Rimanendo in tema di giovani calciatori stranieri, oggi l’attenzione si sposta su un altro prospetto estone che merita di essere seguito con particolare interesse: Ronald Sammul, difensore centrale classe 2009 di proprietà del FC Flora, società nella quale è cresciuto fin dall’età di dieci anni. La fiducia riposta dal club nei suoi confronti è testimoniata dall’inserimento stabile, a partire dal gennaio 2025, nella formazione Under 21, ovvero la squadra riserve, accompagnato dalla firma di un contratto a lungo termine con scadenza il 31 luglio 2028, mentre sul piano internazionale è ormai un punto di riferimento della nazionale estone Under 17, con la quale sta accumulando un bagaglio di esperienze importante per il proprio percorso di crescita.
Dal punto di vista fisico, Sammul si presenta con una struttura già molto interessante per il ruolo, attestandosi intorno ai 189 centimetri di altezza. Nonostante una statura importante, riesce a muoversi con una coordinazione generale più che soddisfacente, mostrando gestualità pulite e una discreta agilità che gli permette di eseguire con fluidità i movimenti richiesti dal ruolo. Detto questo, ciò che più colpisce è la sua efficacia in campo. Dispone inoltre di parametri di forza e resistenza adeguati, qualità che gli consentono di affrontare con continuità i duelli individuali e di reggere l’impatto fisico degli scontri diretti nell’arco dell’intera gara.
Sul piano tecnico è un calciatore di piede dominante destro che propone un repertorio essenziale per le esigenze del ruolo. Non si distingue per qualità esecutive particolarmente raffinate o per giocate ad alto coefficiente di difficoltà, ma interpreta il possesso con ordine e razionalità, privilegiando soluzioni funzionali. Predilige infatti la trasmissione corta, limitando il ricorso ai cambi di gioco o ai lanci lunghi e senza ricercare con frequenza conduzioni palla al piede finalizzate a rompere le linee di pressione avversarie. Dove riesce invece ad esprimersi con maggiore continuità è nel gioco aereo, fondamentale nel quale sfrutta efficacemente struttura fisica e tempi d’intervento.
Sotto il profilo tattico viene impiegato prevalentemente come difensore centrale in una linea a quattro, ruolo nel quale evidenzia una buona lettura delle situazioni e un apprezzabile senso del pericolo. Il suo gioco si basa soprattutto sulla capacità di mantenere costante attenzione verso il diretto avversario, cercando l’anticipo quando le condizioni lo consentono. Nell’uno contro uno difensivo si dimostra affidabile, pur evidenziando margini di crescita. In fase di possesso offre un sostegno ordinato sia su ricezioni frontali sia laterali, contribuendo alla circolazione del pallone senza però assumere il ruolo di primo costruttore.
La sensazione complessiva è, a nostro avviso, quella di un difensore ancora lontano dall’essere considerato un prospetto di primissima fascia a livello europeo, ma dotato di una base fisica, tattica e tecnica sulla quale è possibile costruire un percorso di crescita significativo. L’impressione è che il suo margine di miglioramento sia ancora ampio e che, se inserito in un ambiente formativo capace di accompagnarne la maturazione con continuità, possa nel medio periodo diventare un profilo interessante nel panorama del calcio europeo.

BIO: Carmine Apollaro nato il 27 novembre 1990. Vive a Morano Calabro, un piccolo paese in provincia di Cosenza. Laureato in scienze motorie, ha lavorato come scout, prima per il settore giovanile del Frosinone Calcio e poi per il settore giovanile del Parma Calcio dove ha svolto anche il ruolo di match analyst per le categorie under 15 e under 16










