Un libro nasce nella testa, nel cuore, ma principalmente, se la tua fonte nutrizionale principale sono le emozioni, nasce nell’anima.
Quando decisi di creare AMC FOOTBALL ACADEMY, era il maggio 2021, ne venivo da un “successo incredibile ed inatteso” della mia precedente creatura, la P&M Coaching che avevo creato con il fraterno amico Pasquale Palermo. Il format che avevamo ideato lo chiamammo PALLA SCOPERTA, mutuando una espressione tecnico-tattica, ma con una valenza diversa: parlare di formazione nel calcio in un modo diverso, basato sulle teorie dell’apprendimento che la scienza aveva, ormai da anni, conclamato e che il calcio continuava e continua a rigettare.
L’ideatore di questo blog, Filippo Galli, ha intitolato il suo meraviglioso libro “Il mio calcio eretico”. Esattamente, in questa perversa nazione dove l’ignoranza è un mantra assoluto da difendere come i templari difendevano Gerusalemme, fino alla morte quindi, chi studia, chi va ben oltre il campo per tornare in campo molto più preparato, predisposto a vivere con gioia nella complessità, è visto come un eretico.
Sono quindi pronto ad essere bruciato sulla pira con Filippo. Prima che il fuoco ci avvolga ci guarderemo comunque compiaciuti della nostra battaglia per un calcio diverso, molto diverso, da quello atavico e intriso di ignoranza assoluta che pervade,dalle Alpi a Lampedusa , il calcio italiano.
Badate bene, questo passaggio è FONDAMENTALE, ignorante NON E’ un insulto. Ci spiega il REALE significato la TRECCANI: “si definisce ignorante colui che non conosce una determinata materia, che è in tutto o in parte digiuno di un determinato complesso di nozioni”. Oggi, nel 2025, negare le NEUROSCIENZE, l’APPRENDIMENTO EMOTIVO, la PEDAGOGIA e l’APPROCCIO SISTEMICO-ECOLOGICO è essere IGNORANTI. Di per sé non è un problema, se un individuo, maschio o femmina che sia, riconosce queste lacune ed inizia con IMPEGNO e PASSIONE a STUDIARE! Io ero un ignorante in moltissime cose. Quando ho capito che esistevano e che erano determinanti per quello che volevo fare mi sono messo a studiare, a chiedere, ad approfondire, a confrontarmi.
Resto un ignorante perché il sapere è infinito. Ci sono sempre nuovi studi, nuove scoperte, il sapere è un mare che non ha fine. L’ignoranza però è infingarda e diventa invece un problema quando veste l’armatura della PRESUNZIONE e si decide di NEGARE la scienza celandosi dietro la stucchevole e vomitevole frase “si è sempre fatto così”.
Nel aprile del 2018 vengo coinvolto come Responsabile Tecnico in una Academy che poi legheremo al Genoa. Li ho modo di sperimentare, di formare settimanalmente gli allenatori e rafforzo, giorno dopo giorno, la convinzione di creare una scuola di studio e approfondimento della metodologia. Dentro di me, ancora inconsciamente, stava nascendo AMC FOOTBALL ACADEMY.
Quando cominciai a parlarne capii che ci credevo solo io. “The man of dust”, se scrivessi una mio biografia la intitolerei così: l’uomo della polvere. Si, la polvere dei dilettanti, quei reietti invisi alla casta dei professionisti, ad iniziare da quel luogo che crede di essere il centro del mondo nei dintorni di Firenze. Quindi, anche se nessuno me lo ha detto a chiare lettere, ma il linguaggio verbale è solamente il 7%, ho capito che il mio status di “sconosciuto” (in vero si, ma meno di molti, come detto le mie dirette di formazione avevano migliaia di visualizzazioni e ricevevo decine di messaggi che poco a poco mi convincevano fosse quella la strada) per loro rappresentava una progetto destinato a fallire nel breve.Essendo nato in direzione ostinata e contraria quello scetticismo, quel trovare scuse per non collaborare è stata per me una ulteriore spinta a fare non bene, benissimo e credere ancora di più nel mio progetto.
In fondo anche l’immenso e immortale genio che risponde al nome di Charlie Chaplin disse: “ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi”
Il 23 giugno 2021 ho fondato AMC-FA e nel settembre 2021 ho dato via al primo corso. Senza sapere se avrei avuto un solo iscritto. Invece gli iscritti li avevo, eccome, e hanno continuato a crescere fino ad arrivare a sette corsi con 114 allenatori, non solo dall’Italia, ma anche dai paesi scandinavi, dagli Usa e dal Sud America. Al termine del quarto corso, ossia nel giugno del 2023, è nata l’idea del libro. Cominciai a scriverlo, ma scrivendolo mi accorsi che era incompleto, che alcuni studi andavano approfonditi, che la metodologia la stavo evolvendo.
Così dentro di me si scatenò una lotta tra lo scriverlo e pubblicarlo con gli elementi che avevo presentato nei quattro corsi che tanto successo avevano riscontrato, o attendere di completare alcuni studi e fare alcuni esperimenti sul campo grazie proprio ai miei allenatori e a due società delle quali per due stagioni sono stato il Responsabile della Metodologia e della formazione degli allenatori. Attesi e dopo pochi mesi mi convinsi che era la scelta giusta.
Nel giugno del 2025 è finito il corso 7, un corso secondo me incredibile e di una utilità assoluta per gli allenatori, per crearsi dei meravigliosi e straordinari dubbi. Eh si, proprio così, perché uno dei mantra di AMC-FA è questa frase: “ la via della conoscenza è lastricata da infiniti dubbi”. Il dubbio ti fa mettere in discussione, ti porta ad essere costantemente alla ricerca di quella perfezione che, come il Santo Graal per i Templari, non troverai mai. Finendo il corso 7 è finita anche la stesura del libro “SENZA METODOLOGIA NON ESISTE GIOCO”, che racchiude i miei studi e i miei corsi, in un viaggio avvincente che porta dal METODO, alla METODOLOGIA, ossia dalla teoria alla pratica.
Questo vuole essere un libro molto DIVERSO da tutti quelli fino ad ora pubblicati. Diverso non vuol dire migliore, vuol dire che vuole essere completo. Non solo un libro di teoria e non vuole essere, assolutamente, un eserciziario.
La teoria, come dice proprio Filippo, deve essere “messa a terra”, ossia portare ad un qualcosa di concreto e tangibile che serva in campo. Questo libro non vuole poi essere un eserciziario, cosa che è lontana galassie dal mio modo di vedere il calcio. Vuole essere un libro che offre degli strumenti al coach (spiego la differenza tra allenatore e coach in modo profondo) per creare esercitazioni idonee il più fedeli possibili alla realtà del gioco.
Questo si fa attraverso i principi di gioco, che analizzo uno ad uno in modo dettagliato e vedendo la loro applicazione in potenziali esercitazioni. Però, poi, ogni allenatore (un artigiano alchimista) deve costruire l’abito su misura per la sua squadra, che sia di piccoli amici, esordienti, allievi o una prima squadra che gioca la Champions League.
Non può esserci un abito che vada bene per tutti. Anzi, sarebbe meglio dire, non deve esserci un abito che vada bene per tutti. Come dice Anne Carson, una straordinaria poetessa, il viaggio non ha regole, se non quella di tornare diverso da come sei partito. Questo era e resta l’obiettivo ambizioso di questo libro. Prima di salutarvi, sperando di avervi incuriosito e non tediato, permettetemi di parlare di due ENORMI soddisfazioni. La prima è post pubblicazione. La prefazione di questo libro è di un MOSTRO SACRO del calcio mondiale: Filippo Galli, Eh si, proprio il padrone di casa.

Per me che sono The man of dust , uno che viene dalla favelas sporca e putrida dei dilettanti, anzi io che vengo per quasi tutta la carriera dal futsal vengo ancora maggiormente da una favelas peggiore, avere come “padrino” del libro Filippo è qualcosa di talmente appagante e soddisfacente che andrebbe bene così anche se non avessi venduto una copia del libro. Filippo non è solo stato uno degli invincibili del Milan, ma, soprattutto, per me che mi occupo di formazione è un punto di riferimento per il dopo calciatore, per quello che ha fatto e creato come Responsabile del settore giovanile del Milan, per avere, in questa nazione atavica e radicata in un passato pieno di ragnatele e muri scrostati, anticipato i tempi con studi, confronti con i migliori settori giovanili stranieri e per avere quindi creato una metodologia assolutamente innovativa. Per me un punto di riferimento assoluto.
Con lui ho avuto l’onore di condividere molte serate di formazione in quella che scherzosamente chiamammo “locanda galli mazzarello”, ossia degli incontri di discussione e confronto in call con decine, alla fine un centinaio, di allenatori. Da li nacque poi “PALLA SCOPERTA” sulla pagina AMC-FA che allora era P&M Coaching.
La seconda enorme soddisfazione è per ciò che è avvenuto dopo la pubblicazione del libro: sono stato e sono continuamente travolto dalle emozioni. Persone che acquistano il libro e mi vogliono testimoniare la loro soddisfazione con messaggi su whatsapp, messenger, post e video. Trovate tutto sui miei social, a riprova che non racconto bugie, ma ciò che sta accadendo è qualcosa di inatteso e bellissimo, anzi stupendo.
Grazie di cuore a chi vorrà leggere questo libro, scritto con la mia anima.

BIO: ALESSANDRO MAZZARELLO
Mi chiamo Alessandro Mazzarello, sono nato a Genova il tre agosto del 1977.
Sono laureato in giurisprudenza. Di professione, da quattro anni, sono un Docente Scolastico, dopo aver fatto per venti anni consulenza a privati ed imprese in campo finanziario e di strategie commerciali.
La mia vera e assoluta passione è, da sempre, il calcio. Per diciotto anni ho praticato il futsal a buoni livelli, dove ho avuto anche il doppio ruolo di allenatore – giocatore in serie C/1, perdendo la finale per l’accesso in serie B B con una piccola realtà e dove ho allenato inoltre la Rappresentativa Ligure, portandola, unica volta nella storia, alle semifinali nazionali.
Smesso di giocare, a trentacinque anni, in possesso della LICENZA UEFA B e LICENZA ALLENATORE CALCIO A 5, ho iniziato ad allenare nei settori giovanili, togliendomi, da subito, enormi soddisfazioni. Alcuni dei ragazzi che ho avuto la fortuna di allenare sono oggi dei professionisti o protagonisti assoluti nel campionato di serie D. Nei miei anni da allenatore ho avuto modo di iniziare a sperimentare la mia metodologia, un misto tra artigiano nel suo laboratorio e alchimista. La più bella esperienza quella come Responsabile Tecnico, dove ho appunto affinato quello che poi sarebbe diventato il mio presente e, ne sono certo, il mio futuro, il percorso di formazione e approfondimento metodologico con la AMC FOOTBALL ACADEMY.
AMC FOOTBALL ACADEMY nasce dopo il molto studio che ho parallelamente portato avanti alla sperimentazione sul campo e grazie anche ad importanti collaborazioni e constanti e continui confronti con importanti esperti del settore. Ho deciso di studiare la realtà del gioco e la sua costante e continua evoluzione, partendo sempre da perchè di un cosa.
Determinante la creazione della P&M COACHING e PM SOCCER LAB di cui sono co-founder insieme la collega mister Pasquale Palermo. Insieme abbiamo organizzato più di trenta incontri di formazione on line, con, adggi, oltre duecentomila visualizzazioni.
Sono sempre più convinto che possedere una LICENZA UEFA, quale essa sia, debba essere un punto di partenza e non di arrivo.
Costanti e aggiornamenti e approfondimenti sono la sola ed unica via per poter pensare di trasmettere delle conoscenze ai propri giocatori e alle proprie giocatrici.
Volersi sempre migliorare arricchendo il bagaglio delle conoscenze sia la sola ed unica strada per elevare il livello del proprio lavoro sul campo.










3 risposte
C’è poco da commentare, tutto bello, tutto fantastico! Complimenti mister! 💪⚽
Complimenti Alessandro per l’articolo e per il libro e per i corsi che hai creato. Mi hai incuriosito dalle prime righe e, guarda a caso, leggendo fino in fondo che cosa scopro? Un tuo legame con il Futsal! 🙂 (anche io sono uomo Futsal).
Conoscendo bene questo sport, credo che questa disciplina dia veramente un’impostazione atta a generare qualità e cultura. Un po’ proprio come stai facendo , rispetto a ciò che ho letto, con la tua academy ed i tuoi corsi.
Ancora tantissimi complimenti.
Spero un giorno di fare una chiaccherata con te!
Parole giustissime. Io ho visto parecchie di quelle puntate su YouTube. Anzi; mi chiedevo come mai non ne uscissero di nuove. Purtroppo nel nostro paese e non solo in ambito calcistico; crediamo di sapere tutto; di non aver niente da imparare dagli altri e di essere meglio di chiunque. Nel calcio poi siamo di uno chauvinismo ridicolo. Altroché i francesi. Io ricordo sempre come reagì L’Equipe alla qualificazione della nazionale francese, grazie ad un goal segnato dopo un palese fallo di mano. Parlarono di vergogna; di scandalo. Qui non sarebbe mai successo. Si sarebbe minimizzato; glissato; fatto finta di niente. Abbiamo visto dopo il mancato rigore per l’Ucraina negli spareggi europei. Fosse successo il contrario non si sarebbe parlato d’altro per mesi. Ci autoproclamiamo i migliori, quando certi attestati-semmai-dovrebbero essere conferiti da paesi terzi. Abbiamo i migliori arbitri(sebbene nessuno abbia diretto una partita al mondiale per club; né alcun match su 53 nella scorsa tornata di gare di preliminari Uefa); abbiamo i migliori allenatori e, non sia mai detto il contrario: il miglior centro federale! Ho apprezzato la parte in cui dicevi che chi studia viene visto di mal occhio qui. È vero. Anzi; peggio: viene deriso; canzonato. Molto meglio esaltare chi dice appunto:”…30 anni fa si faceva così e perciò è giusto così…” tanto il calcio è semplice no? Mi viene da ridere per non piangere. Addirittura si sente spesso la frase:”eh ma il Barcellona giocava col tiki taka perché avevano calciatori di grande tecnica” e poi si predilige un gioco(che certo non è quello del calcio)in cui si sparano palloni in fronte ad un povero cristo; isolato da tutti; pretendendo che questi riesca a cavarne qualcosa di buono. Come se fosse più facile giocare un pallone alto preciso a 70 mt di distanza, che non uno rasoterra a 10 mt. E così controllarlo e gestirlo. Tanta gente, appunto, ignorante ed incompetente, parla e pontifica. Solo in questo paese un giornalista ha avuto la faccia tosta di chiedere a Fabregas, se non sarebbe stato meglio diventare più bruttini, in modo da fare più punti. Come se la concretezza passasse obbligatoriamente attraverso il brutto. Purtroppo non credo cambieremo mai. Ma grazie per provarci. Dove posso acquistare il libro? Un abbraccio ed a presto