brasile giappone

WORLD CUP ’26 – NIENTE HOLLY E BENJI: AGLI OTTAVI IL BRASILE DI ANCELOTTI, GIAPPONE OUT

Ha ragione Pep Guardiola quando dice che “nel calcio non c’è mai un copione già scritto”.
E non contano le profezie, ad eccezione della maledizione di Béla Guttmann sul Benfica.
Nemmeno se queste arrivano da un calcio a colori, a cartoni animati.
Il manga non diventa realtà: la narrazione di Holly e Benji viene sbriciolata dalla sentenza tonante di Martinelli.

Gol in pieno recupero e Brasile agli ottavi. Esce di scena il Giappone, passato in vantaggio nel primo tempo. Vale il brocardo latino: Mens sana in corpore sano. Ed è così che Sano, Kaishu, segna l’1-0. Fatale l’errore in impostazione di Danilo, che spiana la strada al Samurai della mediana: taglio centrale in ripartenza e rasoiata a trafiggere Alisson.

Nella ripresa, però, è assedio della Selecao: dominio costante e occupazione stabile della metà campo avversaria, con la formazione di Moriyasu schiacciata e alle corde.

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Il 2-1 di Martinelli in Brasile-Giappone

IL TALENTO VERDEORO, L’ARTE GESTIONALE DI ANCELOTTI

La masterclass di Carlo Ancelotti prende forma. Per spezzare l’inerzia e rompere le linee giapponesi, il CT del Brasile chiede ordine alla sua squadra, puntando su principi chiari: lateralità, 1 contro 1, presenza in area di rigore, cross e imbucate, con l’inserimento dei centrocampisti e la difesa alta a sostegno. Un blocco unico per chiudere il Giappone in pochi metri. Al 56’ pareggia Casemiro, con un colpo di testa su cross morbido di Gabriel Magalhães.
Il forcing verdeoro si fa sempre più insistente. Dopo 60’ Vinicius si mette in proprio – accelerazione, tunnel, dribbling in area e tiro da futsal – ma il suo destro, deviato da Suzuki, finisce sul palo. Una fiammata d’alta scuola a rievocare lo joga bonito che Didi presentò al mondo intero.
L’ampiezza non è il fine, ma il mezzo per confluire al centro e sfondare. Manovra asfissiante, pressione decisa, possesso scientifico.

Ancelotti si affida a Gabriel Martinelli, nato a Guarulhos e con antenati italiani. L’attaccante dell’Arsenal entra al 65’ e in pieno recupero firma il 2-1 che manda il Brasile agli ottavi. Gegenpressing furioso dei pentacampioni, recupero palla al limite dell’area e intuizione geniale di Bruno Guimarães, che dalla lunetta non tira in porta ma serve il compagno nell’half space tra i due difensori nipponici. Il controllo orientato di Martinelli è l’essenza del calcio, un fondamentale che consente di rubare un tempo di gioco e concludere nel modo migliore.
A fine gara il tecnico dirà: “Prima di tutto volevamo dare una scossa alla squadra perché Martinelli è un giocatore di grande intensità che quando entra dà sempre tutto”.

Scossa verbale nell’intervallo, scelte azzeccate, cambi perfetti e qualificazione centrata: il segreto del successo non sta nell’improvvisazione, ma nella velocità di pensiero e nella capacità di trovare soluzioni. Allenare la mente è il primo fattore per restare un passo avanti agli altri, e questo Carlo Ancelotti, tra i più grandi imperatori della panchina, lo sa bene. Il Brasile non perde il ritmo bailado, ma lo sostiene attraverso la gestione del suo CT, che proietta la sua squadra a uno step successivo – più organizzazione e coralità – preservando quel talento che è arte suprema verdeoro.

E con questi presupposti, il Brasile può giocarsela fino in fondo. Un po’ più libero mentalmente e con più fiducia, sognando quel titolo mondiale che in patria manca ormai da 24 anni.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.

  • Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
  • Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema” e “Vanzina: una famiglia per il cinema”.
  • Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
  • Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
  • Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News, scrivendo le analisi delle partite dei biancorossi e partecipando alla trasmissione Binario Sport.
  • Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
  • Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017).

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