FITP E FIGC: LE DIFFERENZE

Negli ultimi anni, il sistema sportivo italiano ha evidenziato un cambiamento significativo negli equilibri tra discipline. Il confronto tra Federazione Italiana Tennis e Padel e Federazione Italiana Giuoco Calcio, ad esempio, non può più essere limitato alla dimensione dei risultati o della popolarità, ma deve essere analizzato in chiave sistemica: organizzazione, formazione, sviluppo giovanile e sostenibilità.

Questo articolo si pone l’obiettivo di individuare i fattori che hanno portato il tennis italiano a costruire un modello più efficiente, replicabile e performante rispetto a quello calcistico.

Il primo indicatore di sviluppo è rappresentato dalla crescita della base. La federazione del Tennis e Padel (FITP) ha oltre 1,15 milioni di tesserati e circa 6 milioni di praticanti complessivi delle due discipline. La Federazione del Calcio (FIGC) ha 1,5 milion di tesserati e oltre 4,5 milioni di praticanti.

Ciò che è opportuno rilevare non è il valore assoluto, ma la tendenza. Il tennis è in espansione costante mentre il calcio si sta stabilizzando. Il modello della FITP dimostra maggiore capacità attrattiva soprattutto nelle fasce giovanili e amatoriali. Il modello della FITP si basa sui circoli affiliati, su una programmazione tecnica condivisa e sul controllo diretto. Il modello della FIGC si definisce multilivello contemplando il professionismo, il dilettantismo e il settore giovanile scolastico. È altamente decentralizzato e caratterizzato dall’autonomia dei club.

Tutto ciò ha ricadute differenti sugli aspetti tecnici: se il tennis garantisce uniformità metodologica, il calcio produce un’eterogeneità formativa che di per sè non è un aspetto negativo ma che continua a mantenere approcci metodologici legati a prassi ormai superate.

Guardando alla FORMAZIONE DEI TECNICI, nel tennis il percorso è progressivo: istruttore → maestro → tecnico nazionale), l’aggiornamento è obbligatorio e la metodologia è condivisa. Anche nel calcio c’è progressività nella FORMAZIONE DEI TECNICI: licenza UEFA C e, a seguire, UEFA B, UEFA A e UEFA Pro.

A livello giovanile il Tennis è un sistema individuale con un ranking oggettivo, una progressione meritocratica determinata da una,competizione continua. Il Calcio è invece un sistema collettivo, la selezione è legata al club e lo sviluppo è condizionato dal contesto. Un esempio emblematico è quello di giocatori come Jannik Sinner o Lorenzo Musetti che emergono da un sistema dove la performance è l’unico criterio di avanzamento. Nel sistema calcio, invece, l’ambito giovanile è diventato un luogo dove l’aspetto meritocratico viene spesso escluso.

Non è un caso che il tennis italiano abbia raggiunto una presenza stabile nei ranking ATP attraverso risultati continui nei tornei internazionali oltre alla competitività nei tornei a squadre. Il calcio italiano invece ha conseguito un successo isolato, la vittoria dell’ Euro 2020, palesando difficoltà nel raggiungere risultati con continuità, prova ne sia la ridotta competitività dei nostri club in Europa.

Dal punto di vista della SOSTENIBILITÀ ECONOMICA la FITP oltre all’evidente crescita dei praticanti ha saputo sviluppare le proprie infrastrutture (circoli, padel) e organizzare eventi come asset strategico. La FIGC dipende fortemente dai diritti televisivi, presenta squilibri finanziari tra i club e al loro interno.

Spostando l’attenzione sulla METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO si rileva che:

La FITP, certamente anche per la tipologia dello sport, ma non solo, prevede una programmazione individuale. Si lavora sulla tecnica sin dalla giovane età. Nell’ ecosistema calcio, come già accennato, c’è variabilità metodologica che però non tiene conto, se non in sporadici casi, delle nuove teorie, degli studi, delle ricerche e delle pratiche inerenti l’apprendimento e lo sviluppo motorio (teorie dei sistemi dinamici, il Constraint-Led-Approach, la Pedagogia Non lineare, tutti i contributi portati dalle Neuroscienze ecc..). Vi sono inoltre differenze territoriali marcate e, ahinoi, un evidente approccio risultato-centrico. Ciò determina difficoltà nell’utilizzo della tecnica (percezione-azione) e, di conseguenza, nell’educersi del talento.

In conclusione, il modello della Federazione Italiana Tennis e Padel basa la propria forza sulla programmazione, la formazione e la meritocrazia. È un modello scalabile e replicabile. La differenza, a vantaggio della FITP non è quantitativa ma qualitativa. La tradizione non basta più, la FIGC ha bisogno di un’evoluzione strutturale per costruire un modello competitivo e sostenibile che, attraverso la bontà dei processi, torni a regalarci gli esiti di un passato ormai lontano.

BIO: Vincenzo D’Aniello è nato ad Aversa (CE) il 25-5-1985 . È in possesso della licenza di allenatore UEFA/B e ha allenato in diverse categorie e in diverse scuole calcio della provincia di Caserta e Napoli.

2 risposte

  1. E’ una mia modesta opinione. Ho 64 anni e sono in possesso delle qualifiche FIGC di UEFA A, PREPARATORE ATLETICO E RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE. Ho le qualifiche FITP ISTRUTTORE 1° GRADO E PREPARATORE ATLETICO. Ho partecipato finora (da circa 30 anni) a tutti i corsi di di aggiornamento della FIGC e della FITP. Vi posso suggerire di informarvi sui contenuti di entrambi i corsi di aggiornamento di codeste federazioni. A mio parere non sono soddisfacenti a riguardo il contesto metodologico. Frequentando il mondo del tennis, di cui sono appassionato, posso informarvi che le metodologie di allenamento dei tecnici Federali e Nazionali, sono lontane dall’apprendimento sistemico ed ecologico. Non commento i costi dei corsi di tennis per bambini, a differenza dei costi delle scuole cacio.

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