LA FRECCIA AUBAMEYANG TORNA A MARSIGLIA

Pierre Aubameyang è stato un difensore gabonese che ha speso gran parte della sua carriera agonistica in Francia, in particolar modo nello Stade Lavallois, in Prima Divisione, squadra che si era addirittura affacciata in Europa disputando nella stagione 1983/1984 la Coppa UEFA.

Ha anche giocato in Italia in Serie C/2 con la maglia della Triestina, nella stagione 1996/1997, segnando 3 reti.

Con il Gabon, la sua nazionale, ha disputato 74 partite.

A fine carriera è stato ingaggiato dal Milan come osservatore, ma intanto non ha dovuto intraprendere faticose trasferte per cercare profili interessanti, perché alcuni talenti li aveva sotto il tetto di casa. I suoi tre figli sono passati dalle giovanili del Milan: Catilina (1983) nel cui palmares compaiono la Champions League e la Coppa Italia del 2002/2003; Willy (1987) e Pierre-Emerick (1989).

Dei tre, l’ultimogenito è senza dubbio più noto al grande pubblico avendo giocato in Francia, Germania e Inghilterra.

Aubameyang III, come si soleva indicare una volta i fratelli calciatori, ha militato nelle giovanili del Milan dal 2005 al 2008.

PIERRE AUBAMEYANG CON LA SQUADRA “PRIMAVERA” DELL’AC MILAN

Nel 2007/2008 fa parte della rosa rossonera ma non riesce ad esordire e allora il Milan decide di mandarlo in prestito al Digione nella stagione successiva, in Ligue 2. Il ragazzo si fa notare perché segna alla soglia dei vent’anni 10 gol in 39 partite.

Al Milan ci sono tanti campioni, ha bisogno di farsi le ossa e così nelle due stagioni successive va ancora in prestito, prima al Lille e poi al Monaco.

Ma è al Saint-Etienne che Pierre-Emerick si afferma.

Arrivato nei Stephanois, una delle squadre più prestigiose di Francia, si mette subito in evidenza per la sua velocità e per il suo senso della posizione in area di rigore. È tra i giocatori che si muovono meglio negli ultimi sedici metri, pronto a farsi trovare libero per un facile tap-in o capace di inserirsi rapido tra le linee.

Diventa La Fusée Verte, il razzo verde, per la sua impressionante velocità, a tal punto da essere accostato a sua maestà Usain Bolt dal suo preparatore atletico ai tempi del LOSC Lille, Gregory Dupont. L’unica volta che è stato cronometrato, come ha dichiarato lo stesso Aubameyang, aveva sedici anni e ha corso i 100 metri in 11 netti. Christophe Galtier, allenatore dei verdi, crede molto nelle qualità del giovane franco-gabonese e lo mette al centro del gioco offensivo. È convinto che possa crescere e allora lo sottopone a sedute di allenamento davanti alla porta per migliorare tiro e mira.

Con il Saint-Etienne gioca 87 partite e realizza 37 reti, conquistando nella stagione 2012/2013 la Coppa di Lega Francese vinta contro il Rennes per 1 a 0 (Brandão) . Le sue prestazioni vengono notate dal Borussia Dortmund allenato da Jürgen Klopp che schiera ancora in attacco Robert Lewandowski. L’avvio di stagione del giovane Razzo Verde è fulminante: il Borussia vince subito la Supercoppa tedesca contro il Bayern Monaco di Pep Guardiola per 4 a 2. L’esordio in campionato va pure meglio perché Pierre-Emerick sigla una tripletta nel 4-0 finale di Augsburg, dove va a segno anche l’altro attaccante di lusso della banda Klopp, Lewandowski. A Dortmund si impone come calciatore di livello internazionale e nel 2015 la CAF gli attribuisce il premio come miglior giocatore africano dell’anno.

Segna tanto Aubameyang, a raffica, a grappoli, come avviene in un Amburgo-Borussia Dortmund del 5 novembre 2016 dove addirittura realizza un poker e dove si mette in luce un giovanissimo statunitense di origine croata, Christian Pulisic.

È incontenibile, diventa la stella della squadra, con il Dortmund realizza in tutto 141 gol in 213 partite, figurando tra i migliori marcatori della storia dei gialloneri, alla posizione numero 8.

Ma la Premier League esercita un certo fascino e lui non l’ha mai nascosto:« Sarei eccitato dall’idea di giocare in Premier League, come qualsiasi giovane giocatore.» L’Arsenal stacca un assegno da 63,75 milioni di euro per assicurarsi il forte attaccante gabonese. L’Emirates Stadium diventa allora la sua nuova casa nella stagione 2017/2018, dopo aver vinto a Dortmund due Supercoppe tedesche e una Coppa di Germania.

Con i Gunners si afferma come il punto di riferimento offensivo, segna in tutti i modi, di testa, in volèe, in rovesciata, di rapina.

Si rivela un attaccante moderno, affidabile, prolifico. Diventa il giocatore più veloce a raggiungere le 50 reti nella storia del glorioso club londinese, in 79 partite. Meglio di un mostro sacro dell’allora Highbury, Thierry Henry, che deteneva il record con 50 gol in 83 partite. Dopo 163 gettoni di presenza saranno 92 le marcature con la maglia dell’Arsenal.

Vince la FA Cup della stagione 2019/2020 segnando una doppietta al Chelsea (2-1) e la conseguente Community Shield contro il Liverpool ai calci di rigore, dopo l’1 a 1 dei tempi regolamentari nei quali aveva segnato il vantaggio dei Gunners.

Ci sono anche momenti difficili.

Arriva la cocente delusione della sconfitta nella finale di Europa League contro il Chelsea, in un’edizione coronata da otto gol, tra i quali una strepitosa tripletta al Valencia nel ritorno della semifinale al Mestalla.

Non solo sconfitte sul campo, Aubameyang conosce anche la depressione scaturita dalle condizioni di salute dei suoi genitori: «Sono stato depresso e ho iniziato a bere molto.[…] Personalmente, credo fosse legata allo stato di salute dei miei genitori. Sono cose che colpiscono un uomo, è stato difficile. Come se ne può uscire? Spesso diciamo che dobbiamo parlarne, non c’è da vergognarsi. Anche se io non l’ho fatto, so che questo può davvero aiutare. A volte le persone hanno bisogno di aprirsi. Penso che avrebbe fatto bene anche a me. Avevo bisogno di recuperare energie, di riscoprire la gioia di vincere. Quel periodo è stato un disastro.»

Ha bisogno di cambiare aria e Barcellona diventa un’opportunità che non si può lasciar scappare. Colleziona 18 presenze e segna 11 gol. Indimenticabile una sua doppietta al Real Madrid nel Classicodel 20 marzo 2022 nel 4 a 0 con il quale i Blaugrana regolano a domicilio i Blancos. Il commento del sito Eurosport esalta la prestazione del calciatore del Barça, migliore in campo: «Timbra il cartellino nel suo primo Classico con un’inaspettata doppietta, confermando il momento di forma stellare che sta vivendo. Nove gol nelle ultime otto uscite, entrambi da rapace d’area vero. Giocatore totalmente ritrovatosi alla corte di Xavi.»(Fonte https://www.eurosport.it/calcio/la-liga/2021-2022/liga-real-barcellona-0-4-aubameyang-torres-ed-araujo-ispirano-il-poker-blaugrana-nel-clasico_sto8854718/story.shtml).

Ma la Catalogna rappresenta una parentesi e Aubameyang accetta l’offerta del Chelsea che lo acquista nella stagione 2022/2023, che quell’anno disputa la Champions League ed incrocia il Milan nel girone: Aubameyang segna all’andata (3-0) e al ritorno (0-2). Ma con i Blues gioca poco (15 presenze) e va in rete ancor meno (3), Potter lo esclude dalla lista Champions in inverno e allora diventa inevitabile un cambio di casacca. Si parla di Milan, e sarebbe un ritorno alla casa madre, ma a fine stagione sceglie di andare in Provenza, all’Olympique Marsiglia. L’aria di mare e il calore del pubblico del Velodrome lo fanno sentire bene, rinasce, dopo anni non semplici: «Ora al Marsiglia ho riscoperto la gioia di vincere» confessa in un’intervista. Aubameyang ricambia la fiducia a suon di gol: 30 in 51 partite! Ma dopo appena una stagione il club saluta la sua punta: «Sempre sorridente e laborioso, il nostro attaccante gabonese ha brillato per il suo talento nella stagione 2023-2024. Autore di 30 gol con la maglia dell’Olympique, è diventato il capocannoniere nella storia dell’Europa League.»

Anche lui,  come tanti altri, accetta le lusinghe e i soldi del calcio saudita e si accasa con l’Al-Qadsia Club.

Ma Marsiglia non si può dimenticare, perché, come scrive Jean-Claude Izzo in Casino Totale, “la città appartiene a chi vive, è casa propria”. 

Per la prossima stagione Pierre-Emerick Aubameyang, La Freccia, sarà di nuovo un giocatore Olympien, sotto la guida di Roberto De Zerbi, per provare a portare insieme l’Olympique Marsiglia in alto o, come cita il motto della squadra, Droit au But.

BIO: VINCENZO PASTORE

Pugliese di nascita, belgradese d’adozione, mi sento cittadino di un’Europa senza confini e senza trattati.

Ho due grandi passioni: il Milan, da quando ero bambino, e la scrittura, che ho scoperto da pochi anni.

Seguire lo sport in generale mi ha insegnato tante cose e ho sperimentato ciò che Nick Hornby riferisce in Febbre a 90°: ”Ho imparato alcune cose dal calcio. Buona parte delle mie conoscenze dei luoghi in Gran Bretagna e in Europa non deriva dalla scuola, ma dalle partite fuori casa o dalle pagine sportive[…]”

Insegno nella scuola primaria, nel tempo libero leggo e scrivo.

2 risposte

  1. Bell’articolo di Vincenzo come oramai ci ha abituati …che ci fa un po’ male pensando che questo giocatore era nostro, ragazzo sensibile e grandissimo attaccante

    1. Grazie, Stefano, come sempre! ♥️🖤 Era un Milan di grandi nomi, sicuramente avrebbe fatto bene da noi. Grande attaccante e bravo ragazzo, davvero

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