“Il mondo è di chi è nato per conquistarlo, e non di chi sogna, a buon diritto, di poterlo conquistare”.
L’adagio di Fernando Pessoa, in Portogallo, è pura ispirazione.
Lo sa bene Cristiano Ronaldo, che ha fatto della sua carriera una conquista. Sognando, sì, ma con la determinazione di chi vuole raggiungere i propri obiettivi. Con la cultura del lavoro nel sangue: dall’isola di Madeira all’Olimpo del calcio, miglior marcatore di tutti i tempi tra club e nazionali.
Non c’è Mondiale senza CR7: dopo gli exploit di Messi, Mbappé e Haaland, il fuoriclasse lusitano imprime il suo marchio nel torneo ed entra nella storia… a 41 anni.
La doppietta contro l’Uzbekistan lo rende l’unico giocatore ad aver segnato nell’ultimo ventennio, dal 2006 al 2026, in sei edizioni consecutive del torneo. 10 gol complessivi e un liberatorio “I’m back” per mettere a tacere chi, ancora oggi, continua a metterlo in discussione.
E mentre gli altri parlano, Cristiano risponde sul campo. Nel modo più semplice per un attaccante: segnare. Che tanto facile non è. Ma lui, classe 1985, non ha mai pensato troppo, perché la sua ossessione era andare in rete. Il Sium si trasforma in un coro roboante tra i tifosi; la sua esultanza è tra le più iconiche di sempre.
È il dono del campione lusitano, che si prende la scena, rovescia le narrazioni e, nel bene e nel male, fa parlare di sé.
CR7 segna, il Portogallo vince: prima apre le danze, poi lascia la punizione a Nuno Mendes per il 2-0 e, al 39’, sigla il 3-0. Nella ripresa la squadra di Cannavaro si punisce da sola, con l’autorete di Nematov. Nel finale è Leao a stampare la manita e il definitivo 5-0.
UN FENOMENO APOLLINEO DAL TALENTO ASSOLUTO
“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.
La carriera di Cristiano Ronaldo è scandita dalla terzina dantesca de La Divina Commedia (Inferno, Canto III).
Nel girone degli incubi trascina i suoi nemici, condannati a un destino noto: essere trafitti, saltati e annichiliti.
Finalizzare è un’arte e padroneggiarla è un vero marchio di fabbrica. Una promessa, un impegno da onorare. I suoi gol comandano le classifiche all-time. In 20 anni, dal 2006 a 2026, CR7 è diventato l’unico giocatore ad aver segnato in 6 edizioni dei Mondiali. Nessuno come lui.
La doppietta con il suo Portogallo alla seconda giornata del Girone K è il responso ideale a chi lo aveva dato per finito, bollito, spacciato.
E mentre gli altri parlano, lui continua a macinare gol. Perché è ciò che sa fare meglio e non ha mai smesso di fare, rispedendo le critiche ai mittenti.
La sintesi migliore su Ronaldo è quella di Alessandro Del Piero, che ai suoi tempi coniò un nuovo modo di calciare e un gol col suo nome impresso: “Nel calcio si può discutere di tante cose, ma non di ciò che serve per esserci ancora dopo tutti questi anni: il lavoro, il sacrificio, il rifiuto di arrendersi. Complimenti a Cristiano”.
Sono questi gli elementi chiave per il bomber portoghese, un perfezionista capace di costruire il proprio percorso attraverso la disciplina, la dedizione, il professionismo esemplare.
C’è chi vive per vincere e chi vince segnando: CR7 appartiene alla seconda categoria, un club ristrettissimo di eletti con la vocazione per il gol.
E nell’élite dei marcatori lui è il N. 1. Lo dicono i numeri, lo dice il calcio.
Il Re con la sua sfera, Cristiano Ronaldo da Madeira.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.
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- Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
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- Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema” e “Vanzina: una famiglia per il cinema”.
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- Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
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- Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
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- Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News, scrivendo le analisi delle partite dei biancorossi e partecipando alla trasmissione Binario Sport.
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- Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
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- Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017).










