Il nazionale della Germania Est, arruolato dal Ministero della Sicurezza di Stato della DDR, scelse un rischioso doppiogioco senza mai accusare nessuno.
Nel maggio 1972, il tenente Jorg Seidel ebbe il primo contatto con Gerd Kische, difensore ventunenne dell’Hansa Rostock, già da quasi un anno nel giro della nazionale tedesca orientale. Seidel era un ufficiale del Ministero della Sicurezza di Stato della Repubblica Democratica Tedesca, la famigerata Stasi che controllava capillarmente la stragrande maggioranza dei cittadini della Germania Est. A Kische venne proposto di diventare collaboratore nell’interesse dello Stato. Circa un anno dopo ci fu un altro incontro fra i due per dare inizio alla collaborazione. Il tenente, curatore della pratica di arruolamento di Kische, non molto ferrato in materia calcistica, riportò l’appellativo scelto dal calciatore: Neesken, senza la s finale. Il difensore dell’Hansa aveva chiesto di essere identificato con il cognome dell’olandese Johan Neeskens, una delle colonne del grande Ajax che stava dominando la scena europea nei primi anni 70, punto di forza della nazionale arancione. Nella sfida mondiale del 1974, vinta 2-0 dall’Olanda contro la DDR, Neeskens disputò una prestazione superlativa, sbloccando il risultato nel primo tempo e agendo in ogni zona del campo senza cali di intensità. Quattro anni dopo, a Rotterdam, in una partita valida per le qualificazioni all’Europeo 80, fu un’autorete di Kische, nei minuti iniziali, a sbloccare il risultato a favore degli olandesi. Il 3-0 finale scaturì da una doppietta di Ruud Geels nella ripresa.

GERD KISCHE CON LA MAGLIA DELL’HANSA ROSTOCK
Quel giorno, in campo c’era anche Lutz Eigendorf, stella della Dynamo Berlino, ucciso dalla Stasi nel marzo ‘83 dopo la sua fuga nella Germania Occidentale, con passaggio al Kaiserslautern. Dopo il crollo del Muro di Berlino e l’apertura degli archivi della Repubblica Democratica Tedesca, venne trovato un dossier contenente le ipotesi sull’omicidio del calciatore. Vari faldoni comprendevano anche progetti di eliminazione di altre persone che avrebbero avuto a che fare con Eigendorf, incluso un soldato. Una delle strategie della Stasi, sintetizzata magistralmente da Florian Henckel von Donnersmarck nel film “Le vite degli altri”, consisteva nel creare falsi documenti con finalità di ricatto e depistaggio. Il potentissimo Erich Mielke, l’artefice del Ministero della Sicurezza di Stato della DDR, uno dei servizi segreti più potenti di tutti i tempi, era anche un grande appassionato di calcio, tra i promotori della nascita della Oberliga, il massimo campionato della Germania Est.
In una intervista rilasciata a Giovanni Tosco (Tuttosport), autore del libro “Jurgen Sparwasser. L’eroe che tradì”, il marcatore dello storico gol nel derby mondiale tra le due nazionali tedesche, disputato ad Amburgo il 22 giugno ‘74, ha fatto riferimento a Kische dopo le scoperte negli archivi della Stasi. La spia, interna alla nazionale della Germania Est, sarebbe stato proprio il difensore nato il 23 ottobre 1951 a Teterow, nel circondario di Rostock, città del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Secondo quanto dichiarato a Tuttosport, Sparwasser sarebbe stato da subito a conoscenza delle voci riguardanti la presenza di almeno una spia nella Fußballnationalmannschaft der DDR, scegliendo tuttavia di non indagare alla ricerca di conferme. “Anche oggi, quando mi ritrovo con i compagni dell’epoca, non ne parliamo”, ha dichiarato a Tuttosport l’ex mezzala del Magdeburgo.

MONDIALI ’74: LA GERMANIA EST CHE AFFRONTÒ IL BRASILE
Altri particolari, sui rapporti tra Kische e la Stasi, le ha fornite il giornalista Roland Reng, autore del libro “1974. Un incontro tedesco”. Secondo Reng, il difensore della nazionale sarebbe riuscito, con trucchi, tanta determinazione e non senza rischi molto elevati, ad ingannare il capillare apparato di spionaggio statale, scegliendo sistematicamente la via del doppiogioco, finendo per rivelare solo informazioni di scarso rilievo. Come Redmond Barry con Chevalier de Balibari nel celebre film di Stanley Kubrick. Non sono stati trovati riscontri di persone finite nei guai a causa di delazioni o dichiarazioni di Gerd Kische. Tra i particolari riportati da Reng c’è anche la conferma del nome che identificava, nei registri della Stasi, il giocatore del club di Rostock: Neesken, senza la s finale. Kische è stato tra i difensori più forti della Oberliga, protagonista con la Germania Est per buona parte degli anni 70. Cresciuto nel settore giovanile dell’Eintracht Teterow, dopo un anno al Post Neubrandenburg, debuttando in prima squadra non ancora diciottenne, si meritò le attenzioni dell’Hansa che lo prelevò nell’estate del 1970. Rimase a Rostock dodici anni, un ciclo contrassegnato – dal 1975 al 1980 – da tre retrocessioni ed altrettante immediate promozioni. Il miglior piazzamento di Kische con l’Hansa è il settimo posto nel ‘74, stagione che portò il Magdeburgo a vincere sia il titolo nazionale sia la Coppa delle Coppe, battendo in finale il Milan. Il suo esordio con la maglia della Germania Est risale al 16 agosto 1971, a Guadalajara, nell’amichevole vinta contro il Messico (1-0). Le sue presenze ufficiali in nazionale saranno 59, l’ultima il 19 novembre ‘80, in casa contro l’Ungheria (2-0).

KISCHE ESULTA CON I COMPAGNI (IL PRIMO DA SX) DOPO LA VITTORIA CONTRO LA GERMANIA OVEST AI MONDIALI DEL 1974
Alla vigilia del derby mondiale, un frettoloso comunicato stampa inserì erroneamente Kische tra gli squalificati. Schierato titolare dal ct Georg Buschner, il difensore ebbe il compito di seguire gli spostamenti di Flohe, mettendosi in evidenza in avvio di ripresa con un buon affondo in fase offensiva. Dopo aver disputato da titolare quei Mondiali, Kische venne convocato, due anni dopo, alle Olimpiadi di Montreal. In terra canadese la Germania Est si aggiudicò l’oro battendo 3-1 la Polonia, detentrice del titolo olimpico e favorita della vigilia. Il difensore giocò da titolare la finale.
Dopo un passaggio al Bau Rostock, Kische lasciò il calcio giocato al termine di una stagione con il Post Neubrandenburg, fissando a 303 le presenze ufficiali in campionato, con 31 reti segnate. Era il 1984. Tre anni prima si era sposato con Barbara Wieck, ex mezzofondista e medico sportivo.

WOLFGANG SEGUIN, MARTIN HOFFMANN E GERD KISCHE
Dopo aver studiato ingegneria economica e lavorato in un consorzio edilizio, l’ex nazionale della DDR ha collaborato con diverse società di costruzioni – tra Amburgo e Rostock – nel periodo post unificazione della Germania. Negli anni 90, Gerd Kische è tornato all’Hansa, ricoprendo anche il ruolo di presidente e direttore sportivo.

BIO: SERGIO TACCONE
Giornalista, classe 1972, ha pubblicato una ventina di libri su vari periodi della storia del Milan. È suo l’unico libro in italiano dedicato al trio svedese Gre-no-li. È co-autore del libro “Ricky Albertosi, romanzo popolare di un portiere”, vincitore del Premio Selezione Bancarella Sport 2020.











2 risposte
Bell’articolo Sergio, complimenti!
Ho appena terminato di leggere il libro “Anime prigioniere”di Ezio Mauro un excursus completo sulla storia del muro di Berlino.
Da vecchietto quale sono ricordo perfettamente, nel ’61 frequentavo la terza media, la sua folle ed inumana costruzione. Hai scritto una storica testimonianza di questo bravo calciatore costretto dal regime suo malgrado ad espletare un ruolo indesiderato.
Buona giornata!
Massimo 48 ❤️🖤
Grazie Massimo.