MILAN – MONZA 2-0: CALA IL SIPARIO SU UNA STAGIONE DELUDENTE

Lo scienziato Edward Aloisius Murphy, un militare dell’US Air Force, nel 1949 stava conducendo degli esperimenti sugli effetti della decelerazione rapida sul corpo dei piloti: l’esperimento consisteva nel posizionare 16 elettrodi su 16 parti del corpo della persona esaminata. Gli elettrodi potevano essere posizionati in due modi, di cui uno solo era quello giusto. Poco dopo i tecnici si accorsero di non aver registrato nessun dato, perché tutti e 16 gli elettrodi erano stati posizionati in maniera sbagliata. Il commento di Murphy fu laconico e venne consegnato alla storia “Se ci sono due o più modi per fare qualcosa e uno di questi può condurre ad una catastrofe, allora qualcuno sceglierà sicuramente quello”.

Non voglio stare a dilungarmi troppo in “manierismi” ed argomenti che esulano dal calcio perché troppo è il dolore e la delusione che ci accompagna in questo ultimo epilogo della stagione del nostro Milan, ma la citazione appena fatta rappresenta esattamente la nostra fotografia…Un susseguirsi di eventi e scelte nefaste che ci hanno portato senza possibilità di appello a questo grottesco e surreale finale di annata calcistica.

Da agosto scorso a maggio é stato un corollario inquietante di errori madornali e scelte sbagliate di una dirigenza totalmente latitante nel dare qualsiasi supporto ed apporto sia comunicativo che dirigenziale ad un club glorioso e ricco di storia quale è il Milan: dalla scelta dell’allenatore, Fonseca (che alla fine per alcuni aspetti è stato anche rivalutato, la partita di Madrid rimarrà un vero gioiello) messo sulla nostra panchina senza troppa convinzione, ai giocatori che non hanno reso come avrebbero dovuto in particolare coloro con maggior tasso tecnico ed esperienza rossonera, deputati a prendere per mano la squadra nei momenti topici, spesso deludenti al limite dell’indolenza, con atteggiamenti discutibili e prestazioni ondivaghe ben al di sotto delle loro reali possibilità. Per poi passare al cambio dell’allenatore alla vigilia di Natale…fallito in pieno: Mister Conceição
apparso spesso troppo nervoso, talvolta più preoccupato dalle critiche dall’esterno che non centrato al focus della squadra e mai tutelato nei momenti difficili. Il mercato di gennaio praticamente ininfluente: Gimenez altalenante, Walker bene all’inizio poi in calo, Felix completamente impalpabile, Bondo e Sottil mai visti, spesso infortunati e, infine, il finale di stagione culminato con la sconfitta meritata nella finale di Coppa Italia, giocata in maniera pessima .

Il risultato finale che ci troviamo tra le mani, cari amici rossoneri è stato lo scempio tecnico di un’intera stagione che poteva riservarci ben altre emozioni e traguardi, emozioni che ci meritavamo in primis noi tifosi, più di chiunque altro. Ritrovarsi così a terra senza un orizzonte almeno più chiaro fa tremendamente male.

Igli Tare arrivato finalmente dopo tre mesi di valzer inquietante avrà una missione tutt’altro che semplice da affrontare, perché tornando a Murphy ed alla sua legge, i venti che spirano sembrano tutt’altro che favorevoli, ad iniziare dalla scelta del futuro tecnico per finire alle possibili partenze di giocatori fondamentali come Reijnders, l’unico insieme a Pulisic, protagonista di una stagione degna, una cessione che i giornali danno già praticamente fatta: destinazione Manchester City. Sarebbe un colpo al cuore ulteriore per tutti noi, perché Tiji ci ha trascinati, spesso salvati, è stato leader tecnico e non solo. La sua partenza rappresenterebbe un ulteriore sconfitta, per la società, la quale con “nonchalance” magari ci racconterà con frasi di circostanza tipo “l’abbiamo dovuto fare nell’ottica di un club sostenibile” ma, soprattutto lo sarà per noi milioni di tifosi rossoneri che oggi, esausti, abbiamo deciso di opporci scendendo in migliaia in piazza con un corteo partito da Casa Milan per far sentire la nostra voce forte e chiara.

La partita di ieri con il Monza rappresentava un particolare intreccio tra due club, Milan e Monza, accomunati da un nome prima di qualsiasi altro quello di Silvio Berlusconi, senza però dimenticare Adriano Galliani oggi in tribuna e Sandro Nesta seduto sulla panchina brianzola, due club che mestamente si affrontavano chi per una ragione chi per un’altra con il morale tutt’altro che alle stelle.

La partita come era prevedibile è stata fortemente condizionata dall’atmosfera di contestazione della tifoseria rossonera: GO HOME era il muro umano che non lasciava dubbi sul clima di San Siro, un clima che non faceva sconti a nessuno, società, squadra messi sullo stesso piano stasera. L’atmosfera surreale come detto si riversava inevitabilmente sul campo, la nostra squadra bloccata mentalmente senza idee ruminava gioco senza spunti di rilievo se non un tiro di Pavlovic su punizione al 6° minuto. Al 15° il momento clou: la nostra curva si svuota ed anche molti settori di San Siro, dopo aver urlato con rabbia il proprio dissenso. L’occasione di Pavlovic resta l’unica azione di attacco degna di nota della nostra squadra, troppo poco contro un Monza che gioca con dignità pur privo di molti titolari.

Il 70% e’ un possesso palla sterile, non riusciamo a creare uno straccio di azione, Leao e Theo sono in panchina con Fofana e dai sostituti sarebbe richiesto almeno una maggiore determinazione.

La ripresa è migliore, grazie all’ingresso di Chukuweze e di un Camarda in gran spolvero che  forse poteva essere schierato fin dall’inizio. Capitan America Pulisic e Reijnders  prendono finalmente in mano il gioco e le occasioni iniziano ad arrivare: prima l’americano tira a lato al 46 °minuto poi Chukuweze al 47° minuto, ma è con Camarda che al 48° minuto lo stadio vibra per la prima volta, con un controllo in piena area e sombrero sul difensore, il suo tiro viene però vanificato dal portiere del Monza Pizzignacco e dall’arbitro che vede un fallo di mano.

La squadra adesso gioca ma è proprio l’arbitro Rutella che al 50° minuto non fischia un rigore solare su Reijnders completamente “tranciato” dal tackle in scivolata di Carboni. Il Monza non riparte più, schiacciato dalla pressione dei ragazzi, che raccolgono i loro sforzi con un altro raggio di sole in questa dannata stagione: la faccia bella e pulita, da milanista vero, di Matteo Gabbia che raccoglie di testa un corner di Chukuweze al 65° minuto, due minuti dopo la traversa di Felix, che in bella torsione batte il portiere del Monza portando in vantaggio il Milan.

Un vantaggio che viene legittimato al 75° minuto con Joao Felix che su punizione segna il 2-0 e mette i titoli di coda alla partita ed alla stagione.

Finisce così la nostra stagione, dura, difficile, amara e, fatte in precedenza le dovute e legittime considerazioni, rimane la speranza che tutto quello che abbiamo vissuto possa essere servito da lezione e che la prossima annata possa essere pianificata con oculatezza avendo sempre ben presente il patrimonio ENORME che hanno nelle mani coloro che sono deputati alle scelte ed alle valutazioni. I margini di errore saranno limitati: dalla scelta dell’allenatore, alla campagna acquisti, agli eventuali trasferimenti più o meno eccellenti. Chi rimane deve essere convinto e consapevole, altrimenti giusto salutarci senza rancori.

Mi permetto di “rubare” due righe per ringraziare colui che mi piace affettuosamente chiamare “Il nostro Direttore” Filippo Galli, per avermi dato l’opportunità di raccontare la mia grande passione che si chiama Milan. Spero di esserne stato all’altezza. Ho scelto nei miei post partita una narrazione semplice, cercando sempre di rimanere obiettivo e coerente e mettendo sempre il cuore prima di qualsiasi cosa.

Un grazie naturalmente va anche ai colleghi del Blog ed a tutti gli Amici che ci leggono per gli apprezzamenti ricevuti.

FORZA MILAN SEMPRE!!

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno classe 1963, vivo a Firenze dal 1997  lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni 70  e sostenitore della squadra dei 3 Leoni .   

10 risposte

  1. Complimenti Stefano per averci narrato uno scorcio importante di questa stagione così complessa. Ne abbiamo spesso parlato: commentare il Milan di quest’anno è stato difficile. Un dato: McTominay è il centrocampista che ha segnato di più quest’anno. A seguire ci sono Reijnders e Pulisic. Due nostri, due calciatori sui quali una società seria dovrebbe fondare, anzi rifondare meglio dire, un futuro migliore. Ma le sirene di Manchester dicono che ci sia già un’offerta per Tijjani. Tare a me piace, conosce la Serie A, ma ci vorrebbe un progetto tecnico serio, non avventato come quest’anno. Le stagioni storte ci sono, è nella logica dei fatti, anche il Milan del 96/97 e del 97/98 ha fallito, ma forse le ragioni del fallimento erano altre, stanchezza, mancanza di fame, non certo incompetenza e approssimazione. Ora inizia il mercato, ora si deve metter mano ad un progetto serio, che si ricordi del passato glorioso di questa squadra, di questi colori perché oggi, parafrasando il nostro padre nella fede, il rosso è un fiocherello, una fiamma smorta, e il nero non fa paura nemmeno ai bambini.

    Forza Milan ❤️🖤

    1. Grazie a te .. si vero una stagione complessa speriamo la prossima dia a tutti noi rossoneri le soddisfazioni che meritiamo , non è bello contestare non è lo stile Milan.. ma quest’anno si amo arrivati ad un punto di non ritorno e ci era dovuto farlo

    2. L’aneddoto dello scienziato Murphy con l’esperimento fallito dagli elettrodi mal posizionati e’ di per sé bastevole per un più che meritato plauso a suggello della metafora perfettamente calzante nell’incipit narrante La titanica stagione percorsa dal nostro Diavolo. Ancora una volta Chapeau carissimo Stefano! Ma la matematica ci ha insegnato che i problemi relativamente semplici si affrontano e si risolvono con una equazione di primo grado, dove esiste una sola incognita e dunque un unico risultato possibile (un po’ come ha fatto ADL nel suo Napoli dove ha compreso e centrato che con la stessa squadra dell’anno precedente finita decima e per giunta priva di Osimen e Kvara avrebbe fotocopiato il titolo di due anni prima conquistato da Spalletti ed ora ottenuto con Antonio Conte. Esistono poi i problemi più complessi ove si applica un’equazione di secondo grado ovvero con due possibili soluzioni, è stato il caso recente del ns Milan dove né Fonseca, né Concecao sono riusciti a risolvere il problema… e l’aiuto della scienza dei numeri, per noi, finisce qui!… o meglio esistono i sistemi.. e poi gli algoritmi.. e poi tanti scienziati come un Murphy del calcio che potrebbe risolvere i mali del nostro Milan… il rebus sta solo nel trovarlo.. ma presto, prestissimo …. prima che sia troppo e maledettamente tardi

      Buona Domenica..

      Massimo 48

      1. Grazie caro Massimo sempre acuto e interessante il tuo commento speriamo ….questo è quanto mi sento di dire …solo questo … non ho molta fiducia in queste tipologie di gestioni così lontane dalla nostra cultura sia dal punto calcistico sia dal punto di vista prettamente umano, come già affermai, i tifosi non sono clienti sono persone umane che pagano anche profumatamente facendo spesso sacrifici ed esigono il massimo rispetto e considerazione e sono Milioni nel mondo che amano questi colori da 125 anni non sono franchigie che oggi sono a Milano e tra uno/ due anni si spostano a Madrid o Londra per fare un esempio. un abbraccio

  2. Grazie a te Stefano per le analisi precise e competenti. Per quanto riguarda “noi”, il Milan, ogni parola aggiunta a quello che dici e diciamo da mesi sarebbe superflua. La rinascita prima ancora che dall’acquisto di giocatori bravi e intelligenti (dote che è manca ad alcuni dei nostri,a mio parere) deve passare da una società che abbia chiaro e preciso un piano di azione degno di una società come il Milan. Preferisco vedere un piano e un progetto rivolto al futuro che acquisti mirabolanti magari finalizzati soltanto a calmare la piazza. Parafrasando il proverbio: Non limitarti a comprare pesci, comprati una canna e impara a pescare! Siamo il Milan

    1. grazie Gianluca condivido in pieno la metafora finale ci vuole una programma chiaro e duraturo non tentativi da equilibristi

  3. Grazie a te Stefano, per i tuoi ‘pezzi conditi dalle divertenti divagazioni che hanno addolcito le cronache, spesso amare per noi tifosi rossoneri.
    Per il futuro, già detto dell’importanza di confermare Pulisice e Reijnders, anche se le speranze scemando giorno dopo giorno. Una cosa che auspico, ora che è arrivato il DS, e che si faccia chiarezza nei ruoli e nei poteri da attribuire ai dirigenti, a partire dalla figura di Ibra, rimasta nebulosa per tutto l’an̈no. Non per azioni punitive, ma per chiarezza sulle responsabilità circa le improcastinabili ed importanti decisioni da prendere.
    Un saluto a tutti sperando che con la prossima stagione sia riproposto questo appuntamento settimanale. A presto.

    1. grazie Alessio per la tua gentilezza .. sì speriamo che la dirigenza faccia un bagno di umiltà ( ci credo poco … ma vediamo)e che Tare abbia un chiaro mandato, la persona mi sembra di primissimo livello anche da punto di vista del carattere della competenza spero sia messo in condizione di lavorare come sa ‘.

  4. Innanzitutto, grazie a Te Stefano e a Filippo Galli. Come ripeto da tempo, considero questo blog e voi tutti uno dei pochissimi luoghi dove si fa cultura sportiva, sociale e calcistica ad alto livello. Un gioiello vero e proprio!
    Mi associo totalmente al tuo commento Stefano. Qualcuno lo aveva visto subito, altri come la curva ci sono arrivati tardi e con espressioni sbagliate.
    Ora, bisogna solo sperare che il Dio Calcio guardi da queste parti, visto che purtroppo sembra che nulla cambi a livello di proprietà e di direzione tecnica.
    L’arrivo di Tare può essere qualcosa di positivo ma sarà
    Il nome dell’allenatore che farà la differenza. Specie se ,come dovrebbe essere, sarà lui a decidere che Milan costruire.
    Abbiamo detto da sempre che al Milan mancherebbe anche un campione come Filippo Galli. Lo dico con sincera ammirazione per l’uomo e amico, ma anche perché sarebbe un segnale di vero cambiamento.
    Ieri ha segnato Gabbia e ho visto un ottimo Camarda. A volte basta poco per iniziare un progetto duraturo e vincente. E tanta fortuna nelle scelte, visto che chi le farà è responsabile di quelle che ci hanno portato fin qui. Ma appunto, stiamo a guardare. Con fiducia.
    E l’anno prossimo mi raccomando….i tifosi tornino ad essere solo tifosi, pronti a sostenere la squadra sempre! Chi entra dopo o esce prima non è degno della nostra storia. Grazie ancora a tutti!

    1. Grazie Mirko mi auguro possa esserci un cambio di tendenza e tutto l’ambiente ritrovi serenità e compattezza ma sopratutto vi sia chiarezza dei ruoli e di conseguenza sulle scelte un saluto caro

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