grandi gesta e alle vittorie del passato, ai numeri e alle statistiche, fedeli ai precedenti e al peso del pronostico.

Buon Mondiale a tutti!

BIO: VINCENZO PASTORE

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

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