I BAMBINI DEGLI ANNI 80 E 90: PENSANDO A FRANCO BARESI, HOMBRE VERTICAL

“Scegliete amici, amanti e amori che siano ali forti con cui spiccare il volo,

che vi aiutino a nascere, pure quando nascere fa male,

per scoprire chi siete davvero, per rendervi persone migliori.

Scegliete chi vi rimprovera per troppo affetto, invece di chi vi consola per convenienza.

Chi vi affronta a muso duro, vi urla addosso e alla fine resta.

Scegliete chi non vi incatena all’immobilità del suolo.

Chi non fa promesse e poi le mantiene.

Chi tradisce le aspettative, perché non c’è altro modo di onorare la vita,

nella sua magnifica imperfezione.

Chi vi cambia gli occhi, o ve li restituisce per la prima volta,

mostrandovi un modo diverso di guardare.

 Scegliete chi vi spinge a lottare, a combattere, a crescere, a sperimentare.

 Chi inventa ogni giorno colori nuovi perché nulla ci fa più coraggiosi

come la capacità di rompere gli schemi e sovvertire l’ovvio.

Scegliete chi vi fa paura.

E poi, scegliete chi vi fa venire voglia di vincere quella paura”.

(Antonia Storace, da “Donne al quadrato”, 2015)

Un sintetico Settembre 2026 ci ha privato di un intero giorno, il trentunesimo, per ricordare Franco Baresi, campione di gioco e di umanità a due mesi da quella calda giornata di luglio intrisa di nostalgia e rimpianto. Rispettando il suo stile, provo a liberare solo alcune parole con cura e parsimonia per un meme collettivo della sua copiosa eredità. Mentre vaghiamo sospesi nell’incertezza fragile della Nations League, nel tempo sospeso tra oggi e Francia- Italia delle 20,45, Franco Baresi ci ricorda ancora una volta quanto il calcio abbia segnato la storia e la FIERA MEMORIA di tanti di noi.

Ci fa riflettere sul fatto di quanto siano stati fortunati quelli che sono stati bambini negli anni 80-90 che hanno avuto l’opportunità di imparare calcio ammirando il suo stile. Una buona sorte che è stata tristemente negata alle ultime generazioni di italiani che non sanno legare lo scorrere del tempo ai grandi eventi di quel calcio che ha potuto vedere in campo questo grande protagonista e molti campioni di un tempo ormai eccezionale, irripetibile.

Peccato non veniale, dal punto di vista educativo, aspetto che viene in qualche modo ignorato o sorvolato da una società imbarazzante che ancora tollera l’approssimazione gestionale di una federazione che  valuta meno l’atto del SAPER FARE rispetto al permesso formale di poterlo fare e si perde in corsi, corsetti, attestazioni spesso vuoti di significato una “sorta di università obbligatoria e autoreferenziale: un’istituzione che valida se stessa, che emette titoli non riconosciuti da nessun altro ente sovrano, eppure detiene il monopolio assoluto del diritto al lavoro sul campo una “scienza sacra” della gestione, un patentino che serve a dare una parvenza di ordine geometrico e meritocratico a un ambiente che, nei fatti, si muove secondo logiche di cooptazione e relazioni politiche.” (Speranza Ruggero)

“Siamo acrobati. Come in paesaggi gommosi, come in quei castelli gonfiabili in cui giocano i bambini, dove ogni passo modifica l’intero ambiente. Siamo acrobati se facciamo il nostro passo nel paesaggio gommoso, modificando consapevolmente l’aspetto del castello gonfiabile. E siamo soprattutto acrobati quando veniamo sorpresi da un passo inatteso. Nel castello gonfiabile, in eterno salto per non cadere.”

1. LEZIONI DA NON PERDERE de l’HOMBRE VERTICAL

Franco Baresi è stato un calciatore laconico capace però di PRESTAZIONI CLUTCH. Sempre pronto cioè a DARE IL MEGLIO DI SÉ NEI MOMENTI CHE PIÙ CONTAVANO, come quando ”usciva con nonchalance, tranquillo, palla al piede e testa alta da un’area di rigore che era peggio di certi bar di Caracas in cui si rischiava davvero l’incolumità, guardando verso il compagno meglio piazzato per servirlo” (Stefano Bizzotto). Sebbene questa ABILITÀ si potrebbe ragionevolmente considerare parte del talento naturale di un giocatore, secondo diversi studi di settore il SAPER ESPRIMERE PRESTAZIONI SUPERIORI PROPRIO NEI MOMENTI CRITICI DEL MATCH potrebbe essere qualità sviluppata e allenata (Da Otten in poi). Come anche le abilità a lui appartenute e che continuo ad elencare in quanto ghiotto patrimonio comune.

2. CONCENTRAZIONE E ATTENZIONE FOCALIZZATA SUL COMPITO A memoria ricordiamo tutti lo sguardo concentrato e contemporaneamente infinitamente lontano di questo giocatore, sempre focalizzato sull’esecuzione piuttosto che sulle potenziali conseguenze del successo o del fallimento dell’azione intrapresa.

3. Affrontare al meglio le prestazioni decisive non solo migliora i risultati immediati, ma può anche accrescere la FIDUCIA E LA RESILIENZA A LUNGO TERMINE. I giocatori che, come Baresi, ottengono ripetutamente successo sotto pressione ,sviluppano maggiore AUTOEFFICACIA (Swann et al., 2017). Una FORTE FIDUCIA NELLE PROPRIE CAPACITÀ e un SENSO DI PADRONANZA contribuiscono di conseguenza a ridurre l’ansia da prestazione che, come ci insegna l’amico Stefano Tavoletti ormai nell’Atletica Leggera, rappresentano caratteristiche tanto inibenti quanto stimolanti se gestite con perizia. Tali da rendere più propensi gli atleti ad affrontare le sfide successive con una mentalità altra.

4. Franco Baresi, affidandosi a MOVIMENTI BEN COLLAUDATI e di CONSAPEVOLE MAESTRIA minimizzava la necessità di controllo cosciente sull’azione, infondendo in sé e in tutti una sorta di INVINCIBILE SICUREZZA. Strumento spesso sottovalutato ma in realtà potente per migliorare le prestazioni ed ANNULLARE L’ANSIOGENO RUMORE MENTALE che potrebbe insinuarsi e compromettere le prestazioni in campo.

5. Questo capitano bandiera del Milan dotato di indubbia LEADERSHIP ha mostrato a tutti di saper guidare i propri compagni con i FATTI, la LEALTÀ e lo SPIRITO DI SACRIFICIO, insegnando a LOTTARE FINO ALL’ULTIMO RESPIRO, con ostinazione e abnegazione, mostrando a questo mondo in cui spesso gli sbruffoni provano ad avere la meglio con arroganza e cialtroneria, quanto i giocatori sappiano PRENDERE DECISIONI IN POCO TEMPO E IN POCO SPAZIO QUANDO LA POSTA IN GIOCO È ALTA E L’AMBIENTE IMPREVEDIBILE. Dando più importanza ad una COMUNICAZIONE EFFICACE che ad inflazione di parole, ha rivelato perché alcuni reparti funzionano mentre altri si disgregano anche quando i livelli di talento sembrano apparentemente uguali. Questo leader reale ha insegnato a tutti, non solo ai bambini degli anni 80 e 90, quanto sia più importante sempre e ovunque essere AUTENTICI, guadagnando involontariamente, con le lacrime di Pasadena l’amore e la stima di tutti. Perché in realtà diciamocelo, nessuno ama avere vicino genitori insegnanti giocatori alunni figli PERFETTI. MA AUTENTICI SI. E anche questi aspetti incarnati si potrebbero insegnare ai bambini, ragazzi e giovani delle scuole calcio, sempre che gli adulti delle stesse scuole calcio si sentano pronti e capaci di dare per primi l’esempio.

6. Una ulteriore eredità essenzialmente educativa e implicita di questo numero 6-PER-SEMPRE consiste nell’aver dimostrato sul campo il POTERE DELLA COMPLEMENTARITÀ. Che le migliori PARTNERSHIP si costruiscono su PUNTI DI FORZA CONTRASTANTI. Accadeva che se gli altri giocatori del reparto portavano energia, lui portava stabilità. Quando lui affrontava rischi creativi, gli altri fornivano sostegno. Questa intesa creava ADATTABILITÀ e FIDUCIA SOTTO PRESSIONE. Tutte cose da imitare e provare in campo. Perché l’eccellenza individuale non si traduce automaticamente in successo di squadra. Un giocatore eccezionale da solo potrebbe avere difficoltà in un contesto di connessione emotiva o decisioni condivise ed i punti di forza personali potrebbero cambiare quando l’ambiente cambia.

7. Baresi con la sua eleganza normale ci ha indicato il valore dell’UMILTÀ pur essendo immenso giocatore, dominando il campo con una seria intelligenza spaziotemporale e una capacità di lettura del gioco non comuni e raffinate attraverso multiformi esperienze.

8. In un tempo in cui giocatori e allenatori non si mostrano rari esempi di attaccamento alla maglia e risultano spesso mossi da valori altri (fama e ricchezza ad esempio) le NOTE vicende di questo GIOCATORE PRECURSORE ci dimostrano che EROI DIGNITOSI ROMANTICI POSSONO ESISTERE e trovare spazio sempre, basta volerlo.

9. Chi si esprime con poche parole come Franco Baresi in genere le pronuncia chiare e comprensibili. E nelle scuole calcio la CHIAREZZA È ESSENZIALE. Quando i giocatori  conoscono il ruolo e le proprie responsabilità, le decisioni diventano semplici e rapide.

10. In un mondo di ormai diffusa inesorabile gamification dove giocolieri, giocologi e saltimbanchi hanno ammorbato il significato autentico della questione, FRANCO BARESI “guardando in fondo al gioco” con il suo sguardo tagliente, ha indicato a tutti quanto il GIOCO sia UNA SERIA COSA NOBILE DIVERTENTE E PURA DA RISPETTARE NELLA SUA NATURA MAI BANALE. Da non utilizzare per fini altri. Materiale per prossimi romanzi. STAY TUNED

BIO: SIMONETTA VENTURI

Insegnante di Scienze Motorie. Tecnico condi-coordinativo in diverse scuole calcio e prime squadre del proprio territorio (Marche) Ha collaborato con il periodico AIAC L’Allenatore, con le riviste telematiche Alleniamo.com, ALLFOOTBALL. Tematiche: Neuroscienze, Neurodidattica

4 risposte

  1. Ho trovato le considerazioni di altissimo livello. Un pezzo magistrale sotto tutti i punti di vista, ivi compresi i riferimenti poetici. I miei complimenti più sinceri e profondi. Con ammirazione, Francesco Ferreri

    1. Grazie Francesco Ferreri. Le vite di questi grandi uomini del calcio ci hanno attraversato ci stanno attraversando e ci attraverseranno forever. Una interminabile fonte di ispirazione, vie tracciate e percorse nel calcio e ben oltre. Grazie di cuore per le sue parole

  2. Buongiorno professoressa, direi che la sua analisi, a mio modo di vedere, è perfetta.
    Ho avuto la fortuna, essendo nato negli anni ’60, di seguire tutta la carriera di Franco Baresi e, così come tanti miei coetanei milanisti e non, di apprezzare soprattutto la sua UMILTÀ, la prima ed inconfondibile caratteristica di questo uomo, prima ancora che calciatore.
    Poi c’è chi lascia il ritiro della propria nazionale perché non gioca.
    Di Baresi credo sia stato detto tutto e di più e dire che una figura così manca nel calcio è vero.
    Però è altrettanto vero che con tutti gli interessi che gravitano intorno all’ex gioco più bello del mondo (oramai irrimediabilmente rovinato), una persona così umile come Franco Baresi rischierebbe di non arrivare fin dove è arrivato lui.
    Grazie.

    1. Carissimo Gian Paolo rischierebbe fortemente. Trascrivo a questo proposito un felice pensiero:”La differenza tra un buon architetto ed un cattivo architetto consiste oggi nel fatto che ques’ultimo soccombe ad ogni tentazione, mentre l’altro le resiste” Franco Baresi ha ignorato le sirene. È rimasto umile. E, come scrive Robert Frost “questo ha fatto tutta la differenza”. La ringrazio moltissimo per il suo commento e le auguro buon lavoro

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