MODRIC RESTERA’ ROSSONERO

I cinesi, e non solo loro, dicono che ogni crisi rappresenta un’opportunità. Perché questo assunto possa diventare realtà, occorrono però una serie di fattori che partono dalla lucidità nell’analisi: non è tutto da buttare, bisogna individuare freddamente cosa sia da preservare. Nella caduta libera del Milan di queste ultime settimane si sovrappongono giudizi di pancia, dettati da rabbia e frustrazione: le illusioni si sono trasformate in delusioni cocenti, dopo il derby i rossoneri sono spariti dai radar facendosi scavalcare e staccare dal Napoli e riavvicinare dalle inseguitrici nella corsa alla qualificazione Champions. 

Allegri è da esonerare, Leao da scaricare, Pulisic da ringraziare e congedare, perdendo di vista la mediocrità di molti altri protagonisti e la necessità che ha costretto l’allenatore alla virtù, a partire da un modulo imposto dalle caratteristiche dei giocatori e non dalla pura filosofia del tecnico. 

Quello che inquieta i tifosi e pone interrogativi ai commentatori, al di là delle ansie di classifica, è soprattutto il futuro prossimo. Ormai è accertato ed evidente che la proprietà di questo glorioso club insegua più risultati strutturali che sportivi: il pragmatismo di RedBird è orientato sullo stadio, sul brand, sul marketing, sui bilanci. Eppure, nel mercato in entrata dal 2022 ad oggi sono stati spesi più di 500 milioni. Male, visti i risultati del campo. 

In tutto questo attuale caos rientra il futuro di Luka Modric. Le voci si rincorrono, le tesi sono singolari e sovente strampalate. Il croato compirà 41 anni a settembre, appare integro e motivato, ma dovrà anzitutto fare i conti con la propria autonomia prima che con le prospettive del Milan. A mio avviso appare evidente che, se dovesse sentirsi in buona condizione, giocare la Champions con la maglia rossonera sia una suggestione affascinante per un professionista capace ancora di emozionarsi dopo una carriera di trionfi. Il suo legame con questi colori è fuori discussione, il suo carisma e l’empatia con lo spogliatoio, lo staff, i tifosi e l’ambiente in generale lo hanno posto sul trono in una stagione contraddittoria per la squadra, ma estremamente soddisfacente per lui.  

Modric non fa calcoli. Aspetta di sentire come si sente, come sta. Con la Champions nel 2026-27 occorrerebbe naturalmente una gestione più oculata delle forze (il Milan è una delle squadre che hanno fatto meno turnover e meno cambi in assoluto in Serie A, quest’anno): alle spalle dell’ex madridista c’è uno Jashari che scalpita e ha tutti i requisiti per riuscire a imporsi a buon livello. Giocando, maturando, acquisendo fiducia.

La presenza di un uomo come Modric in un gruppo è fondamentale per il modello, l’esempio, la via tracciata e da seguire. A gennaio per esempio l’opportunità Kim del Bayern sarebbe stata da sfruttare al volo: giocatore di esperienza, validissimo tecnicamente, serio nel suo lavoro e nella vita, oltre a dare un contributo in campo sarebbe stato funzionale alla crescita di De Winter, Bartesaghi, ma anche di Gabbia e Tomori, perché c’è sempre da imparare. Vedi le esperienze passate di Kjaer, Giroud, Ibrahimovic nelle stagioni di Pioli. 

Mi fa sempre sorridere l’ironia sull’età, perché proprio al Milan abbiamo visto nel tempo moltissimi campioni arrivare ai 40 e superarli anche in epoche dove i loro eredi sembravano in grado di non farli rimpiangere. Chi sa, sa: lo diceva il grande professor Ginko Monti, per decenni medico sociale del Milan. E da chi sa, c’è sempre e solo da abbeverarsi, da apprendere. Modric resterà rossonero comunque per il suo modo milanista di aver affrontato questa nuova avventura, ma resterà rossonero anche se la società  e l’allenatore sapranno convincerlo nel progetto e nelle ambizioni: è questo l’aspetto che preoccupa, molto più della salute giovanile del 41enne Luka. 

BIO: Luca Serafini è nato a Milano il 12 agosto 1961. Cresciuto nella cronaca nera, si è dedicato per il resto della carriera al calcio grazie a Maurizio Mosca che lo portò prima a “Supergol” poi a SportMediaset dove ha lavorato per 26 anni come autore e inviato. E’ stato caporedattore a Tele+2 (oggi SkySport). Oggi è opinionista di  Sportitalia e direttore della Fiera digitale dello sport . Ha pubblicato numerosi libri biografici e romanzi.

3 risposte

  1. Condivido in pieno su quanto hai scritto Luca ed in particolare su Modric, volitivo, inossidabile, eterno! L’involuta caduta libera del nostro Milan è ormai affidata ad un becero paracadute di emergenza e starà alla valenza di tutti i protagonisti sul campo nonché allo staff a latere trovare sin da subito l’attivazione della sua apertura onde consentirci di atterrare morbidamente sul prezioso terreno della Champions League!
    Buona giornata.

    Massimo 48 ❤️🖤

  2. Dopo il gol al Bologna, Repice conio’ per lui una frase ad personam.
    “Ha segnato sua maesta’ Luka Modric, classe pura footballistica!”
    Non e’ uno da queste dichiarazioni, non si innalza, si alza quando e’ in campo con le lecito magistralis.

  3. Modric è senza dubbio un grande professionista oltre che un grande giocatore.
    Lui l’esempio lo da.
    Diceva un allenatore del Milan anteguerra:” l’abilità del maestro non vale nulla se manca la volontà dell’allievo “….

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