Quando sono state fatte domande sul mercato della Lazio per la stagione 2025/2026, la maggior parte dei giornalisti ha preferito non esprimersi, limitandosi a un laconico “senza voto”. Questo perché, come noto, la società di Claudio Lotito ha avuto il mercato in entrata bloccato dalla Covisoc, potendo soltanto cedere giocatori.
Le ragioni dello stop
Il blocco è arrivato a seguito dell’esame del bilancio intermedio al 31 marzo, che ha evidenziato criticità in tre indicatori economici: liquidità, indebitamento e rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi.
La Lazio, rimasta fuori dall’Europa ma reduce da un buon percorso in Europa League, ha così iniziato la nuova stagione con molte incertezze e poche certezze. Dopo l’addio a Marco Baroni, approdato al Torino, Lotito ha scelto di impostare la ripartenza seguendo due strategie precise.
Il ritorno di Sarri
Archiviata l’esperienza con Baroni, Lotito ha deciso di puntare su una vecchia conoscenza: Maurizio Sarri. Il tecnico toscano aveva portato la Lazio al secondo posto nella stagione 2022/2023, garantendo la qualificazione alla Champions League.
L’obiettivo del presidente è ridare stabilità, affidandosi a figure che conoscono già l’ambiente e che, di conseguenza, non necessitano di lunghi tempi di adattamento.
Nonostante l’ultima esperienza romana fosse stata deludente, Sarri rappresenta una garanzia in termini di gioco e risultati. A favore della Lazio potrebbe pesare la voglia di rivalsa dell’ex allenatore di Chelsea, Napoli e Juventus, desideroso di rimettersi in gioco.
La conferma della rosa
La seconda decisione, forse ancora più importante, è stata quella di confermare in blocco la rosa della scorsa stagione. Le uniche cessioni hanno riguardato alcuni giovani: Mussolini alla Cremonese, Tchaouma al Burnley e Casale riscattato dal Bologna.
Per il resto, Guendouzi, Noslin, Romagnoli, Castellanos, Rovella, Zaccagni (il capitano), Isaksen e Gila sono rimasti a disposizione di Sarri. A loro si è aggiunto Cancellieri, rientrato dal prestito al Parma.
L’idea di Lotito è chiara: lavorare con lo stesso gruppo, che con un anno di esperienza in più e un allenatore preparato come Sarri potrebbe ottenere risultati migliori, puntando a una qualificazione europea.
L’inizio di campionato contraddittorio
È ancora troppo presto per capire se le scelte di Lotito si riveleranno vincenti. Di certo, il patron biancoceleste non aveva molte alternative: se non puoi acquistare, devi trattenere i giocatori migliori, soprattutto i più forti.
Le prime due giornate hanno restituito segnali contrastanti. All’esordio, la Lazio è caduta 2-0 sul campo del Como, trascinato dalla stella Nico Paz. Alla seconda giornata, invece, i biancocelesti hanno reagito travolgendo il Verona 4-0 all’Olimpico, trasformando in energia positiva la rabbia e la delusione per la sconfitta iniziale.
Giudizio in sospeso
Per ora, quindi, il verdetto resta sospeso e bisognerà attendere il prosieguo della stagione per capire se questa Lazio, senza coppe europee e concentrata solo su campionato e Coppa Italia, riuscirà a conquistare la qualificazione europea nonostante un mercato forzatamente fermo.

BIO: Simone d’Andrea nasce a Napoli il 24/01/1989 e risiede in Inghilterra da otto anni dove lavora come psicologo clinico. In passato, ha lavorato con varie testate giornalistiche come giornalista pubblicista e, attualmente, gestito un canale Youtube e Instagram che si chiama “Sportstorytales” dove pubblica foto, video e pensieri di eventi sportivi a cui ha preso parte personalmente. E’ appassionato da tutti gli sport e dal rapporto tra psicologia e sport e, in Inghilterra, ha pubblicato un articolo sull’applicazione della teoria bioniana nelle dinemiche di una squadra di calcio che ha seguito quando viveva a Napoli”.









