NON È POI COSÌ PIRLO

Andrea Pirlo.

Elitario, regale, impassibile.

Titanica figura di livello internazionale.

Maestosità sontuosa.

Consapevolezza.

Proverbiale compostezza.

Tutt’altro che un allenatore nel quotidiano.

Alla stregua dei personaggi di Stendhal, che vivono la mediocrità della corte o della vita comune con disorientamento e goffaggine, egli innalza energia morale e genio spirituale se catapultato nei momenti storici cruciali o nei vertici del pericolo e della passione.

Alla stregua di Palamède, barone di Charlus, che  possiede intelligenza, cultura e un gusto aristocratico d’altissimo livello, è perfetto, magnetico e dominante quando si trova nei salotti più esclusivi e colti, ove la qualità della conversazione è altissima.

Alla stregua di Achille, guerriero supremo, pronto a fronteggiare semidei o mura troiane, quando la qualità dello scontro si abbassa si ritira sdegnato nella sua tenda. Non sa essere un normale soldato o un diplomatico: sa solo essere il migliore.

Alla stregua del Principe Andrej Bolkonskij (“Guerra e Pace”) rappresenta l’incarnazione perfetta dell’aristocrazia innata, dell’elitismo intellettuale e della regalità distaccata: come Andrej si muove tra i salotti e i campi di battaglia con elegante freddezza, Andrea governa il campo con postura monarchica, quasi indifferente alla foga circostante.

Bolkonskij domina la scena con il peso della sua competenza e del suo carisma silenzioso.

Pirlo guida la squadra senza mai scomporsi o alzare la voce.

Visione superiore ed intelligenza strategica.

Un giocatore monumentale che trasformava la pressione in pura eleganza.

Apodittico, in virtù di quanto sin qui  sciorinato, che venga percepito maggiormente come una figura internazionale adatta ad una panchina prestigiosa piuttosto che  nelle vesti di allenatore  logorato dalla quotidianità delle categorie inferiori.

Conosce i dettagli psicologici e tattici necessari per vincere quando il livello si alza.

E poi, altresì, consentitemi: il cauto esporsi, il leggiadro sussurrare e la nobiltà di Andrea Pirlo rappresentano una netta rottura con l’estetica della leadership urlata.

Tipica della pochezza contemporanea.

BIO: ANDREA FIORE

Teoreta, assertore della speculazione del pensiero quale sublimazione qualitativa e approdo eminentemente più aulico della rivelazione dell’essenza di sé e dello scibile, oltre qualsivoglia conoscenza, competenza ed erudizione quali esclusive basi preliminari della più pura attuazione di riflessione ed indagine. Calciofilo, per trasposizione critico analitico di ogni sfaccettatura dell’universo calcistico, dall’ambito  tecnico-tattico all’apparato storico, dalla valutazione individuale e collettiva ai sapori geografici e culturali di una passione unica. La bellezza suprema del calcio è anche il suo aspetto più controverso: è per antonomasia di tutti e tutti pensano di poterne disquisire.

2 risposte

  1. #ANDREAPIRLO
    Con ogni probabilità sara’ il nuovo ct, dopo i fallimenti in serie di Ventura,Mancini,Spalletti e Gattuso.
    Capisco il disfattismo della situazione riguardo alla nazionale ma non quell ostracismo verso Pirlo.
    Di squadre serie ne ha allenate due, la Juve e la Samp.
    Ha ereditato da Sarri la Juve con 9 scudetti di fila, ha cmq portato a casa una Coppa Italia e lo scudetto.
    Avete presente la situazione della Samp? ecco lui e’ arrivato ai play off e dopo il suo addio la Doria e’ retrocessa in C, poi ripescata.
    Maldini,Leonardo e Pirlo incarnano un vero e proprio gruppo di lavoro.
    Dal 2001 al 2009, Leonardo ritorno’ un anno dopo hanno formato una triade vincente in campo e sulla scrivania.
    Credo che se Pirlo sarà solo la metà di quello che era in campo potrebbe fare cose interessanti, conosce benissimo ogni angolo di Coverciano.
    Maldini e Leonardo lavoreranno in ufficio e creeranno un ponte con Pirlo.
    Diamo fiducia a questo triumvirato d’altro canto e’ una sorta di Milan Ancelottiano.

  2. Esattamente, potrebbe rivelarsi un ottimo tecnico federale, calzare a pennello con il ruolo, specie all’interno di un progetto totale…ha tutte le caratteristiche del profilo adeguato a restare potenzialmente per molti anni sulla panchina azzurra

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