COS’HANNO DETTO CELTIC, INTER E CHELSEA

Sulla questione se sia solo calcio d’agosto o se il buongiorno si veda dal mattino, lascio che siano i lettori a valutare, pesare, giudicare. Personalmente mi limito a qualche riflessione sulle prime amichevoli del Milan contro Celtic Glasgow, Inter e Chelsea. 

Il primo dato statistico è che i rossoneri non hanno mai vinto, sono sempre stati costretti a recuperare e nell’ultima uscita contro i blues sono letteralmente franati. Partirei proprio da quest’ultima partita.

Vero che lo sbalzo climatico ha certamente influito sulle gambe e sul fiato, perché la squadra di Amorim è passata da molti giorni in un clima invernale a uno estivo, caldo e umido. Fattore più o meno condiviso con gli avversari londinesi, pure loro alle prese con molte assenze. Il primo tempo, con qualche occasione inglese e poco o nulla in attacco da parte del Milan, è stato relativamente equilibrato, rotto solo al 2′ di recupero da un calcio d’angolo. Nell’intervallo l’allenatore ha operato 8 cambi inserendo molta qualità, superiore sulla carta a quella della squadra schierata all’inizio, ma l’uno-due patito in avvio di ripresa ha squagliato energie e morale. Non c’è più stata partita. Così come nel primo tempo, anche nei secondi 45′ è stato il giovane Torriani a evitare un passivo più mortificante. 

Difesa alle prese con i soliti problemi: senza protezione, è denudata nei suoi limiti: vulnerabile nei posizionamenti e assolutamente miope nelle letture. A parte l’assente Gila, visto solo a Glasgow per breve tempo, gli altri sono naufragati nessuno escluso, facendosi scappare avversari, palloni, situazioni apparentemente anche innocue. Protezione, dicevamo: Modric non fa testo, gli altri compagni di reparto non sono riusciti a tamponare una sola partenza del Chelsea, né in mezzo né sulle fasce. Il pressing alto che chiede Amorim e che si era visto nella ripresa a Glasgow e per un’ora (la prima e l’ultima mezz’ora) nel derby, contro gli uomini di Xabi Alonso è stato abbozzato e mai troppo convinto nel primo tempo, per sparire del tutto con il passare dei minuti. Una resa di gambe e di testa.

A ritroso, la prima uscita a Glasgow è stata deleteria nel primo tempo per le distrazioni individuali (Pavlovic e Ricci in particolare), consistente nella ripresa per atteggiamento e concretezza. Servito, Camarda è Camarda. Isolato, è uno dei tanti. Ramos è navigato, va a cercarsi la palla e fare sponda, ma a sua volta ha bisogno evidentemente di assistenza che dagli esterni – in particolare – è intermittente e spesso sommaria. Bene Chukwueze in quel frangente, poi però dissolto nel prosieguo degli impegni e lo stesso Saelemaekers continua a fluttuare nella discontinuità. A sinistra Bartesaghi galleggia nella routine, ma Estupinian è davvero troppo lontano dall’essere un credibile profilo per una squadra ambiziosa. Leao e Nkunku impalpabili, Pulisic e Rabiot assenti, Loftus-Cheek un po’ più solido nelle sportellate e lucido nelle giocate, ma incide sempre al di sotto del potenziale. Jashari è in lista d’attesa, Musah e Fofana no grazie, Comotto un prospetto da coltivare con cura amorevole. 

Contro l’Inter la prestazione più solida e convincente, sia pure a ritmi davvero di scarto su entrambi i fronti, una rotazione più mirata e un equilibrio ben mantenuto nei 90′. 

I limiti della rosa restano superiori ai pregi, numericamente e qualitativamente. Troppi gli esuberi da valutare, troppi gli identikit conosciuti senza certezze né affidabilità, basse le fondamenta e per di più inquinate – in questi giorni – da atteggiamenti come quelli imputati a Maignan e Rabiot in estensione delle ferie, anche se personalmente su questi temi tendo sempre a puntare i fari sulla società. Se ci sono esigenze, problemi, situazioni contingenti, non è dato sapere, ma viene naturale pensare ai capitani di sempre, al capitano che abbiamo da poco salutato in lacrime. 

C’è da augurarsi che questi vertici tra Cardinale e Amorim diano frutti, specie se l’allenatore nel frattempo abbia valutato quanti e quali non siano funzionali al progetto, ma al 12 agosto il ritardo è palpabile e – soprattutto – l’assenza di un direttore sportivo doc impedisce il realizzo attraverso le cessioni. Che andavano fatte bene e per tempo. Restiamo in attesa degli eventi, con più speranza che fiducia, con più suppliche e preghiere che rassegnazione. 

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di  Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

5 risposte

  1. Analisi perfetta Luca ma siamo alle solite! Il comportamento della nostra squadra in estate è molto simile a quello di uno studente rimandato a settembre che svolge male, anzi per niente, il quaderno delle vacanze rischiando, e tocco ferro nel proferirlo, di andare a conquistare la terza debacle lusitana consecutiva…che se si avverasse iscriverebbe il Diavolo ad un inedito record negativo nel Guinness dei Primati mai raggiunti!…e, come si dice a Roma…” consolamose pure cor vecchio aglietto!!”
    Buona giornata!

    Massimo 48 ❤️🖤

  2. Grandissimo Luca, fratello rossonero, tantissimi auguri, sempre preciso e corretto.
    Stavolta però dissentirei :
    Come hai scritto te, col Chelsea, che comunque ci è superiore anche se procedessimo ora con sei acquisti, abbiamo subito un gollonzolo al secondo di recupero, poi abbiamo cambiato 8/11, per me non fa testo.
    Amorim ha fatto bene a provare tutti, ora si possono dare via in prestito, due mia menta già fatta, Odogu ed Athekame, stiamo concludendo sembra per Cisse’ con Benaccer, comunque sempre un grazie ad Ismail, siamo a quattro su 34. Ne rimangono da piazzare su 30 due di movimento, Camarda Comotto Zeroli possono entrare nelle liste comunque . E ripeto, possiamo farlo con dei prestiti( penso ad Estupinan e Gimenez) qualora non si riuscisse a vendere bene ne’ Musah ne’Fofana.
    Così combinato con la grinta per il Capitano eterno e con Amorim lotteremo alla pari con altre, dietro Inter e Napoli.
    Ancora un applauso a te Luca.

  3. Buonasera a tutti. Mi sembra che l’articolo spieghi con sufficiente chiarezza che questo Milan è inadeguato: oltre all’articolo, lo testimoniano perfettamente le prestazioni della squadra, ma soprattutto la politica della società.
    È chiaro che ci sono giocatori inadeguati e mezzi giocatori che nel Milan dei primi 20 anni di Berlusconi non avrebbero mai giocato.
    Ma è inadeguato anche nei comportamenti dei singoli giocatori.
    Vorrei concludere con Maignan e Rabiot: il discorso mi sembra semplice.
    Maignan ha firmato un contratto grazie ad Allegri e con il mister si aspettava di fare un percorso di un certo tipo; di Rabiot, sappiamo benissimo che è uno da “28 giorni”, ma c’è anche da dire che entrambi non vogliono giocare con mezzi giocatori o giocatori del tutto inadeguati.

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