MONDIALI 2026 – GRUPPO K – REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: IL RITORNO DEL LEOPARDO

Cinquantadue anni dopo l’epopea dello Zaire in Germania Ovest, il calcio africano celebra il ritorno di una delle sue icone più gloriose e controverse. Era il 1974 quando i “Leopardi”, spinti dal regime di Mobutu Sese Seko, diventavano la prima nazionale dell’Africa subsahariana a calcare il palcoscenico di un Mondiale. Quell’esperienza, sospesa tra il coraggio sportivo e le ombre di una dittatura spietata, si concluse con un tracollo tecnico ma lasciò un’impronta indelebile nella memoria collettiva, simboleggiata anche dal bizzarro comportamento di Mwepu Ilunga contro il Brasile, quando scalciò la palla posizionata per una punizione prima della battuta di Rivelino. Oggi, dopo decenni di frustrazioni e assenze, la Repubblica Democratica del Congo ha finalmente spezzato l’incantesimo assicurandosi un posto per il Mondiale 2026, grazie a una vittoria sofferta ma storica contro la Giamaica nei play-off intercontinentali.

L’approdo alla fase finale del Mondiale è stato il frutto di un percorso di qualificazione esaltante e ricco di insidie all’interno della zona CAF. Inserita in un raggruppamento estremamente competitivo, la formazione congolese ha saputo imporre il proprio ritmo, ingaggiando un duello a distanza appassionante con avversari del calibro del Senegal. La svolta del cammino si è registrata grazie a un rendimento esterno impeccabile e a una solidità casalinga allo Stade des Martyrs di Kinshasa, dove il calore del pubblico ha trasformato le partite interne in gare complicatissime. Il secondo posto nel girone ha garantito alla Repubblica Democratica del Congo l’accesso alla seconda fase, concepita per decretare la squadra africana ammessa agli spareggi interconfederali. Nella semifinale di questo turno, disputata il 13 novembre 2025 al Medina Stadium di Rabat in Marocco, la formazione congolese ha superato il Camerun con una decisiva vittoria per 1 a 0. Successivamente, il 16 novembre 2025, la squadra ha affrontato la quotatissima Nigeria di Osimhen e Lookman nella finale del percorso CAF. In una partita molto combattuta, dove i tempi regolamentari si sono conclusi sul punteggio di 1 a 1, il Congo ha poi avuto la meglio ai rigori in virtù dell’errore nigeriano di Ajayi. L’avanzamento in questa fase ha consegnato in via definitiva alla nazionale il pass per i decisivi spareggi intercontinentali valevoli per la qualificazione alla Coppa del Mondo. L’atto conclusivo di questo lungo percorso si è disputato il 31 marzo 2026 all’Estadio Guadalajara, dove la Repubblica Democratica del Congo ha sfidato la nazionale della Giamaica. In una gara estremamente tesa e rimasta bloccata sul risultato di parità a reti inviolate per tutti i tempi regolamentari, la svolta decisiva è arrivata nei tempi supplementari. Al novantanovesimo minuto di gioco, il difensore Axel Tuanzebe ha segnato la rete decisiva che ha fissato il risultato finale sull’1 a 0, in favore della formazione africana.

Il vero artefice di questa rinascita calcistica dei Leopardi è stato il commissario tecnico francese Sébastien Desabre. Fin dal suo insediamento, l’allenatore ha lavorato profondamente sulla mentalità del gruppo, epurando l’ambiente dai personalismi e instaurando una cultura del lavoro basata sul sacrificio collettivo. Desabre ha impostato un modo di giocare estremamente moderno, incentrato su un blocco difensivo compatto, una linea di aggressione media e ripartenze fulminee. La sua capacità di dialogare con i calciatori della diaspora congolese, convincendoli ad abbracciare il progetto tecnico della nazionale, ha permesso di innalzare vertiginosamente il tasso tecnico complessivo della rosa. Della rosa dei calciatori utilizzati da Desabre solo Mbemba, Meshack Elia, Kayembe, Cipenga, Wyssa e Mayele sono effettivamente nati in Congo, mentre sono stati utilizzati ben 10 francesi naturalizzati affiancati da 5 belgi, 2 inglesi e 2 svizzeri. Ecco quindi che i Leopardi del 2026 sono una selezione che ben rappresenta la Diaspora congolese in Europa.

Analizzando i reparti, la difesa rappresenta indubbiamente il punto di forza e il cuore pulsante dell’intera formazione. Tra i pali, Lionel Mpasi, del Le Havre, si è guadagnato i gradi di titolare grazie a interventi decisivi e a un’ottima reattività, fornendo sicurezze che in passato spesso mancavano. La linea arretrata è guidata dal carisma indiscutibile di Chancel Mbemba del Lille recordman di presenze con la nazionale (107 presenze) e garante di solidità ed esperienza internazionale. Al suo fianco l’innesto dell’inglese naturalizzato Axel Tuanzebe (Burnley) ha migliorato il reparto, proprio un suo gol ha deciso la finale play-off contro la Giamaica. Tuanzebe è cresciuto nel prestigioso vivaio del Manchester United, dove ha affinato le sue doti tecniche arrivando a ricoprire il ruolo di capitano in diverse selezioni giovanili, nella stagione 2021-22 ha avuto una fugace esperienza (con appena una presenza) al Napoli in prestito da gennaio a giugno. Attualmente in forza al Burnley, squadra con la quale ha disputato la complessa stagione di Premier League 2025-2026, il calciatore ha collezionato 11 presenze come titolare, limitato da un recente e fastidioso infortunio al tendine d’Achille.

Sulle fasce giostrano a sinistra Arthur Masuaku del Lens e Wan Bissaka del West Ham a destra. Aaron Wan Bissaka rappresenta una delle operazioni di reclutamento internazionale più incisive e riuscite del commissario tecnico Sébastien Desabre.Dopo anni di riflessioni e costanti corteggiamenti da parte della federazione congolese, il 22 agosto 2025 la FIFA ha approvato ufficialmente la sua richiesta di cambio di affiliazione sportiva, con il suo debutto assoluto con la maglia della Repubblica Democratica del Congo che è avvenuto il 5 settembre 2025, in una perentoria vittoria per quattro reti a uno contro il Sud Sudan valevole per le qualificazioni mondiali. Sotto il profilo strettamente tecnico, Aaron Wan-Bissaka è un terzino destro di spiccata propensione difensiva, dotato di un eccezionale passo atletico. La sua caratteristica distintiva risiede nell’ abilità nei duelli individuali e nella straordinaria pulizia ed efficacia negli interventi in scivolata. Il primo rincalzo per le fasce è l’affidabile ed esperto Gédéon Kalulu, fratello del difensore francese della Juventus Pierre, attualmente in forza all’Aris Limassol.

Il centrocampo si dispone a quattro ed è un reparto costruito per dominare atleticamente gli avversari e spezzare le trame di gioco altrui. Samuel Moutoussamy, dei greci dell’Atromitos, e Charles Pickel, dell’Espanyol, formano una diga davanti alla difesa, garantendo un apporto fondamentale in fase di interdizione e recupero palla. La loro intelligenza tattica permette alla squadra di mantenere le distanze corrette e di coprire gli spazi quando i terzini si spingono in avanti. A questi incontristi si affiancano giocatori dotati di maggiore visione di gioco come Edo Kayembe del Watford, fondamentale per trasformare rapidamente l’azione da difensiva in offensiva. Sulle fasce agiscono Mbuku del Montepellier, a destra e sulla corsia opposta il veloce Meschack Elia dell’Alanyaspor che costituiscono una spina nel fianco costante per le difese avversarie per la loro abilità nell’attaccare la profondità e di ribaltare repentinamente il fronte del gioco. Tra i ricambi ci sono Mukau del Lille e l’esperto Gaël Kakuta, attualmente al Larissa ma con una lunga esperienza europea che lo ha visto al Chelsea, al Fulham alla Lazio e al Siviglia. Nello spareggio con la Giamaica Desabre ha optato per una mediana a 4 a sostegno del trequartista Yoane Wissa, del Newcastle United, ma nel percorso delle qualificazioni il CT ha utilizzato spesso un 4-3-3 moderno, capace di mutare in un 4-2-3-1 a seconda della fase del match, inserendo il mediano Noah Sadiki, del Sunderland , al fianco di Moutoussamy e Pickel.

Il reparto offensivo è il vero fiore all’occhiello: il riferimento offensivo principale è Cédric Bakambu, del Betis Siviglia, vice-capitano e punto di riferimento offensivo che con 21 reti segnate, si trova a un solo gol dal record storico di Dieumerci Mbokani, confermandosi uno dei bomber più prolifici della storia del paese.  Dietro di lui Desabre ha a disposizione Simon Banza, potente e veloce attaccante dell’Al Jazira e Theo Bongonda dello Spartak Mosca.

In fase di possesso, la RD del Congo predilige uno sviluppo verticale. Gli esterni d’attacco, come Wissa o Elia, tendono ad accentrarsi per lasciare spazio alle discese dei terzini, mentre Bakambu agisce da riferimento centrale per ripulire i palloni sporchi e finalizzare.

Alla guida di questa rinascita, come detto, c’è Sébastien Desabre, tecnico 49enne francese originario di Valence. La sua parabola è singolare: pur non avendo mai giocato a calcio a livello professionistico, Desabre ha costruito una solida reputazione come uno dei tecnici più preparati del continente africano. Dopo esperienze significative con l’Uganda e vari club (tra cui il Wydad AC e il Chamois Niortais), ha preso in mano i “Leopardi” nell’agosto 2022.

Desabre ha ereditato una squadra sfiduciata e l’ha trasformata radicalmente, portandola prima alle semifinali della Coppa d’Africa 2023 e poi alla storica qualificazione mondiale. La sua forza risiede nella capacità di gestione psicologica del gruppo e in una meticolosa preparazione tattica, guadagnandosi la totale fiducia di una tifoseria che attendeva questo momento dal 1974.

La tattica di Desabre non disdegna il controllo del gioco, ma è nella transizione positiva che i Leopardi diventano letali, sfruttando la velocità dei propri interpreti offensivi. Rispetto alla “naïvety” tattica imputata alla nazionale del ’74, la squadra odierna mostra una disciplina ferrea e una maturità europea, frutto dell’alto numero di giocatori militanti nei principali campionati del Vecchio Continente.

Le aspettative per questa avventura mondiale sono elevate ma realistiche. Nessuno chiede alla Repubblica Democratica del Congo di arrivare in fondo alla competizione, ma l’obiettivo minimo è quello di ben figurare nella girone K, comprendente Colombia, Portogallo e Uzbekistan. Il Portogallo parte con i netti favori del pronostico per la conquista del primato, forte di un organico ricco di fuoriclasse e di una consolidata abitudine a gestire le pressioni nei grandi tornei internazionali. Il vero snodo cruciale per la selezione guidata dal commissario Desabre si concretizzerà nello scontro con la Colombia. La formazione sudamericana vanta una grande tradizione tecnica e un notevole dinamismo, ma la solida cerniera difensiva congolese ha le carte in regola per arginare le sortite offensive dei Cafeteros. L’obiettivo tattico sarà quello di assorbire l’urto per poi colpire in transizione, capitalizzando la velocità straripante in campo aperto di esterni offensivi come Meschack Elia e Yoane Wissa. L’incrocio contro l’Uzbekistan si configura invece come un appuntamento che la compagine africana dovrà obbligatoriamente capitalizzare con una vittoria per mettere in cassaforte i punti necessari all’avanzamento nel torneo.

Per concludere l’analisi: il Congo forgiato da Desabre sembra incarnare la tipica formazione strutturata per eccellere nei tornei brevi, poiché ha una retroguardia molto solida abbinata ad ali letali in ripartenza costituiscono la ricetta perfetta per sottrarre punti vitali a squadre sulla carta tecnicamente superiori come la Colombia, rendendo l’accesso ai sedicesimi un obiettivo assolutamente realistico. L’entusiasmo può fare il resto.

I CONVOCATI :

Portieri: Timothy Fayulu (Noah), Lionel Mpasi (Le Havre), Mike Epolo (Standard Liegi).

Difensori: Aaron Wan-Bissaka (West Ham), Gedeon Kalulu (AEL), Joris Kayembe (Genk), Arthur Masuaku (Lens), Steve Kapuadi ( Windzew), Rocky Bushiri (Hibernian), Axel Tuanzebe (Burnley), Chancel Mbemba (Lille), Dylan Batubinsika (Larissa).

Centrocampisti: Noah Sadiki (Sunderland), Samuel Moutoussamy (Atromitos), Edo Kayembe (WatfordCharles Pickel (Espanyol), Nathanael Mbuku (Montpellier), Brian Cipenga (Castellon), Theo Bongonda (Spartak), Gael Kakuta (Larissa).

Attaccanti: Meschack Elia (Alanyaspor), Fiston Mayele (Pyramids), Cédric Bakambu (Betis), Simon Banza (Al Jazira), Yoane Wissa (Newcastle).

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare. 

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