Con il cuore gonfio di gioia e la gola stretta dall’emozione il popolo rossonero guardando verso la tribuna vedeva velarsi i propri occhi di immensa commozione.Perchè per chi tifa questi meravigliosi colori oggi non poteva essere una giornata come le altre, si vero c’era in palio la vetta della classifica e il consolidamento di un percorso di crescita tecnica importante; oggi a San Siro per “NOI” c’era molto di più: c’era il ritorno dopo mesi difficili, affrontati con quel coraggio e quella discrezione da sempre sue caratteristiche primarie, che lo hanno reso un uomo meraviglioso prima ancora che immenso campione. Oggi sugli spalti di San Siro tornava la storia del Milan, oggi tornava Franco Baresi.
La spettacolare rimonta di Torino ha certificato quello che è sembrato uno dei tratti principali della nostra squadra in questa stagione, il carattere e la voglia feroce di ribaltare un match che sembrava segnato. La partita di oggi, tutt’altro che semplice visti i precedenti, era un crocevia importante per la nostra stagione prima della sosta per la Supercoppa italiana.
I neroverdi pur senza Berardi il loro uomo migliore contro la Fiorentina avevano fornito una grande prestazione, mostrando un’ottima organizzazione di gioco ed individualità interessanti (Konè, Laurentiè, Volpato), confermando l’ottimo lavoro svolto fin qua da Fabio Grosso (oggi squalificato). Il Milan nel Lunch Time Match schierava la coppia d’attacco che tanto bene ha fatto nel secondo tempo di Torino, Pulisic-Nkunku, vista anche la perdurante assenza di Gimenez e il problema muscolare a Rafa Leao. Confermata la difesa con Tomori, Gabbia e Pavlovic, il centrocampo vedeva l’inserimento dal primo minuto dei muscoli di Loftus Cheek con Rabiot e Modric, sugli esterni Saelemaekers e l’ormai titolarissimo Bartesaghi. Occorreva, come detto, attenzione e grande determinazione cercando di non commettere l’errore di considerare il Sassuolo una squadra cosiddetta “piccola”. Fondamentale la fluidità del nostro palleggio, ma soprattutto l’attenzione nella fase difensiva per le micidiali ripartenze emiliane.
PRIMO TEMPO
Il match parte con i rossoneri che occupano la metà campo emiliana con un buon palleggio, i nostri due attaccanti (specialmente Pulisic) spesso arretrano a turno per cercare di creare gioco, il Sassuolo chiuso e compatto si avvale della fisicità della sua mediana con Matic in versione playmaker con Fadera e Thorstvedt, dinamici e pronti a ribaltare il gioco. Al 13° minuto, Rabiot nella nostra trequarti perde palla per l’aggressione di Matic, triangolo veloce, Pinamonti e Kone che, con un morbido pallonetto, batte Maignan dopo aver preso d’infilata la nostra difesa rimasta presochè immobile.
Subiamo il colpo diventando lenti e prevedibili, il nostro centrocampo cerca l’imbucata ma c’è poco movimento, sbagliamo molto. La sensazione purtroppo è la solita, malgrado qualche bella discesa in fascia e relativo cross di Alexis e Bartesaghi, l’area avversaria rimane desolatamente deserta. A difesa schierata continuiamo a fare fatica, con i nostri avversari bravi a fare densità inibendo sul nascere le nostre iniziative. Il 65% e più di possesso palla è frutto di una supremazia sterile, serve un episodio. E l’episodio arriva puntuale al 34° minuto con la faccia più fresca e bella, quella di Bartesaghi che si fa trovare puntuale sul cross di Loftus Cheek e batte Muric con un interno piede,preciso, in diagonale. Il Milan cresce, senza riuscire a prendere definitivamente in mano l’incontro, anche per la bravura degli emiliani ottimi nello schermare le nostre trame.
SECONDO TEMPO
La ripresa parte nel migliore dei modi, ancora Davide Bartesaghi che, al 47° minuto, con un perfetto inserimento in area avversaria, (mi ha ricordato Gareth Bale), imbeccato da Nkunku, batte ancora Muric sul primo palo 2-1. La partita sembra andare in discesa, ci muoviamo più sciolti, il Sassuolo non fa paura se non con un tiro di Thorstvedt parato da Maignan. Ora i rossoneri sembrano poter chiudere il match, due reti vengono annullate ai rossoneri. La prima con Pulisic, che è bravo a ribattere in rete una deviazione di Muric , ma l’arbitro Crezzini annulla per un fallo inesistente su colpo di testa di Loftus Cheek, reo di appoggiarsi sul difensore, la seconda per un fuorigioco di Rabiot.
La partita cambia, Laurentiè da poco subentrato, dà brio e pericolosità all’attacco del Sassuolo spingendo sulla destra della nostra difesa. Arretriamo pericolosamente negli ultimi venti metri sparacchiando palloni in avanti dove, evidentemente, non abbiano nessuno. Al 73° minuto Allegri cambia Pulisic per Ricci e sposta Loftus in avanti con Nkunku, una mossa quantomeno inaspettata. Le brutte sensazioni si materializzano al 77°minuto con il pareggio del Sassuolo: Laurientiè è bravo a chiudere un triangolo con Pinamonti, un gol che sembra la fotocopia del primo, con la nostra difesa poco reattiva. Gli ultimi minuti sono la conferma di quanto visto prima, un Milan confusionario e senza più un filo conduttore nel proprio gioco. Nel finale nervoso, complice un arbitraggio apparso molto insicuro, rischiamo la sconfitta, prima con un palo di Laurientè e poco dopo con un intervento dubbio di Pavlovic su Cheddira. Per il Milan solo una deviazione di Nkunku che esce di poco fuori.
Finisce così con un pareggio una partita che, come detto anticipatamente, era tutt’altro che semplice per la qualità del Sassuolo. Preoccupa nella sua interezza la fase difensiva, apparsa nelle ultime gare più disattenta e meno compatta, lo testimoniano i numerosi gol subiti, spesso per una disposizione alquanto approssimativa e molta superficialità. Non è il caso di fare drammi ma è giusto prendere coscienza dell’attuale momento, occorre ritrovare compattezza di squadra nella fase difensiva, qualità che ci ha consentito di portare a termine i match una volta passati in vantaggio e che sono il marchio di fabbrica del nostro allenatore .
FORZA MILAN!!!
MILAN-SASSUOLO 2-2
Marcatori: 13’ Kone, 34’ e 47’ Bartesaghi, 77’ Laurienté.
LE FORMAZIONI
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia (dal 60’ De Winter), Pavlović; Saelemaekers (dal 90’ Athekame), Loftus-Cheek, Modrić, Rabiot, Bartesaghi (dal 90’ Estupinan); Nkunku, Pulisic (dal 73’ Ricci). A disp.: Pittarella, Terracciano, Odogu; Jashari. All.: Allegri.
SASSUOLO (1-4-3-3): Murić; Walukiewicz, Idzes, Muhamerović, Candé (dal 59’ Doig); Thorstvedt, Matić, Koné; Volpato (dal 86’ Cheddira), Pinamonti (dal 86’ Moro), Fadera (dal 59’ Lauriente). A disp.: Satalino, Zacchi; Coulibaly, Odenthal; Iannoni, Lipani, Vranckx, Pierini. All.: Longo (Grosso squalificato).
Arbitro: Crezzini di Siena.
Ammoniti: 23’ Fadera, 23’ Loftus-Cheek, 66’ Thorstvedt
Recupero: 3’ 1T, 6’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .











5 risposte
Ciao Stefano, grazie per il tuo sempre preciso commento alla partita.
Per noi vecchi cuori rossoneri rivedere sugli spalti Franco Baresi, IL CAPITANO, è stato emozionante: pur provato da una malattia e un’operazione importante non ha voluto mancare a questo appuntamento. Grazie CAPITANO, 6 e rimarrai “6 per sempre” un grande campione e un grandissimo uomo.
Devo ammettere che è stata una partita strana, mi sembrava a tratti di rivedere il primo tempo contro il Torino: oltre a stoppare le nostre due ali Bartesaghi e Saelemaekers (scusa, ma a me il termine “braccetto” non mi vuole piacere…) in più questa volta riuscivano a schermare bene anche Pulisic, che ha trovato molta difficoltà nonostante svariasse molto da destra a sinistra. Nkunku servito poco e male ha fatto quello che ha potuto, Ruben si è mosso bene, Rabiot e Modrić risentono dell’assenza di Fofana, inutile negarlo. Secondo tempo meglio nei primi 20 minuti, poi… buio! Con l’ingresso di Ricci abbiamo abbassato il baricentro inspiegabilmente, togliendo pressione a un Sassuolo a volte pericoloso, ma dopo aver tenuto Napoli, inter e Roma non mi ponevo problemi: purtroppo l’uscita di Gabbia ha influito molto, troppo direi, e dobbiamo ringraziare il palo se non mettiamo a referto un’altra sconfitta.
Nota assolutamente negativa sull’arbitraggio non all’altezza di una squadra prima in classifica: qualcuno dalla società dovrebbe iniziare a farsi sentire, perché il 3-1 annullato a Pulisic griderà vendetta per mesi.
Mi sono lasciato spazio alla fine di questo mio commento per un ragazzo che la prossima settimana compirà venti anni, un ragazzo da 13 anni al Milan, cresciuto fino ad arrivare in prima squadra. Un ragazzo che Filippo Galli conosce bene e che oggi ha dato dimostrazione della sua forza, che ci ha fatto tornare in mente un altro cuore rossonero, anche lui cresciuto nel Milan, e che ha il Milan anagrammato nel cognome: Paolo Maldini. È stato emozionante pensarlo come suo erede naturale, con quella compostezza e quell’autorità che aveva Paolo, oggi gli hanno permesso di segnare una doppietta davanti al pubblico amico, e che mi ha fatto urlare, sorridendo “ma Theo chi?” Grazie Davide, oggi hai reso felice un boomer quasi sessantatreenne…
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Grazie Mille Luigi e Forza Milan
Buonasera Stefano, sempre preciso nei commenti.
Io vedo il bicchiere completamente vuoto e ribadisco quanto detto pochi giorni fa dopo le prestazioni con Lazio e Torino.
È vero che pochi giorni fa commentavo un articolo dove sostenevo che nonostante i punti persi, eravamo con le “elette” e le “ingiocabili”, ma così….
Ancora una volta il Milan ha mostrato grandi limiti che il buon (ottimo direi) Allegri cerca di mascherare.
Limiti di una società miope, che pensa soltanto al profitto, ma poco si interessa dell’aspetto sportivo.
Certamente poi ci sarebbe da chiedersi come mai tra Sassuolo, Cremonese, Pisa e Parma si fanno 3 punti su 12: usare il termine vergogna è riduttivo.
Eppure a San Siro ci sono sempre 75000 persone che spingono la squadra.
Così mi viene da dire che seppur difficile non avere il centravanti in queste partite, è pur vero che da queste squadrette (perché alla fine di squadrette si parla) abbiamo preso otto gol.
Semplicemente non ci sono scuse: approccio da non professionisti.
Concludo con la gioia di aver sentito che il carissimo Franco Baresi è tornato a vedere il Milan.
Franco Baresi per tanti della mia generazione ha rappresentato un esempio in tutto: la fedeltà avuta nei confronti del Milan ed il rispetto per tutti noi sportivi è stato esemplare.
Non lo ho mai visto mollare anche in partite a risultato acquisito come l’ 1a6 con la Juventus: è stato l’unico a correre sino al fischio finale.
Sarebbe bello che tutti capissero l’importanza di non mollare mai, proprio come il NOSTRO CARISSIMO FRANCO BARESI.
Ciao Gianpaolo purtroppo abbiamo buttato via una grossa occasione. Voglio anche dire una cosa , che faccio raramente perché essen un autocritico tendo sempre a non cercare alibi , d cioè che se veniva concesso il gol regolare di Pulisic …………..un abbraccio
Gran bel pezzo, Stefano!
Oramai è una costante di questa squadra quella di non essere grande con le piccole, anche se il Sassuolo non rientra nella categoria di tali squadre. Peccato, perché avevamo la possibilità di andare in testa solitaria ed ora siamo secondi a un punto dall’Inter. Sappiamo qual è il nostro obiettivo ma peccato per tutti questi punti che sono troppi. Bartesaghi sugli scudi, assolutamente. Come te, mi ha ricordato il Bale (con le dovute proporzioni). Mi ha messo la pelle d’oca quando ha segnato il pareggio e a memoria ricordo solo poche circostanze nelle quali un gol mi abbia provocato un’emozione così forte. Il reparto difensivo è sotto accusa: cinque gol in tre partite, compresa Coppa Italia, sono troppi. Sul secondo gol eravamo schierati, eppure siamo riusciti a farci imbucare (ma che azione ha fatto il Sassuolo però!)
Ho dubbi sul gol annullato a Pulisic: sinceramente non ho capito il perché di tale decisione. Non mi è piaciuta la prova di Saelemaekers oggi che, se non sbaglio, ha avviato con un suo errore l’azione che ha portato il Sassuolo al pareggio. A questo punto dalla società bisogna aspettarsi dei ritocchi. In attacco serve qualcuno che la metta dentro, è fondamentale per i motivi tattici che conosciamo. Prenderei anche uno per reparto perché la coperta talvolta sembra corta. Cosa aspettarsi dalla Supercoppa? Io sono sempre per l’idea che vincere aiuta a vincere e che un trofeo aggiunto in bacheca è sempre importante. Non sarà facile ma affrontare il Napoli lontano dal Maradona in questo momento può essere un vantaggio.
Forza Milan ♥️🖤
Vincenzo