I conflitti tra l’Iran, gli Stati Uniti e Israele hanno messo seriamente in forse la partecipazione al Mondiale 2026 e Amir Ghalenoei, il commissario tecnico, con il suo staff hanno dovuto lavorare duramente per ridurre al minimo le preoccupazioni ed i relativi disagi a partire dal fatto che tutte le partite saranno giocate proprio negli Stati Uniti.
L’Iran è stata una delle prime squadre a qualificarsi per i Mondiali del 2026 con un percorso relativamente agevole rispetto alle precedenti edizioni. I leoni di Persia non sono mai riusciti a passare il primo turno: eliminata nel 1978, nel 1998, 2006, 2014, 2018 e 2022. Tuttavia, preparare la squadra per la competizione è stato tutt’altro che semplice per i ben noti motivi.
Interessante l’annotazione emersa nelle due amichevoli disputate a marzo contro Nigeria e Costa Rica. L’Iran ha dimostrato una certa flessibilità nell’attuare piani tattici diversi in base agli avversari affrontati, Nella prima partita contro la Nigeria, la squadra si è schierata con un modulo 1-3-6-1 – un assetto che Ghalenoei ha definito il “piano B difensivo”, probabilmente pensato per l’incontro del girone contro la squadra più forte, il Belgio. Nella seconda partita, contro la Costa Rica, Ghalenoei ha optato per un 1-4-4-2, a dimostrazione della sua intenzione di cambiare strategia a seconda del contendente. Il modulo principale rimane l’1-4-2-3-1, utilizzato dall’Iran nella maggior parte delle partite del girone di qualificazione che comprendeva Uzbekistan, Emirati Arabi, Qatar, Kirghizistan e Corea del Nord.
Il COMMISSARIO TECNICO
Amir Ghalenoei, ex centrocampista che ha giocato principalmente per l’Esteghlal, una delle due squadre più importanti di Teheran, giocatore faro dalla personalità debordante, sopranominato “Il Generale”. Il momento più memorabile della sua carriera da giocatore fu una rissa durante il derby di Teheran che gli costò una squalifica di sei mesi. Come allenatore, Ghalenoei è diventato uno dei tecnici più titolati in Iran, sebbene il suo carattere aggressivo gli abbia impedito di raggiungere traguardi migliori. Questo del mondiale 2026 è il suo secondo mandato alla guida della nazionale iraniana. Assunse l’incarico dopo i Mondiali del 2006 ma fu esonerato in seguito all’eliminazione dalla Coppa d’Asia AFC del 2007, un episodio che ricorda ancora con amarezza. Uomo volitivo, capace di infondere grinta e fiducia ai suoi giocatori.
GIOCATORI CHIAVE
Mehdi Taremi non è mai stato amatissimo dai tifosi in patria, ma non c’è dubbio che, se l’Iran vuole ottenere un risultato significativo ai Mondiali, le sue speranze dipenderanno dalle prestazioni di un giocatore che ha dimostrato costanza di rendimento con Porto, Inter e Olympiakos. Dopo aver militato per diversi anni ai massimi livelli in Europa, Taremi ha maturato fiducia e autorevolezza, al punto da influenzare anche le decisioni interne della squadra. Attaccante instancabile e generoso che contribuisce anche alla fase difensiva con preziosi ripiegamenti. Capace di giocare sia come unico riferimento in attacco, sia come ispiratore con un secondo attaccante al proprio fianco.
In Iran tutti si aspettavano che Mehdi Ghayedi diventasse una grande stella, ma le controversie e le distrazioni extra-campo sembrano averlo distolto dal raggiungere il picco delle sue innegabili potenzialità tecniche. Adesso, a 27 anni, dovrebbe essere nel pieno della sua carriera. L’ala dell’Al-Nasr (Emirati Arabi Uniti) potrebbe, infatti, diventare importantissimo nello scacchiere offensivo dell’Iran con i suoi dribbling e la sua imprevedibilità. Dal suo debutto quasi dieci anni fa, Saman Ghoddos è stato un membro affidabile e costante della nazionale iraniana. Tuttavia, non avendo mai giocato in un club iraniano, non ha beneficiato del tradizionale supporto dei tifosi e, di conseguenza, ha ricevuto meno attenzione mediatica nonostante i quasi dieci anni di nazionale. Ex giocatore del Brentford adesso all’Ittihad, può giocare sia da trequartista che da attaccante.
LA ROSA DELL’IRAN:
La rosa dell’Iran (Tim Melli come viene chiamata nel paese o i Leoni di Persia nel sud ovest asiatico ), tra le più anziane del torneo con 30,4 anni, non è esattamente stata costruita per avere un atteggiamento da squadra dominante che ami il possesso della palla per tutti i 90 minuti, ma incentrata in primo luogo sul senso del sacrificio, compattezza e ricerca della profondità in fase di costruzione, qualità che sopperiscono a quelle che sono le mancanze di creatività, estro e mera tecnica calcistica.
Alcuni giocatori possono essere certi del loro posto nella formazione titolare, a prescindere dal modulo. Alireza Beiranvand sarà il portiere titolare dell’Iran per il terzo Mondiale consecutivo. Shojae Khalilzadeh è l’unico difensore centrale con un posto da titolare garantito, mentre Saeid Ezatolahi, se in piena forma, è il numero 6 indiscusso a centrocampo che garantisce equilibrio e filtro davanti alla difesa.
In attacco, sia che giochi con una o con due punte, Mehdi Taremi – con la fascia da capitano al braccio – guiderà il reparto offensivo. Da sottolineare l’esclusione dell’ altro attaccante, Sardar Azmoun (ex Roma) per una foto postata sui social con il sovrano degli Emirati Arabi Uniti, che ha sostenuto Stati Uniti e Israele durante la guerra. Certi della titolarità anche Saman Ghoddos, abile nel dettare i tempi e nel creare superiorità numerica.
Gli esterni Alireza Jahanbakhsh e Mohammad Mohebi assicureranno ampiezza e ripartenze veloci. Ramin Rezaeian, terzino destro di spinta, in possesso di un’ottima propensione offensiva e cross molto precisi, sarà fondamentale per lo sviluppo della manovra sulle corsie esterne. Ehsan Hajsafi difensore/centrocampista assume il ruolo di veterano e leader carismatico dello spogliatoio. Giocatore estremamente versatile, in grado di agire sia come terzino sinistro, con attitudine difensiva ,che come mediano di rottura. Giovane interessante il difensore centrale ventiduenne Danial Eiri.
I CONVOCATI
Portieri:
Beiranvand (Tractor), Hosseini (Sepahan), Niazmand (Persepolis)
Difensori:
Eiri (Malavan), Hajsafi (Sepahan), Hardani (Esteghlal), Kanaani (Persepolis), Khalilzadeh (Tractor), Mohammadi (Persepolis), Noorafkan (Foolad), Rezaeian (Foolad)
Centrocampisti:
Cheshmi (Esteghlal), Ezatolahi (Shabab Al-Ahli), Ghaedi (Al-Nassr), Ghoddos (Kalba), Ghorbani (Al-Wahda), Jahanbakhsh (Dender), Mohebi (Rostov), Razzaghinia (Esteghlal), Torabi (Tractor), Yousefi (Sepahan)
Attaccanti:
Alipour (Persepolis), Dargahi (Standard Liege), Hosseinzadeh (Tractor), Moghanlou (Kalba), Taremi (Olympiacos)
LE PARTITE
Giornata 1: Iran-Nuova Zelanda, martedì 16 giugno (ore 3), Los Angeles Stadium
Giornata 2: Iran-Belgio, domenica 21 giugno (ore 21), Los Angeles Stadium
Giornata 3: Iran-Egitto, sabato 27 giugno (ore 5), Seattle Stadium

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










