E così, tra i giganti del fùtbal mondiale, tornano a palesarsi i Canaleros di Panama, pronti a solcare le perigliose acque del Gruppo L nella rassegna del 2026. Trattasi di gente gagliarda, che ha saputo risalire la china dopo il digiuno di Qatar 2022, forgiando una compagine che non è più soltanto polpa e muscoli, ma che ora esibisce una parvenza di geometria europea.
La marcia verso l’agone nordamericano è stata una sorta di cavalcata trionfale, priva di sconfitte in dieci scontri nel proscenio della CONCACAF. I pedatori istmici hanno dominato il loro raggruppamento del primo turno, suggellando il primato con un perentorio 3-0 ai danni di El Salvador, e sorpassando i surinamesi sul fil di lana, nel raggruppamento del secondo turno. Una menzione d’onore spetta al successo esterno contro i guatemaltechi per 3-2, momento in cui il carattere della truppa si è temprato come l’acciaio: dopo aver subito una rimonta sul risultato parziale di 0-2, decisivo è stato Fajardo nel segnare il goal del 2 a 3. Tra le due fasi di qualificazione vanno menzionate l’ottima Copa America, terminata ai Quarti di finale causa goleada subita dalla Colombia, e la semifinale raggiunta nella CONCACAF Gold Cup, vere attestazione del raggiungimento dello status di assoluta rilevanza nel panorama centro/nordamericano.
Al comando della flotta siede Thomas Christiansen, un iberico di ceppo vichingo, nato in Danimarca ma svezzato alla scuola del Barça di Cruyff. Il Nostro predilige un modulo fluido, un 3-4-3 che all’occorrenza si ripiega in un prudente 4-5-1, cercando di coniugare la solidità del catenaccio difensivo con rapide transizioni d’attacco. Christiansen esige disciplina ferrea e una difesa che si faccia blocco granitico per poi scatenare il contropiede.
In difesa la leadership tra i pali è affidata all’esperto Orlando Mosquera, del Al Fayha, il portiere più utilizzato nelle gare ufficiali, affiancato da César Samudio del CD Marathon, portiere provato nell’ ultima amichevole contro la Repubblica Dominicana. Mosquera garantisce affidabilità e carisma, elementi fondamentali per guidare la retroguardia nei momenti di massima pressione, forte anche dell’esperienza accumulata nel calcio sudamericano, tuttavia nelle ultime amichevoli ha incassato ben 12 reti… non proprio credenziali rassicuranti. La linea difensiva è il settore che vanta il maggior numero di reduci della spedizione russa del 2018, tra cui spiccano i terzini Michael Amir Murillo, oggi al Beşiktaş dopo l’esperienza all’Olympique Marsiglia, ed Éric Davis. Al centro, la freschezza e la fisicità sono garantite da José Córdoba, autore di ottime prestazioni con il Norwich City, e da elementi solidi come Fidel Escobar e Andrés Andrade.
Il CT Christiansen predilige una struttura organizzata e compatta, capace di stringere le linee per togliere spazio agli attaccanti avversari. La linea dovrebbe poggiare sulle spalle erculee di Andrés Andrade, Fidel Escobar e del giovane Carlos Harvey, sugli esterni agiranno Eric Davis a sinistra e Murillo a destra, pronti ad affiancare il trio di centrali nelle fasi di non possesso. Il centrocampo rappresenta il vero motore e il fulcro creativo della squadra. Il leader indiscusso è Adalberto Carrasquilla, centrocampista dei Pumas premiato come miglior giocatore CONCACAF nel 2024. Carrasquilla abbina dinamismo, atletismo e una visione di gioco superiore, agendo da collante naturale tra la difesa e l’attacco. Accanto a lui, l’esperienza del capitano Aníbal Godoy e la solidità di Cristian Martínez o del giovane Carlos Harvey offrono equilibrio e sostanza in fase di non possesso.
In attacco sulle corsie esterne si sviluppa gran parte della pericolosità offensiva grazie alla rapidità di José Luis “Puma” Rodríguez e all’estro di Ismael Díaz, capocannoniere della Gold Cup 2023 e principale fonte di imprevedibilità palla al piede. Al centro dell’attacco, il peso del reparto ricade sulla fisicità di José Fajardo e sull’esperienza di Cecilio Waterman, attaccanti d’area abili nel giocare di sponda e pronti a sfruttare le transizioni rapide.
Dopo la pesante sconfitta contro il Brasile, Christiansen ha sperimentato un 5-4-1 con Cesar Yanis e Tomas Rodriguez, esterni, posizionati sulla linea di centrocampo, e Jose Fajardo unica punta centrale. Suppongo che questo potrà essere lo schieramento d’emergenza contro avversarie ritenute fuori portata, ma già contro il Ghana si rivedrà l’iniziale 3-4-3.
Un’altra arma notevole nel bagaglio dei Canaleros sono i calci piazzati, situazioni in cui la fisicità dei difensori e degli attaccanti centrali viene sfruttata al massimo. Di contro, la squadra evidenzia forti difficoltà quando viene privata del possesso da avversari con un tasso tecnico nettamente superiore e palesa limiti nella gestione della palla sotto pressione. Detiene una bassa percentuale di conversione realizzativa nelle poche occasioni pulite create su azione manovrata.
Il sorteggio, si sa, non è stato benevolo: Panama dovrà incrociare le lame con i maestri d’Inghilterra, i tecnici croati e la vigoria fisica del Ghana. Se contro i britannici il rischio di un’imbarcata come quella del 2018 è sempre in agguato, è nel debutto contro i ghanesi che i Canaleros devono cercare i loro primi, storici punti mondiali.
Il mio modesto parere è che la truppa istmica, se saprà mantenere la concentrazione difensiva — tallone d’Achille mostrato nel recente test contro il Brasile (perso 6-2) e parzialmente contro la Repubblica Dominicana (4-2) — potrà recitare il ruolo di guastafeste. Non passeranno il turno, poiché la nobiltà europea di Inghilterra e Croazia è di lignaggio superiore, ma venderanno cara la pelle tra i canali della gloria.
I CONVOCATI:
Portieri: Orlando Mosquera (Al-Fayha), Luis Mejía (Nacional), Cesar Samudio (CD Marathon).
Difensori: César Blackman (Slovan Bratislava), Jorge Gutiérrez (Deportivo La Guaira), Amir Murillo (Besiktas), Fidel Escobar (Deportivo Saprissa), Andrés Andrade (LASK), Edgardo Fariña (Nizhny Novgorod), José Córdoba (Norwich City), Éric Davis (CD Plaza Amador), Jiovany Ramos (Academia Puerto Cabello), Roderick Miller (Turan Tovuz).
Centrocampisti: Aníbal Godoy (San Diego FC), Adalberto Carrasquilla (Pumas), Carlos Harvey (Minnesota United), Cristian Martínez (Hapoel Ironi Kiryat Shmona), José Luis Rodríguez (FC Juárez), César Yanis (Cobresal), Yoel Bárcenas (Mazatlán FC), Alberto Quintero (CD Plaza Amador), Azarías Londoño (Universidad Católica).
Attaccanti: Ismael Díaz (León), Cecilio Waterman (Universidad de Concepción), José Fajardo (Universidad Católica), Tomás Rodríguez (Deportivo Saprissa).
CT: Thomas Christiansen

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare.










