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WORLD CUP ’26 – MESSI IN THE SKY: TRIPLETTA CELESTIALE E MIGLIOR MARCATORE NELLA STORIA DEI MONDIALI

“Come tutti i geni, è nato con un talento innato. Ma nel corso degli anni si è trasformato da attaccante puro a vero e proprio “stratega”, offrendo lezioni di calcio in ogni posizione del campo”.
Quando parla Valdano, la verità emerge sempre. Forte e chiara, sull’altare del calcio.
E quando racconta di Lionel Messi, le parole diventano poesia. Perché tutto è connesso: in campo e nella cronaca, seguendo la corsa di un pallone che vive al cospetto e dialoga con il Jefe del XXI secolo. Messi, il Messia, il 10 che illumina il palco, lo stratega che disegna calcio. Ovunque.

A differenza del Brasile, che sente il peso di dover vincere a tutti i costi, l’Argentina toglie il superfluo – tra influenze esterne e aspettative – e lascia solo l’essenziale. Ovvero il calcio, quello che in America Latina è la fonte primaria di divertimento.

I Mondiali dell’Albiceleste iniziano all’insegna della libertà, fisica e mentale: i problemi e le difficoltà restano fuori dallo spogliatoio. In campo c’è solo il gioco. Da condividere insieme, con la gioia negli occhi e l’entusiasmo di cercare il passaggio, l’assist, il gol.

MESSI E L’ARTE IN MOVIMENTO

A quasi 39 anni Leo Messi (24 giugno 1987) fa quello che sa fare meglio e che ha fatto in tutta la sua carriera: creare lo spazio e attaccare il tempo, con una giocata per i compagni o un tiro mancino a baciare la rete. C’è velocità di pensiero, intelligenza tattica e rapidità d’esecuzione nel linguaggio, ma anche nella gestualità del Diez di Rosario.

E se poi l’Argentina si mette al suo servizio, che lui contraccambia prontamente, il Fútbol diventa magia. Con Scaloni che predica il palleggio ragionato per muovere le pedine avversarie, svuotare le zone e attaccare lo spazio. Come? Tagliando il campo al centro, sfruttando la colonna vertebrale del suo Team e la verticalità. Un’idea che parte dalla difesa e arriva in attacco sulle zolle della Pulga, risolutore e maestro nelle scelte. Sinistro terra-aria dalla distanza, tap-in vincente di destro e interno mancino a pelo d’erba dritto all’angolino: come d’incanto, Messi firma una tripletta da sogno e riscrive la storia dei Mondiali, raggiungendo Miro Klose come miglior marcatore di sempre.

E in apertura ci sono anche due gol annullati per fuorigioco: il primo sempre di Messi, il secondo di Chaibi. In mezzo c’è il dominio dell’Argentina e del suo Fenomeno, che si emoziona e non trattiene le lacrime. “Mi rende molto felice aver vissuto tutto ciò che mi è capitato nella vita. Quello che sto vivendo ora è la ciliegina sulla torta”: il segreto di Messi è quello della sua Nazionale, ovvero accogliere ciò che viene senza farsi divorare dall’ossessione per la vittoria.

A Kansas City va in scena proprio questo, un calcio in purezza che vive di talento. E se questa è l’intenzione del viaggio Mundial, allora l’Albiceleste può davvero puntare il traguardo… e la Coppa.
Nel segno di Messi, che è arte in movimento, e di una Nazionale intera.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Nato lo stesso giorno di Bobby Charlton, cresciuto con il mito di Johan Cruijff e le magie di Alessandro Del Piero. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.

  • Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
  • Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema”; “Vanzina: una famiglia per il cinema”; “Noi che…le vacanze di Natale” e “Cult in campo: L’allenatore nel pallone…40 anni dopo”.
  • Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
  • Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
  • Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News: cuore le analisi delle partite del Monza e conduco la trasmissione Binario Sport.
  • Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
  • Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017) e il saggio “Nel segno del doppio” nel libro “Mediaset e il cinema italiano. Film, personaggi, avventure” di Gianni Canova e Rocco Moccagatta.
  • Ho scritto insieme a Ilaria Mainardi il libro Van Basten: Il Cigno di Utrecht per Garrincha Edizioni, con intervista e post-fazione di Filippo Galli.
  • Sono autore del libro “Il gol di Del Piero: destro a giro e poesia”, pubblicato a il 25 novembre 2025 da Garrincha Edizioni per la collana “Cineteca del Gol”

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