Ripartiva il nostro campionato con Napoli-Milan, un tempo spot prestigioso del calcio italiano padrone d’Europa. L’ ultima drammatica sosta ha purtroppo certificato il crollo senza fine del calcio nostrano, culminato con la terza esclusione consecutiva dalla fase finale della Coppa del Mondo. La sconfitta con la Bosnia non è stata altro che la punta di un iceberg che ha sotto la miriade di problemi che affliggono in maniera cronica tutto il movimento; problemi che iniziano dai vertici dirigenziali e decisionali della Federazione, fino ad arrivare alla gestione talvolta inquietante del calcio giovanile. Ha fatto molta tenerezza vedere il nostro Rino Gattuso, CT della nazionale, con il viso segnato dalle proprie lacrime sincere ed oneste quanto l’uomo, appena dopo il fischio finale di quella infausta serata. Rino anche in questa pagina dolente appena scritta, la più amara del calcio italiano, ha messo immediatamente la faccia davanti al tracollo totale di un movimento che, come detto, ha i responsabili principali in altre cariche. Nella sua sofferenza c’era il dolore di un’intera nazione, tutti si sono riconosciuti in lui perdonando anche qualche errore commesso durante il suo percorso.
Napoli – Milan era lo scontro tra le due squadre deputate alla rincorsa ai nerazzurri, in fuga acclarata verso un probabile scudetto che, dopo la vittoria contro la Roma ,appare sempre di più epilogo definitivo ed incontrovertibile.
Due squadre, quella partenopea e rossonera, che hanno accumulato in modalità diverse il ritardo dall’Inter capolista. Se per i partenopei sono stati fatali i numerosi infortuni nella parte nevralgica del centrocampo e sulle corsie esterne, facendo emergere evidenti problematiche di una rosa corta proprio nel momento cruciale della stagione, con il conseguente grido di dolore di Conte, di contro per i rossoneri il discorso è più articolato. Gli infortuni di novembre con le nazionali hanno lasciato strascichi indelebili nella crescita del gioco e della condizione fisica che tutt’ora continuiamo a pagare negli uomini cardine della nostra manovra offensiva. Paghiamo un mercato invernale incompleto e poco coraggioso della società che doveva intervenire senza indugi a riempire la casella fondamentale del centravanti , con un numero 9 di spessore ed affidabilità. A tutto questo va sommato l’approccio mentale talvolta approssimativo della nostra squadra contro compagini non di prima fascia, che ci ha visto perdere per strada punti pesantissimi, soprattutto a San Siro.
Stasera era doveroso provarci, la sconfitta della Roma ed il pareggio del Como ci metteva nella condizione di poter consolidare il secondo posto, fare punti era condizione primaria per lo sprint finale alla corsa Champions. Purtroppo il verdetto del campo ci è stato avverso, dopo un primo tempo con alcuni segnali positivi, dai quali però non siamo riusciti a costruire una ripresa ancora più solida e determinata degna di una squadra ambiziosa.
Mister Allegri optava per il consueto 1-3-5-2, Maignan in porta, Tomori, Pavlovic e De Winter linea difensiva , in mediana Fofana, Modric e Rabiot, sulle corsie esterne tornava Bartesaghi con Saelemaekers, in attacco l’inedita coppia Nkunku-Füllkrug a testimonianza del non ottimale momento di forma dei nostri due uomini più talentuosi Pulisic e Leao, alle prese con una condizione ancora precaria. Conte in piena emergenza offensiva per la defezione illustre dell’ultima ora di Hoijlund.
PRIMO TEMPO
Primo tempo, come prevedibile, con le due squadre bloccate ma tutto sommato discretamente giocato dai nostri ragazzi, che hanno messo in mostra un inedito pressing attaccando sin dal nascere le azioni del Napoli. L’attacco con Nkunku e Füllkrug ha lavorato bene nella fase di accompagnamento delle nostre azioni offensive, con il francese spostato a sinistra che spesso retrocedeva per dialogare con i centrocampisti, il tedesco, apparso in buone condizioni fisiche, bravo a ripiegare e a dare una mano ai compagni dimostrandosi mobile nello spaziare su tutto il fronte offensivo facendo a sportellate con i centrali partenopei.
Il Milan, attento, gioca con discernimento e attenzione fin dalle prime battute: Modric e Rabiot dettano i tempi senza soffrire uno dei centrocampi più forti d’Europa ed il primo squillo è nostro al 13° minuto con una magia di Luka che, con un dribbling, lascia sul posto tre avversari e viene atterrato. Dagli sviluppi del calcio di punizione Pavlovic anticipa il portiere azzurro e di poco mette fuori. Il Napoli fatica a trovare ritmo e geometrie affidandosi principalmente alle incursioni di Spinazzola che al 23° minuto sfiora la rete con un bel tiro ad effetto. Il Milan non perde colpi e continua con buona personalità a cucire trame, manchiamo forse sull’out destro, dove Saelemaekers rimane troppo timido per l’esuberanza di Spinazzola. Il Napoli palleggia senza trovare varchi, il Milan parte in contropiede al 35° minuto con Nkunku lanciato da Fofana, il francese entra in area ma il suo tiro di sinistro esce a lato. Al 40° minuto risponde Giovane con la caratteristica a lui più congeniale, l’attacco alla profondità , è gigantesco Pavlovic nel recupero in extremis a stoppare il tiro.
Il Milan al 43° minuto ha una buona occasione con Füllkrug smarcatosi con un bel movimento, il suo tiro è alto sopra la traversa: tutto vanificato perché Doveri chiama un millimetrico fuorigioco del tedesco. Finisce il tempo di una partita equilibrata con poche emozioni.
SECONDO TEMPO
La ripresa purtroppo non conferma le buone sensazioni della prima frazione, entriamo in campo timorosi e poco intraprendenti, con la nostra produzione offensiva che si esaurisce al 50° minuto, quando Nkunku al termine di una bella iniziativa lungo l’out sinistro converge al centro dell’area partenopea tergiversando nel calciare a rete. Sul ribaltamento di fronte, Giovane per poco non sorprende Maignan con un gran diagonale che Super Mike è bravo a deviare in angolo. Il Milan purtroppo con il suo atteggiamento rinunciatario fa prendere coraggio al Napoli ed al suo centrocampo che inizia a prendere campo e ritmo. Non soffriamo particolarmente, ma è chiara la sensazione di un’inversione dell’inerzia del match. Allegri al 60° minuto opera i primi cambi: fuori Saelemaekers e Füllkrug dentro Athekame e Gimenez. Conte dopo pochi minuti fa lo stesso: dentro Alisson Santos e Politano. È la svolta del match: i due nuovi entrati danno maggiore velocità all’azione partenopea, Conte vede lungo affidandosi a giocatori che fanno del dribbling e dell’imprevedibilità la loro arma principale, raccogliendo i frutti pochi minuti dopo con i nuovi entrati che confezionano il vantaggio con un’azione che ci vede troppo statici nell’atteggiamento difensivo: Alisson Santos vola sulla sinistra saltando in velocità Athekame e Fofana, il suo cross attraversa l’area spizzato dalla testa di De Winter, sul palo opposta arriva Politano, troppo libero, che al volo di sinistro batte Maignan. Nemmeno l’ingresso di Pulisic e Leao riesce a scuotere i rossoneri, che non riescono più a imbastire una reazione che possa portare pericoli ad un Napoli in pieno controllo. La nostra azione tornata lenta e prevedibile non riesce a costruire una sola occasione, condannandoci inevitabilmente alla seconda sconfitta consecutiva in trasferta.
Sconfitta che fa male e preoccupa, fa male perché dopo un primo tempo tutto sommato positivo non siamo riusciti a crescere e costruire una ripresa solida e di personalità, preoccupa perché la classifica non ci vede più in una posizione di controllo e gestione ma piuttosto di grande attenzione alle squadre che ci incalzano da dietro. Il Milan non ha saputo sfruttare un’occasione ghiotta sul campo di una diretta concorrente, in grande difficolta nel reparto offensivo, merito di Conte che ha ribaltato proprio con i cambi in quella porzione del campo una partita difficile (“collosa”). Il Milan già da adesso dovrà fare mente locale che le prossime sette partite saranno come finali, in palio c’è un obbiettivo che non possiamo fallire nella maniera più assoluta.
FORZA MILAN
TABELLINO
NAPOLI-MILAN 1-0
Marcatori: 79’ Politano
LE FORMAZIONI
NAPOLI (1-3-4-2-1): Milinković-Savić; Juan Jesus (dal 85’ Beukema), Buongiorno, Olivera; Gutiérrez, Lobotka, Anguissa, Spinazzola (dal 74’ Politano); De Bruyne (dal 85’ Elmas), McTominay; Giovane (dal 70’ Alisson). A disp.: Contini, Meret, Mazzocchi; Gilmour. All.: Conte.
MILAN (1-3-5-2): Maignan; Tomori (dal 82’ Leao), De Winter, Pavlović; Saelemaekers (dal 63’ Athekame), Fofana (dal 82’ Loftus-Cheek), Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku (dal 74’ Pulisic), Füllkrug (dal 63’ Gimenez). A disp.: Terracciano, Torriani, Estupiñan, Odogu; Jashari, Ricci. All.: Allegri.
Arbitro: Doveri di Roma 1.
Ammoniti: 82’ Politano.
Recupero: 1’ 1T, 5’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997 lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .










8 risposte
Ottimo commento alla partita, carissimo Stefan! Non molto altro da aggiungere. Buon primo tempo, seconda frazione deludente. Alcuni elementi deludono ancora (Leao), altri sono in calo (Pulisic), altri ancora confermano un importante crescita (Pavlović). Il calendario alla prossima dovrebbe darci una mano, ma bisogna battere l’Udinese. Serve la mano e la presenza di tutti, stringere i denti e ottenere quello che indubbiamente meritiamo: la qualificazioni alla Champions League. Allegri, che conosce bene le insidie, saprà fare i punti che restano. Forza Milan ♥️🖤
Grazie Vincenzo speriamo di giocare con altro piglio le partite chsxrestanp sarebbe peccato mortale fallire
Ciao Stefano. Io ho visto in buon Milan in fase difensiva, quadrato e quasi mai seriamente impensierito dal Napoli. La sensazione che avevo prima del gol era quella che avremmo potuto dare la zampata vincente da un momento all’altro, magari grazie alla spinta dei cambi, che pero’ secondo me sono arrivati tardivamente ( dopo il gol). Forse i cambi se fatti prima, ci avrebbero consentito di provare a vincerla con più decisione. Non vorrei che l’idea seppur inconscia fosse stata quella di accontentarsi del pareggio. Poi all’ottantesimo è arrivata quella grave disattenzione sul loro gol. Bartesaghi non aveva chiaro il quadro della situazione, infatti sarebbe bastato dare un’occhiata dietro, magari prima del cross, per accorgersi dell’arrivo di Politano. Questi sono errori che paghi. Infine sono completamente d’accordo con te che paghiamo il pessimo stato di forma dei nostri uomini in grado di fare la differenza la’ davanti. A me ieri il Napoli è sembrato abbastanza vulnerabile, a patto però di avere un attacco serio.
Grazie Gianluca anche a me l’inizio è sembrato incoraggiante.. purtroppo nella ripresa è uscito fuori il nostro limite più evidente.. approccio molle e poco coraggio
Ciao Stefano, oggi sarò quanto mai sintetico, perché non ho voglia di commentare una partita giocata senza il giusto atteggiamento.
Ha scritto bene, avevamo il dovere di provare a fare risultato, ma Allegri ha messo in campo una formazione per tirare via un pareggio, e senza quell’episodio sarebbe andata così: peccato che Conte avesse in mente altre cose.
Sabato cerchi di farci vedere un altro Milan, sennò nemmeno quinti si arriva.
Forza Milan sempre!!! ♥️🖤
Grazie Luigi Forza milan sempre
Buonasera al bravissimo Stefano.
Il portiere del Napoli ha fatto una parata?
Quelle poche volte la palla la spariamo in curva, l’unico centrato è Pavlovic, ha il senso del gol (4) che manca a Kunku, Fofanà, Saelemekers e Leao.
Brutta annata di Saelemekers, che spesso non guarda i compagni e la passa a … nessuno.
La difesa bene fino allo svarione di De Winter, sennò finiva 0 – 0 .
Rabiot ormai lo menano appena possono, come facevano una volta con Leao.
Nella partita in cui abbiamo pressato tutto il primo tempo abbiamo poi preso gol all’80’… ci dobbiamo stare, ci lamentavamo che i primi tempi subivamo troppo e vincevamo di corto muso … soffrendo sulle fasce come contro la Lazio.
Però certo che Kalulu svenduto alla Juve per 12 miseri milioni significa non capirci proprio di calcio, con i quali è arrivato Casinò Royal, la cui fotocopia è stato poi Estupinan.
Maldini e Massara però cacciati da Cardinale, perché chiedevano soldi per vincere la Champions … ora l’Inter rivince lo scudetto e non è ancora fallita!
Buongiorno Stefano.
Il Milan ha fatto la sua solita partita e temo che le prossime, a partire dall’Udinese, saranno dello stesso livello.
Del resto, sappiamo che l’Udinese è una squadra quadrata, in uno dei suoi periodi migliori e con giocatori dalle grandi potenzialità…….insomma, l’avversario che nessuno vorrebbe incontrare.
La colpa del Milan risale all’estate scorsa e ad una campagna acquisti molto discutibile: poi ci mettiamo un pochino di sfortuna, con qualche infortunio, ma nel complesso la società ha lavorato male e soltanto il livello mediocre del campionato ci ha permesso di restare aggrappati all’Inter.
Un’Inter che, a parte i due derby, ha sempre dimostrato una superiorità nei confronti del Milan (intendo dire nella gestione delle partite con le altre) a dir poco imbarazzante e recriminare su decisioni arbitrali sicuramente a senso unico, non ha poi senso, se la superiorità è così schiacciante.
Eppure, anche l’Inter non mi sembra uno squadrone, visto che i suoi Generali si sgonfiano con la Bosnia…
Fortuna vuole che manchino soltanto sette giornate e, comunque, abbiamo un piccolo margine da amministrare, ma nel complesso, con questa squadra, sarebbe meglio fare l’Europa League, perché noi conciati così, rischieremmo di fare delle figure epocali, sia nelle prestazioni, che nei numeri.
Allegri è sicuramente in grado di mantenere questo esiguo vantaggio, ma è chiaro che con Udinese e Verona ci vogliono sei punti e otto/dieci gol fatti senza subirne, perché lo spettacolo sino ad oggi è stato straziante….
Forze Milan!