Sono trascorsi 56 anni da quando il Milan disputò e vinse la sua prima Coppa Intercontinentale, fu la decima edizione della competizione in palio tra le squadre campioni d’Europa e del Sudamerica.
La partita di andata tra Milan ed Estudiantes si giocò allo Stadio San Siro (3 a 0 per i rossoneri con doppietta di Sormani e rete di Nestor Combin) il ritorno si disputò invece allo Stadio La Bombonera di Buenos Aires, correva Il 22 Ottobre 1969 ed il match (più pugilistico che calcistico) terminò 2 a 1 per gli Argentini (Rivera, Conigliaro, Aguirre Suarez), ma forte del risultata dell’andata il Diavolo conquisterà la sua prima Coppa Intercontinentale.
Nel match di ritorno, attorno al minuto 30′, in uno scatenato clima da bolgia infernale, Gianni Rivera in una manciata di secondi riuscì a togliere il respiro a tutto il mondo dei tifosi rossoneri. Con una fulminea azione di contropiede dribblò il tentativo di placcaggio del portiere Poletti e si presentò da solo davanti alla porta sguarnita beffando l’inutile intervento di un paio di difensori disperatamente lanciatisi in ritardo. Per alcuni glaciali ed interminabili secondi l’infuocata Bombonera parve letteralmente ibernata per rinverdirsi solo un quarto d’ora dopo con la speranzosa doppietta a suon di pestoni e manrovesci realizzata in un solo giro di lancette da Conigliaro e Aguirre Suarez. Seguirà per tutta la ripresa una vergognoso atteggiamento della squadra argentina che degenerò, frustrati dal tombale punteggio complessivo di 4 reti a 2, in una vergognosa caccia all’uomo imitando, ma con la più infame delle viltà e la più malsana delle cattiverie, il men che mediocre stile rugbistico.
Il Milan guidato dal Paron Nereo Rocco scese in campo nelle due gare con la medesima formazione:
Cudicini, Malatrasi, Anquilletti, Rosato, Schnellinger, Lodetti, Combin, Rivera, Fogli, Sormani, Prati.
L’ex giocatore rossonero Giovanni Lodetti, autentico polmone del Diavolo negli anni 60 scomparso due anni fa e soprannominato “Basléta” per via del suo mento pronunciato, narrò in una intervista diversi avvenimenti e particolari di quella serata “horror” che con le TV di quel tempo rimasero in gran parte nascosti all’intera platea dei telespettatori del match trasmesso in mondovisione. Secondo la sua versione ai giocatori del Milan, al loro ingresso in campo, venne lanciato addosso del caffè bollente, e mentre venivano scattate le rituali fotografie pre gara vennero presi a pallonate dai giocatori avversari. Il dopo partita si trasformò in un’autentica caccia all’uomo. Combin alla fine dell’incontro uscì dal campo con naso e zigomo fratturati, altri giocatori del Milan si lamentarono poi di aver ricevuto colpi proibiti dagli avvelenati avversari.

Nestor Combin, nato e cresciuto in Argentina ma poi naturalizzato francese, al termine della gara venne prelevato, affranto e sanguinante per le botte ricevute, negli spogliatoi dalla Polizia, ( anche se il mattino seguente ottenne il rilascio grazie all’energico intervento dell’allora Presidente Franco Carraro), condotto in Questura, accusato di essere un disertore e rilasciato solo dopo aver ricevuto il consenso dalle autorità francesi di aver regolarmente svolto il servizio di leva. Diversi altri giocatori della squadra argentina vennero denunciati all’autorità sportiva e subirono pesanti squalifiche: il portiere Poletti, considerato uno dei più violenti, fu radiato dalla federcalcio argentina (successivamente revocata mentre Aguirre Suárez e Manera furono squalificati il primo per 30 partite di campionato e 5 anni di attività internazionale e il secondo per 20 giornate e 3 anni. I tre furono anche arrestati e scontarono 30 giorni di reclusione. (tratto da: Magliarossonera.it)
Nel 2017, la FIFA ha equiparato i titoli della Coppa del mondo per club e della Coppa Intercontinentale, riconoscendo a posteriori anche i vincitori dell’Intercontinentale come detentori del titolo ufficiale di “campione del mondo FIFA”, inizialmente attribuito soltanto ai vincitori della Coppa del mondo per club.
Il giorno appresso la squadra del Milan atterrerà finalmente all’aeroporto della Malpensa dopo un’autentica battaglia conclusasi con molti protagonisti rossoneri contusi, feriti e sanguinanti come dimostrarono le raccapriccianti fotografie del povero Combin pubblicate sulle prime pagine di tutti i quotidiani.
Ma la gioia, nonostante il deprecabile accaduto, fu immensa e la foto che ritrae tutta la squadra sollevare la sua prima Coppa Intercontinentale di fronte ad una marea di festanti tifosi è la riprova che vuole indiscutibilmente attribuire al Diavolo di quegli anni la sua totale impavidità dovuta alla straordinaria caparbietà e combattività dei suoi interpreti ed alla rispettabile valenza degli organi dirigenziali, ingredienti che se oggigiorno avessimo la fortuna di reincontrare porterebbero nuovo e vitaminico lustro al nostro pur sempre amato e vecchio, saggio Milan!

BIO: MASSIMO BALDONI
Massimo 48 nasce a Roma nei primi anni del dopoguerra da mamma umbra e papà francese. Negli anni dell’adolescenza ama spesso frequentare l’agenzia di stampa ove il padre opera in qualità di telescriventista rimanendo particolarmente attratto dalla stesura degli articoli nella redazione sportiva.
Si diploma Perito Tecnico in Telecomunicazioni e dedica tutta la sua vita lavorativa al settore radio elettronico in varie aziende. Poi, dopo i primi anni di grigia pensione, inizierà quasi per gioco a scrivere in qualità di blogger nella sezione Vivoperlei di Calciomercato.com dove oltre che di calcio si può scrivere di qualsiasi altro accadimento ad esso correlato.
Viene insignito dal Direttore Stefano Agresti nella sede di CM a Milano con una targa risultando il miglior blogger dell’anno 2021 in quella specifica sezione.
Ora è alla ricerca di nuovi siti di scrittura, ed aver trovato l’incontro con “La complessità del calcio” con la regia di Filippo Galli è un’assoluta ed autentica vera chicca!










7 risposte
Nestor Combin
Juventus…. Torino e poi Milan?
Quella partita fu un assalto continuo ai valori dello sport e della lealtà
Concordo Dario! Fu un vero doppio onore quella vittoria sia per il Milan che per la nostra Nazione. Del resto l’Argentina di Peron godeva di una pessima fama….che purtroppo si rispecchiava anche nel calcio.
Fortunatamente….arrivò Maradona a far dimenticare quel brutto periodo! Un caro saluto .
Massimo 48
Fu un episodio increscioso. Combin fu preso di mira per aver scelto la Francia, come si diceva una volta, naturalizzato. Quelle trasferte sudamericane sono sempre state caratterizzate da insidie e arbitraggi discutibili ( vedi quello di Santos Milan). Alla fine siamo riusciti, tra mille avversità, a portare almeno un Coppa Intercontinentale. Poi la storia cambierà: campo neutro, Tokyo, Milan mondiale…
Grande pezzo, Massimo, autentico cantore delle storie rossonere
Vincenzo ♥️🖤
Ti ringrazio Vincenzo per i graditi complimenti. Ho ovviamente estrapolato gli accadimenti di quello storico match dalla fonte inesauribile che ormai ognuno di noi ha nell’immediata consultazione del proprio smartphone, ma essendo 21ne in quell’anno rimasi allibito nel leggere i giornali il giorno dopo.
La TV di allora trasmise tutto o quasi in campo lungo e pensai solo ad una partita molto “maschia”….in realtà è stata un autentico match di lotta libera sul Ring de La Bombonera!
Un forte abbraccio .
Massimo 48
Buongiorno Massimo, grazie per aver ricordato questo episodio, soprattutto per i ragazzi di oggi. Fu una grandissima vittoria e, proprio per le circostanze, la più importante (secondo me) della storia rossonera, ma con un velo di tristezza. Ricordiamo che altre squadre successivamente decisero di non giocare questa partita (credo l’Ajax), proprio a causa di Estudiantes Milan. A proposito dell’abatino: beh, direi che il giudizio di Brera, alla luce di questa partita, possiamo considerarlo affrettato.
Ottimo commento, Gian Paolo!
Vero quel che dici. Il Milan fu di insegnamento ed altre big preferirono non rischiare.
In merito a Gianni Brera del quale nutro una profonda stima credo che scelse liberamente quell’atteggiamento in contro corrente sul Golden Boy molto chiacchierato fuori dal campo e nella sua vita privata. Quelle lunghe pause in mezzo al campo che da regista del gioco ogni tanto giustamente si concedeva,
l’onomaturgo ed ormai celebre reporter padano non riusciva proprio a digerirle e si dilettava a consumare intere bobine di nastro battendo gli articoli sulla sua Lettera 22 “sparlando” del nostro futuro Pallone d’oro. Ma è stato un grande del reportage sportivo come del resto lo è stato il ns. Gianni!
Buona Domenica !
Massimo 48
Senza dubbio, Brera è stato un maestro del giornalismo ed inventore di un certo linguaggio calcistico. Buona domenica anche a te.