IL TENORE PAVLOVIC NEL CUORE DEI ROSSONERI

Il gigante dal nome impronunciabile è entrato nelle vene dei tifosi del Milan. Da subito. Adesso se l’è arredate e sono la sua comfort zone, perché come quell’organo nel petto dei rossoneri, il cuore, quando ti accoglie non ti sfratta più se non lo tradisci. E Strahinja non solo è fedele, perché per almeno 2 sessioni di mercato ha rifiutato possibili trasferimenti, ma è anche legato alla maglia e a questa squadra come se vi fosse cresciuto.

Lo si vede come combatte, come corre e rincorre, come trascina i compagni nei momenti di flemma, come bisticcia con l’allenatore per buttarsi avanti quando la situazione – secondo lui – lo richiede. E come dargli torto? Una statua difensiva con un piede solo, il sinistro, che segnò il suo primo gol nel Milan già alla seconda presenza (all’Olimpico contro la Lazio nell’estate del 2024) e da allora ne ha realizzati 7: è la sua natura, si dirà, perché in Nazionale serba ha firmato 5 reti in 57 presenze. Giusto, ma la natura si plasma, si integra, si adatta all’ambiente dove vivi, dove lavori: Pavlovic sembra vivere, lavorare, a Milano e nel Milan da quando è nato. Appunto.

Incita i tifosi, si arrabbia, si carica, carica gli altri. È il suo personalissimo tappeto dove nascondere qualche lacuna tecnica, qualche imperfezione nelle letture e nei posizionamenti. Non è velocissimo, per esempio, ma abbassa la testa e va all’inseguimento. Meglio a uomo che a zona, ma si è messo a presidiarla come un corazziere, con forza e con vigore, qualche spallata in più per correggere la mattonella dove attende gli avversari. Quando li attende…

Strahinja Pavlovic non è bellissimo da vedere, non è gustoso per i palati soffici, non sarà mai Nesta o Stam o Thiago Silva, ma in questo Milan e in questa Serie A ci sta benissimo perché riempie il campo, perché ha una concezione moderna e spesso un po’ spregiudicata: io vado, pensaci tu. Finalmente uno che cresce giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, da grezzo si è lucidato, da arruffone si è ordinato, da trattore si è ingentilito: affidabile, serio, scrupoloso.

San Siro ha una platea da Scala, è la sua storia: ha visto cantare decine di tenori superbi, i migliori d’Italia, d’Europa, del mondo, quale che fosse la loro provenienza, la loro nazionalità. San Siro però sa amare anche chi butta il cuore sul palcoscenico, chi prova l’acuto facendo fatica a toccare l’apice, chi non ha paura. Pavlovic non ha paura, nemmeno di steccare perché al prossimo solfeggio ci riproverà e gli andrà bene, altrimenti ci proverà di nuovo. Così fanno i professionisti, così fanno i guerrieri sino a quando questa parola era metaforicamente legata solo ai combattimenti di gioco, di sport. 

Zingaro alla radice, è nato a Sabac: cittadina alle porte di Belgrado, sede di una grande fortezza, i suoi abitanti (oggi 123.000) sono abituati ad assedi e resistenze che la storia ha dispensato con sin troppa frequenza. Strahinja ha iniziato nel Partizan della Capitale, poi a Monaco e un intervallo a Bruges, poi a Basilea e a Salisburgo. Adesso ha costruito la sua fortezza a Milano, la difende con i denti, attacca con ferocia, spinto dalla sua natura e dal calore dei tifosi che lo hanno adottato. Da precario a colonna è stato un attimo, ci ha messo del suo: da qui non me ne vado, questa è casa mia. io resto qui. Ora nessuno pensa più di poterne fare a meno, ora nessuno crede che non sia utile e indispensabile. Tutti amano i giganti buoni, tutti amano i giganti che si arrabbiano solo per difendersi dai nemici o attaccarli: per la causa, per vincere nello sport, per la gente che ti ha adottato. 

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di  Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport. Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

2 risposte

  1. Sì Luca questo ragazzone non sarà un fenomeno ma ha anima rossonera, volontà gattusiana ed anche il vizietto del gol! …ed inoltre l’aria di Milano lo porta ad armeggiare sempre di più con un casciavit il suo iniziale bolso trattore sfumettante in mezzo al campo, trasformandolo pian piano in una elegante limousine sul verde prato della Scala del Calcio! Bravo Stranija continua sempre così!
    Forza Milan e buona serata!

    Massimo 48 ❤️🖤

  2. Da quando è arrivato ha sempre sudato x la maglietta ❤️🖤. Giustamente all’inizio c’è stato qualche svarione ma una volta
    entrato negli schemi è un giocatore di sicura affidabilità.E questo vuol dire tantissimo x un tifoso del MILAN.

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