L’imminente Coppa del Mondo FIFA 2026 in Nord America si preannuncia come un palcoscenico storico per la nazionale di calcio della Nuova Zelanda. Sedici anni dopo l’indimenticabile spedizione sudafricana del 2010, conclusa da imbattuti in un girone che comprendeva gli Azzurri campioni in carica, gli All Whites si apprestano a riabbracciare il torneo più prestigioso al mondo. La nazionale oceanica è stata inserita nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Iran, i neozelandesi si presentano con la ferma intenzione di superare lo scoglio del primo turno, forti di una maturità tattica e di un bagaglio di esperienza internazionale nettamente superiore rispetto alle edizioni passate.
L’approdo alla rassegna iridata ha segnato uno spartiacque per la federazione oceanica. Per la prima volta nella storia del torneo, infatti, l’Oceania Football Confederation (OFC) ha beneficiato di uno slot di qualificazione diretta, sollevando la squadra vincitrice dal temibile spareggio intercontinentale. La Nuova Zelanda ha letteralmente dominato il proprio raggruppamento, chiudendo il Gruppo B a punteggio pieno con nove punti conquistati in tre partite contro Tahiti, Vanuatu e Samoa. La netta superiorità tecnica e fisica si è palesata anche nella fase a eliminazione diretta. Dopo aver superato agilmente le Figi in semifinale, i neozelandesi hanno archiviato la pratica della finale con un inequivocabile successo per tre reti a zero contro la Nuova Caledonia, in un match disputato all’Eden Park di Auckland nel marzo del 2025. Si è trattato di un percorso netto e senza sbavature, impreziosito dalle nove reti totali del capitano Chris Wood, che ha certificato il divario ormai incolmabile tra la nazionale neozelandese e le restanti formazioni del continente.
La guida tecnica della selezione è affidata a Darren Bazeley, figura centrale nello sviluppo del calcio giovanile neozelandese e artefice di un primato assoluto a livello globale. Scendendo in campo in questa edizione, l’allenatore di origini inglesi diventerà la prima persona nella storia della FIFA ad aver guidato una nazionale in tutte le massime competizioni internazionali maschili: il Mondiale Under-17, il Mondiale Under-20, il Torneo Olimpico (a Parigi 2024) e la Coppa del Mondo maggiore. Sotto la direzione di Bazeley, la squadra ha abbandonato l’atteggiamento esclusivamente speculativo e difensivo del passato per abbracciare una filosofia calcistica decisamente più coraggiosa. Il sistema di gioco si fonda su una rigorosa disciplina posizionale, tesa a mantenere il possesso del pallone senza rinunciare alla consueta intensità fisica tipica della tradizione anglosassone. Avendo allenato ben quattordici membri dell’attuale rosa fin dalle selezioni giovanili, il commissario tecnico ha plasmato un gruppo profondamente coeso, in cui ogni interprete conosce alla perfezione i movimenti richiesti, garantendo transizioni fluide e sicure.
La retroguardia rappresenta il tradizionale punto di forza della compagine, unendo prestanza atletica ed esperienza maturata nei principali campionati esteri. Tra i pali le gerarchie vedono una solida alternanza tra il veterano Max Crocombe, estremo difensore in forza al Millwall nel campionato inglese, e il giovane talento emergente Alex Paulsen, nel Lechia Danzica in Polonia. E’ molto probabile che questa alternanza verrà risolta a favore di Crocombe, dall’alto delle sua maggiore esperienza maturata con le 22 presenze con gli All Whites
Il pacchetto arretrato si distingue per la presenza di calciatori abituati ai ritmi europei. Spicca senza dubbio il nome di Liberato Cacace, esterno mancino di spinta tesserato per il Wrexham, visto anche in Italia con la maglia dell’Empoli, fondamentale per garantire ampiezza e sovrapposizioni sulla corsia di competenza oltre che ad aiutare le punte con i suoi pericolosi traversoni. Al centro della difesa viene privilegiata l’esperienza: con il veterano Tommy Smith, dell’Auckland City, giunto alla sua seconda partecipazione a un Mondiale a sedici anni di distanza dal debutto, che si abbina perfettamente all’affidabilità di Michael Boxall, colonna dei Minnesota United in Major League Soccer, o all’esplosività del giovane Tyler Bindon del Nottingham Forest.
La linea mediana costituisce il vero motore della squadra, caratterizzata da un eccellente equilibrio tra dinamismo e tecnica individuale. In questa porzione di campo Bazeley fa totale affidamento sul ventiquattrenne Marko Stamenić: parliamo di uno degli elementi più interessanti della selezione, un centrocampista strutturato ed elegante dello Swansea City, capace di dettare i tempi della manovra e allo stesso tempo schermare la difesa. Al suo fianco agisce Joe Bell, del Viking in Norvegia, che garantisce intelligenza tattica e interdizione, mentre la creatività offensiva è affidata alle incursioni di Sarpreet Singh del Wellington Phoenix, ma con un passato al Bayern Monaco II e al Norimberga, e al talento di Ben Old, in forza ai francesi del Saint-Étienne. Altrettanto rilevante è l’apporto del fantasista Matt Garbett del Peterborough United, che qualcuno ricorderà con la maglia del Torino, e del veterano Ryan Thomas, ex PSV Eindhoven attualmente al PEC Zwolle.
Come visto la quasi totalità dei centrocampisti ha avuto, nel caso di Singh, o ha esperienza nel calcio europeo, a differenza delle selezioni del 1982 e del 2010 dove solo pochi uomini potevano contare su questo punto di forza. La loro abitudine ai ritmi intensi del calcio europeo permetterà al commissario tecnico Bazeley di mantenere alta la pressione sui portatori di palla avversari e di ribaltare velocemente l’azione, un piano tattico più vicino, insomma, agli standard europei e molto distante dal calcio passivo che ha caratterizzato gli All Whites del 1982 e del 2010.
Il reparto offensivo poggia inesorabilmente sulle spalle del fuoriclasse indiscusso dell’intera rosa: Chris Wood. L’attaccante in forza al Nottingham Forest in Premier League non è soltanto il capitano e il miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale, ma rappresenta il vero e proprio fulcro attorno al quale ruota l’intera manovra avanzata. Reduce da stagioni di altissimo livello nel massimo campionato inglese, che lo ha visto protagonista anche con il primo Newcastle del fondo PIF, Wood è un centravanti di peso formidabile nel gioco aereo, abilissimo nel difendere il pallone per permettere alla squadra di alzare il baricentro e letale negli ultimi sedici metri.
Assieme a Tommy Smith, è l’unico membro del gruppo a poter vantare una precedente esperienza in Coppa del Mondo, avendo esordito da giovanissimo nell’edizione del 2010. Ad assistere il proprio capitano vi è una folta batteria di esterni e seconde punte veloci, il cui compito è sfruttare gli spazi creati dai movimenti del centravanti. L’esperto Kosta Barbarouses del Western Sydney Wanderers porta in dote imprevedibilità sulle fasce, mentre Callum McCowatt, impegnato nel campionato danese con il Silkeborg, ed Eli Just del Motherwell, in Scozia, garantiscono freschezza atletica e una costante propensione ad attaccare la profondità. Una variante tattica, allo schema Wood più due esterni, è costituita da Ben Waine, dinamico attaccante del Port Vale nella League One inglese. Giocatore estremamente duttile, mobile e dotato di senso della posizione, Waine rappresenta un’arma tattica fondamentale per attaccare la profondità; la sua presenza permette a Bazeley di avere una solida spalla per sfruttare il lavoro fisico di Wood, muovendosi da centravanti di manovra puro. Si tratta di un reparto offensivo estremamente pragmatico, studiato su misura per capitalizzare le verticalizzazioni improvvise e l’imponente fisicità sui calci piazzati, armi con le quali la formazione oceanica tenterà di scardinare le difese avversarie nel corso del torneo.
Per quanto concerne la disposizione in campo, Bazeley ha costruito un sistema di gioco basato sulla solidità e sul coraggio offensivo. La probabile formazione titolare vede Crocombe a difesa della porta, protetto da una linea difensiva aquattro che schiera Tim Payne a destra e Cacace a sinistra, con Boxall e Bindon (o l’esperto Smith) a formare la cerniera centrale. A centrocampo, l’asse formato da Stamenić e Bell funge da scudo e prima linea di impostazione, supportato dal dinamismo offensivo di Garbett. Nel tridente offensivo, il capitano Wood agisce da riferimento inamovibile al centro dell’attacco, supportato ai fianchi dalla mobilità di Waine e dalla tecnica di Just o Singh, pronti a convergere e sfruttare gli spazi aperti dal centravanti.
La Nuova Zelanda si presenta al Mondiale nordamericano non come semplice comparsa, ma con la forte ambizione di rivelarsi una delle storie inaspettate del torneo. L’obiettivo dichiarato, supportato dalla qualità dei giocatori impiegati nei campionati europei, è per lo meno ripetere il cammino sorprendente del 2010. Le amichevoli premondiali, disputate finora, hanno visto gli All Whites perdere ben 7 gare, pareggiarne 1 e vincerne 2. Non proprio un cammino rassicurante. Tuttavia, sebbene contro una corazzata come il Belgio il divario appaia molto ampio, le sfide contro Egitto e Iran si preannunciano più equilibrate sul piano tattico e mentale. Il pronostico più razionale vede gli oceanici lottare punto a punto per garantirsi il passaggio del turno, ma rimanere fermi ancora al primo turno. Fondamentale sarà, per sovvertire quanto detto, confermare l’ermeticità difensiva mostrata nel proprio continente e l’intesa offensiva tra Wood e Waine, perché poi in un torneo particolare come il Mondiale, la fisicità del centrocampo potrebbe sorprendere le proprie avversarie come accadde in Sudafrica. Insomma l’approdo alla fase a eliminazione diretta rappresa un traguardo formidabile, ma mai tanto alla portata degli All Whites come adesso.
I CONVOCATI:
Portieri: Max Crocombe (Millwall), Alex Paulsen (Lechia Danzica), Michael Woud (Auckland FC)
Difensori: Tyler Bindon (Sheffield United), Michael Boxall (Minnesota United), Liberato Cacace (Wrexham AF) Francis de Vries (Auckland FC), Callan Elliot (Auckland FC), Tim Payne (Wellington Phoenix), Nando Pijnaker (Auckland FC), Tommy Smith (Braintree Town), Finn Surman (Portland Timbers)
Centrocampisti: Lachlan Bayliss (Newcastle Jets), Joe Bell (Viking FK), Alex Rufer (Wellington Phoenix), Marko Stamenic (Swansea City), Ryan Thomas (PEC Zwolle)
Attaccanti: Kosta Barbarouses (Western Sydney Wanderers), Matthew Garbett (Peterborough United), Elijah Just (Motherwell FC), Callum McCowatt (Silkeborg IF), Ben Old (Saint-Étienne), Jesse Randall (Auckland FC), Sarpreet Singh (Phoenix), Ben Waine (Port Vale), Chris Wood (Nottingham Forest)

BIO: Stefano Terranova, nato a Policoro (Mt) 37 anni, insegnante di Storia e Storia dell’Arte. Seguo il calcio per passione, convinto che dietro un pallone che rotola c’è sempre una storia interessante da raccontare, dietro un gesto tecnico un pò si sprezzatura da ammirare.










