WORLD CUP ’26 MOMENTUM – IL PUNTO DOPO I SEDICESIMI DI FINALE: SCALARE LA VETTA

Nella simbologia religiosa il monte è considerato il luogo della rivelazione con il divino. Ne abbiamo testimonianza nelle religioni antiche, dove le divinità greche dimoravano sull’Olimpo, e nella Bibbia, dove Dio si rivela spesso agli uomini. Ultimamente, i più profani Gorillaz hanno pubblicato l’album The Mountain, un percorso musicale profondamente religioso.

Ve lo consiglio.

Questa Coppa del Mondo sta assumendo le sembianze di una lunga scalata alla vetta della gloria. Finora si sono giocate 88 partite, di cui 16 ad eliminazione diretta. Chi ha superato il primo turno di play-off si trova ancora all’inizio del GPM – per ricordarci che comincia pure il Tour de France – che porta alla gloria, al Santo Graal del calcio mondiale.

Qualche nome illustre ha dovuto abbandonare la corsa: la Germania. I tedeschi avevano i favori del pronostico contro il Paraguay. Sono rimasti impantanati tra le sabbie mobili del gioco scorbutico dei paraguaiani che, dopo la scoppola del primo turno contro gli Stati Uniti, hanno rimesso in ordine la difesa, il punto di forza della squadra di Alfaro. Ai rigori l’hanno spuntata i sudamericani e il Fußball ha fatto ritorno precipitosamente a Berlino. Per Mertesacker diceva che l’Italia non meritava di essere al centro di discussioni.

Possiamo dire lo stesso di loro.

Fuori l’Olanda di Koeman.

Ci sono più attenuanti rispetto ai loro vicini di casa, ma il Marocco spumeggiante ha meritato il passaggio del turno. Non sappiamo dove possano arrivare i Leoni dell’Atlante, ma ne hanno di ossigeno per scalare le vette. Qualcuno ha avuto nel corso di una salita una crisi. Di fame o di stanchezza, fate voi.

Il Belgio di Luis Garcia era sull’orlo del baratro. A quattro minuti dalla fine la Golden Generation aveva le valigie in mano e si profilava l’ennesimo fallimento. L’eterno Lukaku e un Tielemans scintillante hanno ridato linfa ai Diavoli Rossi che hanno staccato il pass per gli ottavi su rigore all’ultimo istante.

In Inghilterra saranno grati di avere un attaccante formidabile come Harry Kane. Il giocatore del Bayern Monaco ha tolto dalla graticola Tuchel che per spirito patriottico, forse, stava seguendo i suoi connazionali in patria. La più brutta Inghilterra della manifestazione è riuscita a venire a capo di una squadra organizzata e disciplinata. Il Congo ha sognato una storica qualificazione per tre quarti del match. La statua umana di Lumumba Vea è lì, ferma, che aspetta il ritorno dei suoi eroi.

Ora gli inglesi devono salire sul monte, e non in senso figurato. Tra le alture divine dell’Azteca, protette dal dio Huitzilopochtli, dove si venerano le divinità calcistiche di Pelé e Maradona, affronterà il Messico. I padroni di casa hanno sfruttato appieno il fattore campo e daranno filo da torcere ai sudditi di Sua Maestà. Quiñones e Raúl Jiménez stanno facendo sognare un popolo che vorrebbe superare i quarti di finale. Poi sarebbe storia. Intanto questo Messico-Inghilterra è forse la sfida più affascinante. Andrea Fiore nel suo ultimo articolo chiudeva così: “Rimediare agli errori iniziali è un grande pregio, ma arrivare a un passo dall’eliminazione diretta contro il Giappone solleva interrogativi […].Non esaltate Ancelotti per così poco. Non fate altro che sminuirlo.” Sono d’accordo. Finora il Brasile ha giocato al livello dei recenti Mondiali. Non impressiona e va in difficoltà con le squadre organizzate e che corrono. Ci attendiamo un cambio di marcia, ma la rosa del Brasile non è quella di un tempo. Esalteremo Ancelotti per un motivo valido? Vedremo. Intanto il 2 a 1 ai nipponici vale lo scontro contro la Norvegia di Haaland. I numeri dell’attaccante sono strabilianti: 60 reti in 53 partite. Con lui la Norvegia parte virtualmente con un gol di vantaggio. A dire il vero, non mi ha impressionato più di tanto contro la Costa d’Avorio, ma questo vichingo, che ha più i numeri del passista che dello scalatore, sarà una seria minaccia per don Carlo. Il Canada continua il suo pellegrinaggio verso la cima. Ha ottenuto all’ultimo minuto una qualificazione storica. È come chi va in fuga: finché ne ha, resiste.

Chi invece sale la vetta con la naturalezza di Pogačar è la Francia. Si è sbarazzata senza problemi di una Svezia comunque coraggiosa. Il divario è stato abissale. Mbappé è il classico calciatore da Mondiali: la Coppa del Mondo è il suo habitat naturale, la sua vetta preferita. Il record assoluto di Messi potrebbe essere minacciato ed essere ritoccato da qui in avanti. Il 3 a 0 agli scandinavi certifica la Grandeur della rosa di Deschamps.

Che dire della Spagna?

Dopo essere rimasta imbrigliata nel ventaglio del vento di Capo Verde, ha impegnato la salita dei sedicesimi con decisione e forza. Il suo attaccante, Oyarzabal, è un personaggio mistico. Vive la mansione di cannoniere con semplicità austera. Esulta senza esagerazioni e il suo look rasenta quasi la penitenza. Il 3 a 0 (a segno anche Porro) porta la Spagna all’ennesimo derby contro il Portogallo. E contro Cristiano Ronaldo. Il 41enne portoghese, anche se non più quello di una volta, segna su rigore e il VAR gli annulla un gol molto dubbio. Gonçalo Gomes, l’uomo dei goal finali, ha risolto una partita che forse la Croazia non avrebbe meritato di perdere. Avanti anche la Svizzera contro l’Algeria dell’ex Petković. Dopo 88 anni gli elvetici vincono una partita ad eliminazione diretta ai Mondiali (1938 contro la Germania nazista).

La montagna può presentare spiacevoli inconvenienti. L’Argentina soffre più del dovuto contro l’orgoglioso Capo Verde che trascina la più quotata nazionale ai supplementari. È l’autogol di Borges a decretare il passaggio del turno dell’Albiceleste agli ottavi. Messi conserva il primato nella speciale classifica, ma Mbappé continua ad avvicinarsi. I sudamericani se la vedranno con una delle sorprese del torneo, l’Egitto di Salah. I Faraoni hanno la meglio sull’Australia soltanto ai rigori. Il cucchiaio del fuoriclasse egiziano resta tra i momenti più alti del torneo.

I colombiani sono abituati alle altezze. Contro il Ghana arriva un successo di misura. Il gol di Arias annulla le macumbe dello sciamano.

Eccoci, dunque,  agli ottavi di finale.

Spiccano Portogallo-Spagna e Brasile-Norvegia. Il pronostico è apertissimo. Paraguay-Francia è un salto nel passato. Fu l’ottavo di finale di Francia 98 nel quale Laurent Blanc segnò il primo Golden Goal dei Mondiali. Già detto di Messico-Inghilterra. Usa-Belgio è una partita interessante con i padroni di casa che hanno la possibilità di passare il turno. I Diavoli Rossi sono lunatici e nervosi. Più complicato il compito per il Canada contro il Marocco, squadra che, come detto, ha ossigeno e spensieratezza da vendere. L’Argentina ha forse imparato la lezione. Contro l’Egitto il pronostico è scontato ma guai farsi trascinare in un altro supplementare.

Certi strappi in montagna si pagano. Svizzera-Colombia è uno spareggio per chi vorrà da qui alla salita finale stupire. È un confronto che si apre ad ogni possibilità.

Salire la vetta comporta fatica e sudore. C’è chi sale con irrisoria facilità, altri hanno faticato più del solito. Altri ancora, alla prima salita, hanno pagato l’inesperienza e la superbia.

La meta è ancora lontana, ma ora il gruppetto è più definito. La Coppa del Mondo attende di essere sollevata. Solo in quel momento sarà vera gloria.

Buon Mondiale a tutti!

BIO: VINCENZO PASTORE

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

2 risposte

  1. Parallelismi e conoscenza 👏🏻👏🏻 etimologia e semantica suggeriscono che molti dei contatti avvenuti fra uomo e divinità in alcuni luoghi, come sottolinei correttamente, sono ben più che simbolici e aleatori…ascesa, elevazione, accostamento alla divinità: tutto collima con il percorso dei mondiali 👏🏻👏🏻💪🏻

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