IL PUNTO SULLA SERIE A – VENEZIA – NESSUNO STRAPPO DA STROPPA

Il Venezia, nonostante le cinque sconfitte in altrettante gare di campionato, ha deciso ( a mio modo di vedere molto saggiamente) di non mettere in dubbio il progetto affidato a Giovanni Stroppa, artefice della promozione e guida tecnica che, alla stregua di Alvini, ha sempre puntato sull’esecuzione di un calcio propositivo, coraggioso, aggressivo, volto al predominio indipendentemente dall’avversario di turno.

In realtà, per l’appunto, lo zero nella casella verosimilmente più importante della graduatoria è alquanto poco veritiero: la compagine lagunare, eccezion fatta probabilmente per la sola trasferta in quel di Frosinone, ha sempre sciorinato prestazioni che avrebbero meritato ben altro epilogo.

Apice dimostrativo ne è, in tal senso, l’esordio stagionale contro il Lecce, letteralmente dominato per buona parte dell’incontro e uscito incredibilmente vittorioso dal Penzo.

Emblematica anche la sfida contro il Milan, con i rossoneri opportunamente capaci di ottimizzare la propria superiorità nonostante una serie di pericolose scorribande arancioneroverdi.

Fino alle parole di un sempre onestissimo Gattuso, il quale, dopo il successo ottenuto in terra veneta, ha esplicitamente ammesso quanto la sua Lazio fosse stata fortunata ad agguantare i tre punti al cospetto di un Venezia che avrebbe differentemente oltremodo meritato quanto meno di smuovere la classifica.

La maggior parte dei problemi che sin qui non hanno consentito, nonostante la fluidità di gioco, di raccogliere quanto seminato all’interno del perimetro del manto erboso, sono da circoscrivere principalmente a macroscopiche defaillance individuali del reparto difensivo, in ogni caso falcidiato da assenze pesantissime.

Bella-Kotchap avrebbe dovuto dirigere una linea rinnovata, ora dunque già ragionevolmente inizialmente suscettibile di imperfezioni collettive (considerando anche l’atipico sforzo per una “piccola” di interpretare spartito e strumento secondo le direttive di Stroppa): il suo infortunio, assieme a quello di Franjic, ha contribuito a rendere inesorabilmente più vulnerabile una retroguardia che ha “patito” le momentaneamente insufficienti prestazioni di Halhal, le incertezze di Moreno e la condizione fisica ancora non ottimale di Juan Jesus.

Differentemente sostanzioso il rendimento degli esterni, con diversi contributi in fase realizzativa fra Serie A e Coppa Italia; il reparto sensibilmente più qualitativo è con evidenza il centrocampo, nonostante gli infortuni (!) dell’ormai veterano Busio (pedina fondamentale e guida carismatica) e di Basic, notabilmente tesserato dopo la lodevole esperienza nelle fila della Lazio.

All’ottimo Kike Perez, all’ancora incompiuto Sohm e al talentino Toni Fernandez ( prelevato per quattro milioni di euro dalla cantera del Barcellona), il compito di non fare rimpiangere l’assenza di due titolarissimi.

Quanto all’attacco, paiono momentaneamente eccessivi i milioni spesi per Adams (ventitré, incassati dal più importante club d’Andalusia): con Rrahmani e Lauberbach chiamati ancora ad ambientarsi e in attesa di poter disporre nuovamente di Adorante, è per il momento Yeboah l’usato sicuro di una squadra che, nonostante tutte queste difficoltà derivanti da defezioni e ovvie concessioni temporali ai nuovi arrivati da campionati diversi, è fra le prime otto squadre per xG, settima per possesso palla, prima per cross effettuati e per palle filtranti efficaci.

Considerando altresì che il PPDA è fra i più bassi della Serie A (conseguentemente il Venezia risulta fra le squadre più aggressive), è ineluttabile corollario sottolineare quanto da rimarcare sia stato il lavoro di un tecnico che, nel Paese delle riflessioni superficiali, paga uno zero in classifica totalmente bugiardo e infondato.

BIO: ANDREA FIORE

Teoreta, assertore della speculazione del pensiero quale sublimazione qualitativa e approdo eminentemente più aulico della rivelazione dell’essenza di sé e dello scibile, oltre qualsivoglia conoscenza, competenza ed erudizione quali esclusive basi preliminari della più pura attuazione di riflessione ed indagine. Calciofilo, per trasposizione critico analitico di ogni sfaccettatura dell’universo calcistico, dall’ambito  tecnico-tattico all’apparato storico, dalla valutazione individuale e collettiva ai sapori geografici e culturali di una passione unica. La bellezza suprema del calcio è anche il suo aspetto più controverso: è per antonomasia di tutti e tutti pensano di poterne disquisire.

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