MILAN-INTER 3-1: PIÙ DI UNA VITTORIA

L’incubo di Halloween cambia colore e si tinge interamente di rossonero, dei nostri meravigliosi colori. Nella notte più spettrale dell’anno, il Milan scaccia le streghe del momento oscuro e si regala una notte trionfante, trasformando il prato di San Siro nel teatro di una prova di forza clamorosa. Sotto il cielo di Milano, davanti agli occhi pieni d’amore delle sue “Leggende” in tribuna, la squadra di Rúben Amorim spazza via i dubbi della vigilia con un approccio feroce, determinato e privo di paura, azzannando il derby fin dal primo minuto di gioco e costringendo l’Inter capolista a subire una vera e propria lezione di intensità e coraggio tattico.

San Siro ha ospitato una stracittadina milanese carica di tensioni e significati opposti. Da una parte c’era l’Inter di Cristian Chivu, capolista, solida e reduce da tre vittorie consecutive; dall’altra, un Milan ferito, precipitato a sette punti di distanza dai cugini e ancora sotto shock dopo l’incredibile crollo interno contro il Bologna. Il pesante 4-2 incassato al Meazza aveva fatto riemergere le peggiori fragilità difensive della gestione di Rúben Amorim. Con i fischi dello stadio ancora nelle orecchie e un ambiente che chiedeva risposte immediate, la sfida contro i nerazzurri non è stata una semplice partita di cartello: per i rossoneri ha rappresentato un drammatico spartiacque stagionale.

I sette punti di distacco in classifica e una crisi di identità da risolvere in meno di settantadue ore erano le premesse, decisamente sfavorevoli, con cui il Milan si era avvicinato al derby. La spensieratezza tattica e l’imbattibilità in campionato della squadra di Amorim si erano infatti infrante mercoledì sera sotto i colpi del Bologna.

In campo, il Milan aveva l’obbligo di reagire. Contro un’Inter sicuramente non brillante, ma dannatamente pragmatica, serviva un segnale di grande carattere. I rossoneri hanno dovuto prestare particolare attenzione ai nerazzurri e al loro gioco, fatto di possesso palla ragionato e paziente, mirato a muovere la difesa avversaria attraverso le continue rotazioni dei centrocampisti e l’avanzamento coordinato dei braccetti difensivi.

Una strategia, quella interista, studiata per sovraccaricare le fasce laterali e liberare spazio nei corridoi centrali, favorendo gli inserimenti delle mezzali. Il compito del Milan era tutt’altro che semplice, reso ancora più complicato dalla serie di infortuni – l’ultimo dei quali ha colpito Tomori – che aveva falcidiato una rosa già in evidente difficoltà.

Fortunatamente, il recupero in extremis di Mario Gila, Adrien Rabiot e Diego Moreira ha rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno. Sebbene nessuno dei tre fosse ancora al massimo della condizione dopo i recenti problemi fisici, la loro disponibilità ha offerto ad Amorim tre preziose soluzioni per modificare l’assetto della squadra e presentare una formazione iniziale più competitiva.

Il Milan si è schierato inizialmente con un modulo 1-4-4-1-1 molto elastico, pronto a trasformarsi all’occorrenza in un 1-4-3-3. La linea difensiva, molto fisica, vedeva Gila nel ruolo di terzino destro, affiancato da De Winter e Pavlović al centro e da Diawara sulla corsia sinistra. In mediana, la coppia composta da Modrić e Musah doveva garantire corsa, interdizione e geometrie, dettando i tempi del gioco. Sulle fasce, Moreira e Pulisic avevano il compito di sfruttare velocità e abilità nell’uno contro uno per schiacciare i quinti avversari, mentre Rabiot agiva da trequartista atipico alle spalle dell’unica punta, Ramos.

PRIMO TEMPO

La partenza del Milan è feroce e sorprende un’Inter attonita. I rossoneri attaccano con foga, occupando costantemente la metà campo nerazzurra. La nostra difesa, molto alta, imposta a tre, con Diawara che si alza a supporto della mediana, dove Modrić e Musah scandiscono il gioco con velocità e precisione. Moreira appare indemoniato sulla fascia destra, dove Carlos Augusto fatica a contenerlo. Al 4° minuto, proprio sugli sviluppi dell’ennesima discesa del portoghese, arriva il vantaggio rossonero: il suo cross è perfetto e il solito “Capitan America” Pulisic lo trasforma in gol con un colpo di testa.

Si continua a ritmi vertiginosi. L’Inter non riesce a contenere la pressione e si affida a lunghi lanci verso Thuram, facile preda dei nostri difensori centrali. In avanti, Pulisic si muove spesso dentro il campo, cucendo il gioco offensivo: Christian sta bene e si vede. Al 10° minuto, Moreira viene fermato in calcio d’angolo dopo una bella verticalizzazione nata da un recupero rossonero. Dalla bandierina, con uno schema, il portoghese calcia rasoterra verso Rabiot che, di sinistro, accarezza il pallone e lo indirizza sul palo lontano, trovando la rete con la difesa nerazzurra completamente immobile.

Dopo il doppio vantaggio, il Milan arretra, anche per merito dell’Inter, che comincia a guadagnare campo. La manovra nerazzurra diventa più fluida e al 19° minuto è Carlos Augusto ad andare vicino al gol. La rete arriva al 22° minuto: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Çalhanoğlu, Akanji spizza il pallone, che raggiunge Bastoni, lasciato troppo solo nel cuore dell’area rossonera. Il difensore, di testa, accorcia le distanze e porta il risultato sul 2-1.

Soffriamo la spinta interista e rischiamo grosso al 34° minuto: Carlos Augusto serve Spence in piena area, che conclude a botta sicura, ma Maignan compie un miracolo e devia in angolo con la mano destra. Il Milan, stasera, c’è e, dopo aver resistito alla mareggiata nerazzurra, riprende gradualmente il controllo del gioco. Ci rendiamo pericolosi prima con Pavlović, al 41° minuto, e diventiamo letali appena due minuti più tardi.

Punizione dai venticinque metri: Diego Moreira calcia meravigliosamente e il pallone si insacca alla sinistra di Martínez, tra il tripudio rossonero. Si chiude così un bel primo tempo, giocato con cuore e testa dai nostri ragazzi che, a parte una decina di minuti di sofferenza, hanno pienamente legittimato il vantaggio.

SECONDO TEMPO

La ripresa vede salire in cattedra la classe infinita di Modrić, che prende in mano il gioco, smistando sapientemente i palloni e schermando la difesa. La sua uscita palla al piede, al 54° minuto, dal limite della nostra area è da applausi: peccato che Ramos si faccia recuperare da Bisseck dopo la sapiente imbucata del croato. Ma non c’è soltanto Luka nel nostro centrocampo: anche Musah, questa sera, gioca senza sbavature, mostrando grande dinamismo e offrendo alcune buone giocate.

È proprio il centrocampo rossonero a diventare il fattore determinante della partita, facendo circolare il pallone con fluidità e costringendo i giocatori nerazzurri a rincorse dispendiose. Diawara offre un prezioso appoggio sulla sinistra, salendo con personalità e con i tempi giusti. La nostra difesa, solida al centro, è a tratti debordante grazie allo strapotere fisico di Gila sulla destra. L’Inter prova ad attaccare nel tentativo di riaprire il match, ma nemmeno i cambi riescono a invertirne l’inerzia.

Le sostituzioni del Milan, invece, hanno un impatto positivo. Escono tra gli applausi un Pulisic enorme, Diawara e Musah; al loro posto entrano Cissé, Bartesaghi e Jashari. I nuovi arrivati danno nuova linfa alla squadra e contribuiscono a respingere gli ultimi tentativi dell’Inter, che con il passare dei minuti appare sempre più rassegnata. I continui cross di Dimarco verso la nostra area diventano facile preda di un autoritario De Winter.

Escono anche il Man of the Match Moreira e Gonçalo Ramos, questa sera molto generoso, ma ancora un po’ troppo avulso dal gioco offensivo. Entrano Hutchinson e Terracciano. Nel finale arriva l’ultima emozione: Cissé prova il tiro a giro, ma Martínez è bravo a neutralizzarlo con una bella deviazione.

Milano, questa sera, è soltanto ed esclusivamente rossonera. Una prestazione di squadra totale, nella quale il cuore, i polmoni e la determinazione dei nostri ragazzi hanno letteralmente surclassato l’Inter. Dallo strapotere fisico di Gila e De Winter in difesa alla maestosità di Modrić in mezzo al campo, fino all’estro indemoniato di Moreira e Pulisic in avanti: questo è il Milan che vogliamo sempre vedere.

Una vittoria di carattere, identità e spirito di gruppo, che spazza via i dubbi e rivendica a gran voce chi, almeno per una notte, comanda in città.

FORZA MILAN!!!

TABELLINO

MILAN-INTER 3-1

Marcatori: 4’ Pulisic, 10’ Rabiot, 22’ Bastoni, 43’ Moreira

MILAN (4-4-1-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlović, Diawara (dal 83’ Bartesaghi); Moreira (F. Terracciano), Musah (dal 83’ Jashari), Modrić, Pulisic (dal 83’ Cisse); Rabiot; Ramos (dal 89’ Hutchinson). A disp.: Bouyer, Torriani, Estupiñan, Perera, Vladimirov, Comotto, Vos; Camarda, Menon, Ossola. All.: Amorim.

INTER (3-5-1-1): Martínez; Bisseck (dal 82’ Bonny), Akanji, Bastoni (dal 82’ Dimarco); Spence, Barella (dal 82’ Esposito), Çalhanoğlu (dal 72’ Zieliński), Sučić, C. Augusto; Diouf (dal 72’ Mkhitaryan); Thuram. A disp.: Di Gennaro, Taho; Bovio, Jakirović, Stanković, Lavelli, Mosconi. All.: Chivu.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata.

Ammoniti: 49’ De Winter, 52’ Moreira, 90’ Carlos Augusto.

Recupero: 1’ 1T, 5’ 2T.

BIO: Stefano Salerno nato a Livorno, classe 1963, vivo a Firenze dal 1997, lavoro nel campo delle Telecomunicazioni, sono milanista dalla nascita appassionato di calcio inglese dai primissimi anni ’70 e sostenitore della squadra dei 3 Leoni.   

4 risposte

  1. Commento al match da derby, carissimo Stefano. Complimenti! Il Milan non perde da otto derby e vince il terzo di fila in campionato. Ora ci si augura che questa vittoria dia lo sblocco mentale per dare continuità alle prestazioni. Bene tutti, Rabiot e Gila immensi, Moreira un mostro. Davanti a Kakà (come ci manca Smoking Bianco) ha disputato la sua migliore partita in rossonero. Straripante, devastante, snervante per i difensori. Maignan è stato straordinario su Spence, ma se proprio dobbiamo trovare un neo nella prestazione, non si può lasciare Bastoni così libero di colpire a rete. Ma è domenica, è il day after di una vittoria importantissima e bellissima. Vada bene pure il gol del difensore nerazzurro perché non toglierà nulla alla nostra immensa prestazione. MILANO SIAMO NOI!

    Forza Milan ♥️🖤

    Vincenzo

    1. Grazie Vincenzo finalmente una gran bella prova .. ci voleva .. adesso continuiamo con questa determinazione e se ha gennaio c’è qualche innesto può veramente iniziare una svolta importante

  2. Si, proprio una bella vittoria. Al gol di Bastoni, il timore di non riuscire a mantenere il risultato è stato scacciato da uno splendido intervento di Magnan. Tutti bravi i ns. ragazzi. Li vogliamo sempre così. Bell’articolo il tuo, sempre piacevole da leggere. Forza Milan.

    1. Grazie Alessio abbiamo sofferto quei 10/12 minuti poi fortunatamente siamo andati sul 3-1 e nel secondo tempo con personalità abbiano portato a casa il risultato senza rischiare

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