Amorim è un uomo di poche parole. O meglio, quando ne ha l’opportunità, evita il confronto pre-gara con i giornalisti e si dedica all’allenamento. Era già capitato alla vigilia della sfida contro l’Atalanta e la storia si è ripetuta ieri, prima di Milan-Bologna. Provando a decifrare le intenzioni del tecnico portoghese, emergevano due temi legati alla lettura della gara, sintetizzabili in una formula: bisognava dare continuità ai risultati, perché gli avversari correvano forte, senza dimenticare che all’orizzonte c’era la madre di tutte le partite: il derby.
Gli exploit delle squadre romane e del Como imponevano agli uomini di Amorim una conferma sul piano del gioco e dei risultati. La vittoria di Udine aveva placato le polemiche seguite alla sciagurata trasferta di Bournemouth e offerto interessanti spunti tattici. Anche questa volta, però, l’infermeria non faceva sconti: ai lungodegenti Saelemaekers e Gabbia si aggiungevano Rabiot, Gila e Moreira, che non erano riusciti a recuperare, oltre al nuovo indisponibile Loftus-Cheek. L’inglese rappresentava una risorsa preziosa soprattutto nelle rotazioni del tecnico portoghese, anche in vista del primo snodo cruciale della stagione contro l’Inter. Per la cronaca, il centrocampista si è procurato una lesione al flessore mediale. Con gli uomini contati, c’era da fare i conti con il Bologna di Palladino, reduce dalla vittoria sul Cagliari e intenzionato a operare un turnover. Il dubbio tra Odgaard e Dovbyk veniva risolto a favore del primo. Avrà ragione.
A circa un’ora dal fischio d’inizio, Amorim sceglie gli ultimi dubbi tattici e schiera la squadra con il modulo 1-4-2-3-1. Estupiñan tornava titolare sulla destra, mentre Tomori veniva confermato sulla corsia di sinistra. Insieme a Pavlović e De Winter, i due completano il reparto difensivo davanti a Maignan. In mezzo al campo riposa Modrić, sostituito da Musah, mentre viene concessa fiducia a Jashari. Hutchinson a sinistra, Cissè al centro e Bartesaghi a destra agiscono alle spalle della punta Gonçalo Ramos.
A dirigere l’incontro è Sacchi, assistito al VAR da Giua e Paterna.
Il Milan attacca da destra verso sinistra, indossando la classica casacca rossonera. Dopo appena trenta secondi, Pobega rischia di far rimpiangere qualcosa ai suoi avversari, ma il suo tiro è centrale. I felsinei sembrano in serata e danno l’impressione di poter far male ogni volta che accelerano.
Il Bologna passa in vantaggio sfruttando un errore di Musah. Il cross di Zortea viene intercettato da Mbangula, che mette in rete. I rossoblù, però, ricambiano presto il favore: Theate, in vena di regali, sbaglia e Cissè ne approfitta per firmare il pareggio.
La rete non sembra scuotere i rossoneri, che anzi danno l’impressione di acquietarsi. Poi, all’improvviso, su un cross teso di Tomori, Cissè raddoppia con una splendida conclusione acrobatica. Oltre al giovane rossonero, autore dei suoi primi gol a San Siro, va riconosciuto il merito a Hutchinson, protagonista di una caparbia iniziativa che ha seminato lo scompiglio tra i giocatori in maglia gialla prima di servire il pallone a Tomori.
Hutchinson è imprendibile: da una sua iniziativa nasce anche il tiro di Jashari, che termina fuori. Dopo un minuto di recupero, Sacchi fischia la fine del primo tempo.
Tomori, alle prese con un risentimento accusato nella prima frazione, lascia il campo all’intervallo. Al suo posto entra Modrić. Il Milan sembra poter controllare la partita, ma il Bologna inizia ad alzare il baricentro e prova a impensierire Maignan. In avvio di ripresa Ødegaard ci prova di testa. Il portiere rossonero, tuttavia, blocca senza difficoltà.
Amorim effettua altri due cambi, inserendo Diawara e Pulisic al posto di Estupiñan e di un ottimo Hutchinson. Palladino rispondeva con tre sostituzioni: fuori Alhassane, Darmian e Bernardeschi, dentro Cambiaghi, Vitík e Miranda.
Nel giro di due minuti, il Bologna prima pareggia e poi ribalta il risultato. Su una punizione, concessa per un fallo ingenuo di De Winter, il pallone attraversa pericolosamente l’area e colpisce Bartesaghi, finendo inesorabilmente in rete. Poco dopo, Miranda prende l’iniziativa sulla sinistra e crossa al centro. Mbangula sorprende Diawara, apparso subito in difficoltà, e firma il sorpasso, ammutolendo un incredulo San Siro.
Amorim getta nella mischia Camarda, ma sono ancora gli emiliani a sfiorare la rete con Cambiaghi. Il Milan non reagisce e prova timidamente ad avvicinarsi all’area di rigore avversaria. I minuti trascorrono velocemente, avvicinando i rossoneri alla prima sconfitta in campionato.
All’83’, il colpo di testa di Camarda sfiora il palo alla sinistra di Skorupski. Quando poi Mbangula, autentico spauracchio della difesa rossonera, insacca all’85’ per la sua personale tripletta su assist di Odgaard, il gelo cala definitivamente sugli ottantamila di San Siro. Camarda è l’unico a provarci in avanti, mentre Gonçalo Ramos continua a risultare latitante.
Finisce 4-2 per i felsinei e cade così il muro dell’imbattibilità in campionato.
Dopo aver battuto il Milan a maggio alla guida dell’Atalanta, Palladino espugna San Siro anche con il Bologna. I rossoblù tornano a vincere contro i rossoneri dopo dieci anni. Una sconfitta inaspettata, che getta ombre sul lavoro di Amorim e sembra riproporre problemi già emersi nel recente passato. Il Milan non prosegue la sua marcia e si allontana dal gruppo di testa, venendo ora scavalcato dal Como.
I padroni di casa hanno praticamente gettato alle ortiche una partita che erano riusciti a riprendere e nella quale erano persino passati in vantaggio. Al di là delle assenze, discutibili sono apparsi i cambi dell’allenatore rossonero. La difesa si è dimostrata perforabile e poco affidabile: nelle ultime quattro partite sono stati incassati nove gol, mentre in campionato tutte le reti subite sono arrivate nel secondo tempo, a testimonianza di una preoccupante difficoltà nel mantenere concentrazione e solidità per l’intera gara.
Cisse resta l’unica nota positiva della serata.
Il giovane talento rossonero ha realizzato la sua prima doppietta in Serie A, salendo a quota quattro reti in campionato. Gonçalo Ramos, invece, sta diventando un caso tattico al quale Amorim deve trovare una risposta al più presto.
Sabato prossimo ci sarà il derby, la madre di tutte le partite. Sarà fondamentale recuperare il maggior numero possibile degli infortunati, soprattutto Rabiot, elemento del quale il Milan sembra non poter prescindere. I rossoneri arriveranno all’appuntamento con il morale sotto i tacchi, ma la stracittadina offre sempre motivazioni supplementari e può rappresentare l’occasione per ripartire.
Speriamo che, nella notte di Halloween, il Milan riesca a giocare un brutto scherzo ai cugini nerazzurri.
IL TABELLINO
MILAN-BOLOGNA: 2-4
MARCATORI: 8′, 17′ st e 41′ st Mbangula (B); 14′ e 27′ Cissè (M); 15′ st aut. Bartesaghi (B).
MILAN (1-4-2-3-1): Maignan; Tomori (1′ st Modrić), De Winter, Pavlović, Estupiñan (14′ st Diawara); Hutchinson (14′ st Pulisic), Musah, Jashari, Bartesaghi (18′ st Camarda); Cissè; Ramos (42′ st Comotto). All.: Amorim.
BOLOGNA (3-4-3): Skorupski; Darmian (14′ st Vitík), Casale (34′ st Helland), Theate (25′ st Heggem); Zortea, Pobega, Ferguson, Alhassane (14′ st Miranda); Bernardeschi (14′ st Cambiaghi), Odgaard, Mbangula. All.: Palladino.
Arbitro: Sacchi di Macerata.
BIO: VINCENZO PASTORE
Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.
Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.
Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”
Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.









