Ci sono giocatori fantastici, al di là del tempo e dello spazio, campioni che hanno illuminato il calcio con i loro colpi, le giocate, i gol.
E poi ci sono giocatori speciali, abilissimi a saltare da un’epoca all’altra con naturalezza e disinvoltura, lasciando il segno come pochi altri nella storia.
Nei dizionari di tutte le lingue del mondo, tra i sinonimi della parola “grazia” andrebbe inserito “Marco van Basten”, un artista di straordinaria grandezza, tra i pittori più illustri del calcio novecentesco.
Gioco olistico, aura divina, talento supremo, piedi di diamante, movenze leggiadre come un cigno. Il Cigno di Utrecht, l’incubo n. 1 dei portieri, il “Nureyev” dell’area di rigore come lo ribattezzò Silvio Berlusconi negli anni d’oro al Milan.
Marcel all’anagrafe, ribattezzato Marco dai genitori. Per tutti Marco van Basten, la classe e il genio, bellezza e poesia, l’uomo e il professionista, estro e razionalità, calcolo rapido e velocità d’esecuzione, l’estetica del gesto elevata alla massima potenza.

”Nel calcio le gerarchie vengono sempre stabilite dalla bravura. Non conta l’età, il successo, lo stipendio. Solo la bravura”.
Qualità regina di MVB, unita alla capacità di dipingere calcio con una facilità estrema, di destro, sinistro, di testa, su piazzato e in movimento. Ovunque, in ogni modo, con traiettorie perfette ad accarezzare la rete, geometrie e parabole a propiziare i gol, spettacolo puro da offrire al pubblico.
Un fenomeno assoluto, il centravanti per eccellenza, bomber totale, l’eletto fra gli eletti, fonte d’ispirazione per intere generazioni: Marco van Basten non è stato un semplice attaccante, ma uno dei più grandi tulipani olandesi e il miglior 9 della storia.
A 30 anni dal prematuro addio al calcio il suo nome riecheggia nell’Olimpo delle leggende, rievoca stupendi ricordi, emoziona ancora i tifosi per le prodezze in campo, le reti realizzate, i trofei vinti.
Al De Meer, nel giorno della sua ultima partita con l’Ajax, lo speaker dello stadio lo omaggia in un una sola maniera possibile, esattamente come tutti gli appassionati di pallone avrebbero fatto, con un celebrativo: “Marco van Basten è insostituibile”.
L’ultimo cannoniere dell’era analogica, un principe nobile con tanti epigoni e un’eredità senza eredi, marcatore sensazionale amato dalla gente e patrimonio universale del football.
Il Cigno di Utrecht, così etereo e fragile, eroe di un calcio che oggi non esiste più.
N.B. il prossimo autunno uscirà il libro “Marco Van Basten – Il Cigno di Utrecht”, targato Garrincha Edizioni, a cura di Ilaria Mainardi e Andrea Rurali, con intervista e post-fazione di Filippo Galli.

BIO: Andrea Rurali
Brianzolo Doc, classe 1988. Nato lo stesso giorno di Bobby Charlton, cresciuto con il mito di Johan Cruijff e le magie di Alessandro Del Piero. Da sempre appassionato di cinema, tv, calcio, sport e viaggi.
- Lavoro a Mediaset dal 2008 e attualmente mi occupo del palinsesto editoriale di Cine34.
- Sono autore del programma di approfondimento cinematografico “Vi racconto” con Enrico Vanzina e co-regista dei documentari “Noi siamo Cinema”; “Vanzina: una famiglia per il cinema”; “Noi che…le vacanze di Natale” e “Cult in campo: L’allenatore nel pallone…40 anni dopo”.
- Dal 2014 dirigo la rivista web CineAvatar.it (http://cineavatar.it/)
- Nell’autunno 2022 ho fondato la community Pagine Mondiali e nell’estate 2023 la piattaforma sportiva Monza Cuore Biancorosso.
- Da agosto 2023 collaboro con la testata giornalistica Monza-News: cuore le analisi delle partite del Monza e conduco la trasmissione Binario Sport.
- Dal 2019 collaboro con la casa editrice Bietti, in particolare per la realizzazione di saggi sul cinema inseriti nelle monografie di William Lustig, Manetti Bros, Dario Argento e Mike Flanagan.
- Tra le mie pubblicazioni, il saggio “Il mio nome è western italiano” nel volume Quando cantavano le Colt. Enciclopedia cine-musicale del western all’italiana (F. Biella-M. Privitera, Casa Musicale Eco, 2017) e il saggio “Nel segno del doppio” nel libro “Mediaset e il cinema italiano. Film, personaggi, avventure” di Gianni Canova e Rocco Moccagatta.










Una risposta
È difficile fare paragoni tra epoche diverse, ma Van Basten nel suo ruolo, fa l’eccezione che conferma la regola. Non saprei prima di lui, ma dopo nessun attaccante (forse Ronaldo il fenomeno), può paragonarsi a questo eccellente e sfortunato calciatore…(parere personale).